Starboard side view of the Italian Navy, GARIBALDI CLASS: Aircraft Carrier, GIUSEPPE GARIBALDI (C 551) di PHAN JOSHU KINTER, USN Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=2544309

I nervi scoperti
di Giorgio Castore

Il vertice di Ventotene del 22 agosto tra Merkel, Hollande e Renzi, svoltosi sulla portaerei Garibaldi non sembra aver lasciato molta impressione, almeno sulla stampa italiana. I temi affrontati che possiamo sintetizzare in immigrazione, sicurezza e crescita, toccano nervi scoperti su ciascuno dei partecipanti, chi più chi meno, e dimostrano un certo forte interesse alle possibili soluzioni. Ma le soluzioni proposte non sono nella disponibilità dei tre leader soltanto.
Certamente a ciascuno di loro compete quanto meno di avanzare delle proposte ed operare per spostare a loro favore i leader degli altri paesi rimasti nella UE. Infatti l’incontro di Ventotene ci è stato presentato come propedeutico al prossimo vertice informale del 16 settembre a Bratislava, il primo dopo la Brexit, definito “informale” perché non ci si aspetta da esso alcuna decisione e, per questo, utile quanto meno a verificare le distanze tra le proposte ed il loro grado di condivisione.
Nel vertice informale si potranno discutere liberamente proposte ed opinioni per poter giungere, successivamente, a proposte concrete che avranno almeno una buona probabilità di essere condivise ed approvate. Generalmente a nessuno conviene se non per secondo fine, presentare proposte ritenute battute in partenza.
Al vertice di Ventotene, quindi dieci e lode per la coreografia, ma anche una dura assunzione di responsabilità da parte della Merkel quando dice che: “il nostro compito è garantire un futuro all'Unione”. C’è solo da sperare che non abbia adoperato il plurale maiestatis e che si fosse riferita anche agli altri due leader.
Certamente ciascuno dei tre leader del vertice ha qualche scheletro nell’armadio e la Merkel ne ha uno grande quanto una casa che si chiama Turchia, o meglio, Erdogan!
Secondo il settimanale Die Zeit, infatti, e con riferimento alla manifestazione dei 40mila a Colonia a favore di Erdogan subito dopo il fallito colpo di stato, la Merkel ha dichiarato che "dalle persone di origine turca, che vivono in Germania già da lungo tempo, ci aspettiamo un elevato grado di lealtà nei confronti del nostro paese." Un avvertimento?
Secondo dati del Governo tedesco il numero di cittadini turchi che vivono in Germania ammonta ad oltre un milione e mezzo, mentre altre fonti calcolano in circa 3 milioni i cittadini turchi presenti in Germania. Non sono numeri trascurabili.
Ma non si tratta soltanto della presenza turca in Germania, bensì anche e soprattutto dell’infausto accordo sull’ingresso in Germania, e quindi nell’Unione Europea, dei cittadini turchi senza visto d’ingresso. Un accordo complesso negoziato in solitudine, secondo alcuni, sotto la spinta dello stato di necessità, secondo altri, infausto secondo tutti gli altri.
Anche François Hollande avrebbe qualche problemino nel rispettare le proposte che lui stesso avanzerà al vertice di Bratislava, in tema di sicurezza: in casa sua sembra scontato che non si ripresenti alle prossime presidenziali francesi il 23 aprile e 7 maggio 2017.
Non si tratta solo della ricandidatura di Sarkozy, bensì delle primarie, rispetto alle quali sarebbe fin d’ora molto dietro al suo primo ministro Manuel Valls.
Ma con l’Italia esistono anche problemi di buon vicinato e non si tratta soltanto degli immigrati. L’incipit di Lucia Magi su Internazionale è: Il treno che percorre la Liguria e arriva a Nizza trasporta le contraddizioni dell’Europa.
Si tratta di qualcosa che riguarda la politica di buon vicinato tra Francia e Italia e che ha origini ben più antiche: si chiama politica estera e riguarda principalmente la Libia e l’Egitto.

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