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Grecia, il punching ball della Germania
di Roberto Savio *
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Roma, maggio (OtherNews) – La Grecia torna a riemerge sui media, per una imminente ripresa dei negoziati tra il perseguitato paese ed i suoi creditori. La divisione Nord-Sud sell'Europa ancora una volta si manifesta in tutta la sua evidenza, mentre la separazione est-ovest sembra sempre più inevitabile.
Il ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schäuble insiste sul suo peculiare punto di vista di considerare l'economia come un ramo della disciplina etica e morale e non come una lettura della realtà. Ha chiesto ai greci di "non lasciarsi distrarre" dalla crisi dei rifugiati e di non dimenticare il proprio compito principale: quello di pagare il debito. Gli viene richiesto di tagliare il 2% del prodotto interno lordo nel caso in cui nel 2018 non vi sia un avanzo di bilancio del 3,5%.
Questi parametri non sono mai stati raggiunti da nessun paese del mondo, se non per brevi periodi. Si tratta di obiettivi completamente estranei a quelli di una economia piccola, che ha perso il 25% del proprio PIL in sette anni e che affronta un periodo di severa deflazione dovuto alla mancanza di domanda causata da un blocco di proporzioni gigantesche, a sua volta conseguenza dei programmi di austerità.
Questo ha portato ad una situazione impensabile: il Fondo monetario internazionale (FMI), contro il quale si sono tenute migliaia di grandi manifestazioni in tutto il mondo, il simbolo dell'intransigenza fiscale e della totale indifferenza di fronte alle problematiche sociali è stata l'entità che, contro la volontà della Germania, ha spinto per un approccio più indulgente.
Il FMI ha dichiarato che o si adotta qualche misura di taglio del debito che non si può pagare, o si abbassa l'interesse, o si estendono le scadenze... oppure il FMI non partecipare ai negoziati. Questo è qualcosa che la Germania non può permettersi.
Schäuble non rappresenta solo la generale avversione dei cittadini tedeschi a trattare i paesi del Sud con indulgenza, paesi che secondo loro, hanno vissuto molto al di sopra delle proprie possibilità ed ora meritano di essere trattati con disciplina. Egli rappresenta anche la paura di fare il gioco della destra estrema del AfD (Alternative per la Germania), che si aspetta confermi la sua affermazione politica alle prossime elezioni. I loro elettori, oltre ad essere anti-euro e anti-rifugiati, si oppongono a qualsiasi aiuto alla Grecia e ad ogni tipo di solidarietà europea in generale. Schäuble sta adottando la linea dura per evitare di dare munizioni al AfD.
Questa strategia, rubare la piattaforma politica ai partiti di estrema destra, ha portato i partiti tradizionali, in particolare i socialdemocratici, a prendere posizioni incompatibili con il proprio elettorato, senza alcun beneficio evidente.
Un buon esempio è costituito dalle dimissioni del primo ministro austriaco Werner Faymann, che ha abbandonato la sua posizione iniziale di apertura agli immigrati per sostenere l’innalzamento delle barriere e la disapplicazione delle norme europee nei confronti dei rifugiati. Secondo Faymann "non consegneremo all’estrema destra la bandiera per frenare i profughi". Il risultato è che il Partito della Libertà è arrivato secondo alle elezioni regionali nel mese di settembre, nel nord dell'Austria.
Faymann ha quindi adottato una posizione ancora più dura, minacciando la chiusura del confine con l'Italia. E il 24 aprile, il candidato del Partito della Libertà Norbert Hofer ha vinto il primo turno delle elezioni presidenziali con più di un terzo dei voti. Per la prima volta dalla fine della guerra, il Presidente non uscirà dai due partiti tradizionali, il Partito socialdemocratico e il Partito popolare austriaco, che insieme non hanno raggiunto più del 22% dei voti al primo turno. E' chiaro che questa strategia legittima i partiti di estrema destra ed allontana i fedeli delle forze tradizionali.
Schäuble ha accusato il presidente della Banca centrale europea (BCE), Mario Draghi, di essere responsabile per l'aumento del 50% dei voti del AfD con la sua politica monetaria dei bassi tassi di interesse, che colpisce i paesi con una lunga tradizione di risparmio, come Germania e Paesi Bassi.
La crescente perdita di leadership morale della Germania, sempre più focalizzata sui temi nazionali, ed allo stesso tempo incentivante gli altri paesi a seguire le rispettive priorità, sta diventando un problema serio per l'Europa.
Gli economisti sanno molto bene che la sopravvivenza di una debole domanda in Grecia è dovuta in grande misura ai pensionati che fanno da rete di sicurezza in un paese con alto tasso di disoccupazione giovanile. Ma ora, dopo 11 tagli alle pensioni, si esige un nuovo taglio del 6%. Nel frattempo, gli ospedali sono senza bende, le scuole senza libri, i mezzi di trasporto pubblico sprofondano nel caos ed il paese è in ginocchio.
Schäuble deve aver letto lo studio della European School of Management and Technology (ESMT) di Berlino. Lo studio mostra che il 95% degli aiuti alla Grecia è stato impiegato per salvare le banche, per la maggior parte tedeschi e francesi, che erano state sovraesposte per le obbligazioni greche. Secondo la ESMT, solo 9,7 miliardi di euro su un totale di 184 miliardi sono andati a cittadini greci. 86,9 miliardi sono serviti per pagare i vecchi debiti, 52,3 miliardi sono andati a pagare gli interessi accumulatisi e 37,3 miliardi sono stati utilizzati per rifinanziare le banche greche.
Perché Schäuble non presenta questi numeri ai cittadini tedeschi, per dimostrare che non si tratta di solidarietà, ma di interessi dei creditori?
Manca chiaramente qualsiasi analisi sulle differenze tra la Germania di Bonn e quella di Berlino. La caratteristica principale della Germania di Bonn era il suo ruolo come motore attivo di integrazione europea. Per ottenere che la proposta tedesca per la creazione di una Banca centrale europea fosse approvata, Helmut Kohl accettò che il primo governatore non fosse tedesco, ma olandese, Wim Duisenberg.
Per i tedeschi, che temevano di lasciare il forte marco tedesco per un euro sconosciuto, fu uno shock. Ora Draghi deve lottare per eliminare le banconote da 500 euro, frequentemente utilizzate per attività illegali, perché ai tedeschi ricordano le loro banconote da 500 marchi...
Schäuble (e la Merkel), che dicono sempre agli altri cosa devono fare, diventano improvvisamente sordi quando gli altri cercano di fare lo stesso con loro. Il FMI ha ripetuto ancora una volta ciò che l'OCSE e il G7 hanno raccomandato a lungo: Berlino dovrebbe reinvestire almeno una parte della sua grande surplus economico nell'economia, come misura urgente e necessaria per accelerare il recupero dell’Europa. Il FMI ha insistito con la stessa richiesta, ma Schäuble trova più comodo attaccare Draghi che attuare alcune delle raccomandazioni del FMI.
Il Parlamento tedesco ha approvato una legge che limita l'accesso allo Stato sociale a coloro che hanno risieduto in Germania per almeno cinque anni. La Germania sta imitando la Gran Bretagna, che aveva ottenuto questa clausola nei suoi negoziati con Bruxelles per evitare la sua uscita dall'Unione europea. Questo è il primo risultato negativo delle concessioni accordate alla Gran Bretagna, che avrà un referendum sulla sua continuità nell'Unione fra cinque settimane. Si è sempre temuto che quelle concessioni avrebbero costituito un precedente per altri Stati membri. La Germania è il primo...
L'agonia dei greci serve a ricordare a tutti noi che la costante crescita dei partiti xenofobi e nazionalisti in ogni elezione finora non ha prodotto una risposta adeguata da parte dei partiti tradizionali e in particolare da quelli di sinistra.
Gli xenofobi hanno come obiettivo quello di formare una coalizione internazionale e Marine Le Pen farà campagna nel Regno Unito contro l'Unione europea. E’ interessante, tuttavia, che Donald Trump abbia rifiutato di incontrare i leader dei partiti xenofobi, non a causa di differenze ideologiche, ma perché non ha alcun interesse per ciò che sta al di là del confine degli Stati Uniti.
Egli ha espresso un parere positivo su Putin, come hanno fatto molti partiti di estrema destra (la Russia stessa aveva dato un prestito al partito di Le Pen). Tutto questo dovrebbe portare ad un qualche tipo di riflessione, soprattutto quando vediamo che l'Europa, ancora una volta guidata dalla Germania, offre 6 miliardi di euro ad un Recep Tayyip Erdoğan apertamente autocratico, per bloccare l'ingresso di un milione di rifugiati siriani e aprire le porte a 70 milioni di turchi.
La democrazia è in declino... Forse dovremmo costringere gli studenti a leggere "L’autoritarismo diventa globale: la sfida della democrazia", scritto da Christopher Walker, Marc Plattner e Larry Diamond. Ripete ciò che è già noto: che in tempi di crisi, la credibilità di una figura forte aumenta in modo esponenziale. Ma la sua analisi è ancora attuale, e questo è preoccupante.
Basta guardare le recenti elezioni presidenziali nelle Filippine e vedere che il vincitore è un incrocio tra un uomo forte del passato, come Marcos, e un nazionalista stridente e xenofobo, come Trump. Rodrigo Duterte ha vinto le elezioni con la promessa di esecuzione di migliaia di criminali, di espulsione degli stranieri, e di "non consentire che le sottigliezze della democrazia compromettano la necessità di misure eccezionali contro la corruzione e la criminalità".
Come è possibile prestare orecchio alla stessa lingua in tante parti diverse del mondo? Sarà giunta l’ora di ammettere che siamo di fronte ad una crisi economica, sociale e dei valori in tutto il mondo, che la globalizzazione attuale sta morendo, e che quindi viviamo un momento di transizione verso l'ignoto?

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* Giornalista italiano-argentino. Co-fondatore ed ex direttore generale di Inter Press Service (IPS). Negli ultimi anni ha anche fondato Other-News, un servizio che fornisce "informazioni rimosse dal mercato" Other-News. In spagnolo: http: //www.other-news.info/noticias/ in inglese: http: //www.other-net.info

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