Fermo immagine video SkyTg24 elezioni Iran 27/02/2016

Iran: la svolta dei giovani
di Diego Grazioli

Il segnale della grande svolta è arrivato nella tarda serata di sabato quando, a spoglio ancora in corso, è stato comunicato il dato dei partecipanti al voto nella circoscrizione di Teheran: più 30% rispetto alle precedenti elezioni del 2012.
Un dato incontrovertibile, che significava che i giovani erano andati in massa alle urne e avevano premiato i canditati riformatori a cominciare dal presidente Hassan Rouhani, in questa tornata elettorale per il rinnovo del parlamento e dell'assemblea degli esperti. Una vittoria del fronte del dialogo con il mondo, dopo gli accordi di Ginevra sul nucleare e l'ammorbidimento delle sanzioni internazionali, nonostante il miglioramento dei parametri economici sia ancora una chimera e ci vorrà del tempo affinché gli accordi commerciali si riverberino positivamente nelle condizioni di vita della popolazione.
Detto ciò in Iran, dallo scorso week-end, è cominciata una nuova era, dopo decenni di oscurantismo e compressione dei diritti personali e civili. Che la svolta fosse nell'aria era scritto nei numeri, la percentuale degli iraniani al di sotto dei 30 anni si attesta intorno al 70% della popolazione complessiva. Generazioni di giovani del tutto simili nei valori e nelle ambizioni ai loro coetanei in occidente ed oriente. Un popolo di ragazzi non più forgiato dalla grande rivoluzione khomeinista del 1979 e dalla devastante guerra tra Iran ed Iraq, gli eventi che finora avevano tracciato le linee ideologiche di un'intera classe politica.
Nonostante la netta affermazione del fronte riformatore la strada da percorrere per l'instaurazione in Iran di una democrazia moderna sarà lunga e difficile. L'assetto istituzionale infatti è ancora quello teocratico con una commistione tra religione e politica che conferisce il potere assoluto alla figura della Guida Suprema, carica rivestita da anni dall'ayatollah Ali Khamenei, il potentissimo leader delle frange più conservatrici della società iraniana. E' lui che nonostante tutto definisce le linee politiche generali del regime e finché sarà in sella, il popolo iraniano sarà consegnato in un limbo tra assolutismo e democrazia. La strada segnata dalle elezioni di venerdì scorso però è incontrovertibile ed avrà bisogno solo di maggiore tempo per consolidarsi definitivamente.
L'unica incognita che pesa sul futuro dei giovani iraniani è il contesto internazionale, che vede Teheran impegnata in una sfida a tutto campo con i vicini sunniti, a cominciare dalla guerra in Siria e dalla difficilissima transizione in Iraq.
Solo risolvendo questi scenari di crisi il nuovo corso iraniano avrà modo di consolidarsi definitivamente. Un processo lento ma ineludibile che necessita del concorso e del supporto dell'intera comunità internazionale, allo stato dei fatti ancora troppo divisa sulla soluzione definitiva da dare al nuovo Medio-Oriente.

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