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Boutros Boutros-Ghali: la svolta nelle Nazioni Unite
di Roberto Savio (*)
leggi in [esp] [eng]


Roberto Savio ricorda Boutros Ghali, ex segretario delle Nazioni Unite morto il 16 febbraio scorso a 93 anni, tracciando un racconto intimo centrato sui punti salienti della sua carriera diplomatica senza tralasciare le tensioni con gli Stati Uniti, ostacolo al suo lavoro all’ONU.


Non è una coincidenza che Boutros Ghali sia stato l'unico segretario generale, nella storia delle Nazioni Unite, che abbia svolto il proprio ruolo per un solo mandato, invece dei due che sono stati sempre consentiti. Gli Stati Uniti posero il veto alla sua riconferma nonostante il voto favorevole degli altri membri del Consiglio di Sicurezza.
Era considerato troppo indipendente. Ora abbiamo dimenticato che, su richiesta degli Stati Uniti, egli autorizzò nel 1992 un intervento delle Nazioni Unite in Somalia gestito da un generale americano, il cui scopo era quello di distribuire 90 milioni di dollari di cibo e di aiuti per l'ex colonia italiana, scossa da un conflitto interno tra i diversi signori della guerra. L'intervento costò 900 milioni di dollari in spese militari e si concluse con l'abbattimento di due elicotteri Black Hawk e con la tragica morte di 18 soldati americani, trascinati per le strade di Mogadiscio. L’ovvio espediente messo in atto dagli Stati Uniti fu quello di far ricadere la colpa su BBG, divenuto il capro espiatorio durante la campagna elettorale americana. Bill Clinton, che nella sua campagna si riferiva al segretario gridando Booo Booo Ghali si alleò con l'ambasciatore alle Nazioni Unite, Madeline Albright, per sbarazzarsi di lui. La Albright  in cambio diventò Segretario di Stato.
Come si può vedere, non ho intenzione di fare una commemorazione rituale di Boutros. Viaggiammo sullo stesso volo per Parigi quando lasciò le Nazioni Unite (il solo ambasciatore italiano lo andò a salutare in aeroporto). Ricordo che quando arrivammo all'immigrazione, senza alcuna esitazione si diresse alla coda degli Extracomunitari, a dispetto di un poliziotto che lo invitava all’uscita riservata ai diplomatici. Egli disse: «Amico mio quei tempi sono passati, ora sono un cittadino come te». E quando prese un taxi, dovette litigare con l'autista, un egiziano, che non voleva che lui pagasse.
Ghali non era popolare nelle Nazioni Unite. Era molto severo, geloso del suo privato (non andò mai ad alcun ricevimento) e molto distaccato. Era, in realtà, un professore di diritto internazionale, vero interesse nella sua vita. La gente non gli piaceva molto. All’improvviso si  allertava quando incontrava  una personalità o una persona insolita. Ma nel mondo delle Nazioni Unite era considerato troppo pomposo e formale.
Ha sempre preferito un libro ad un diplomatico ma se si riusciva a diventare suo amico, lo si scopriva ironico e divertente, di notevole profondità intellettuale, timido e con calore umano. Veniva da una storica ortodossa famiglia egiziana molto ricca fino alle nazionalizzazioni di Nasser. Egli riteneva che, per la sua discendenza, non sarebbe stato condizionato dal potere. Era un copto, sposato con una forte e intelligente ebrea egiziana, Leila. Fu capace di fare carriera fino a Segretario di Stato, mantenendo il suo incarico presso l'Università. Quando gli fu posto il veto da parte degli Stati Uniti per un secondo mandato, mi disse: «Gli americani non vogliono che tu dica di sì: vogliono che tu dica sì, signore».
Non ha mai dimenticato la propria identità. Parlava di se stesso come di un arabo e si chiedeva apertamente quale trattamento avrebbe avuto, se fosse stato bianco e americano o europeo. Lui simpatizzava apertamente con i perdenti e gli sfruttati, e cercava di fare delle Nazioni Unite un luogo della governance globale. Dobbiamo ricordare che quando BBG divenne Segretario Generale, nel gennaio 1992, l'ONU era alla fine di un lungo processo di declino iniziato sotto Reagan nel 1981. Nel 1973, per la prima volta nella storia, l'Assemblea Generale approvò all'unanimità un piano globale di governance, che pose a base della sua azione la cooperazione internazionale. Fuori da questo piano, fu creato, per esempio l’Unido. Per progredire su un “Nuovo Ordine Economico” si tenne anche un vertice dei capi di Stato a Cancun, in Messico, nel 1981. Si trattò della prima visita all’estero del neo eletto Presidente americano che mostrò chiaramente che i giorni delle Nazioni Unite erano finiti. Gli Stati Uniti non avrebbero accettato  di essere la camicia di forza in un assurdo meccanismo democratico, con il suo voto pari a quello di Montecarlo (probabilmente riferito al Principato di Monaco). Gli Stati Uniti sono diventati ricchi grazie al commercio. Il loro slogan era “il commercio e non gli aiuti”. Margaret Thatcher aveva partecipato al vertice di Cancun e una nuova alleanza fondata sull’azione dei mercati e la libera circolazione dei capitali fu la nuova base delle relazioni internazionali.
Dal 1981 al 1992, il mondo cambiò drasticamente, non solo a causa del crollo di un mondo bilaterale, con la fine dell'Unione Sovietica, ma perché i vincitori presero letteralmente la fine del comunismo come un mandato per un capitalismo ingombrato da qualsiasi governance. Ghali non era di sinistra ma sentiva come le grandi potenze stavano marginalizzando l’ONU. I due motori della globalizzazione, la finanza ed il commercio, erano già all’opera al di fuori dell'organizzazione. Egli parlò di questa tendenza fondata sull’interesse nazionale con la preoccupazione di un arabo e l'avversione di un professore di diritto internazionale. Fece un grande sforzo all’inizio del suo incarico come segretario generale, per realizzare una Agenda per la Pace, un forte documento giuridico su un ruolo chiaro delle Nazioni Unite, convenientemente ignorato dalle grandi potenze. Cominciò poi a tenere un grande numero di straordinarie conferenze, da quelle sul clima a Rio de Janeiro nel 1992 (la base del percorso verso Parigi), alla Conferenza sui diritti umani di Vienna nel 1993, alla Conferenza sulla Popolazione nel Cairo nel 1994, al Vertice sociale di Copenaghen nel 1995, e la Conferenza sulla Donna a Pechino nello stesso anno. In tutte queste conferenze, gli Stati Uniti e le altre grandi potenze dovettero inchinarsi ancora una volta alle regole della democrazia internazionale ed accettare risoluzioni e piani di azione che avrebbero volentieri evitato.
Quando alla fine, si liberarono di lui, nel 1996, il declino delle Nazioni Unite riprese il suo corso. Anche Kofi Annan, che fu scelto per succedergli su richiesta di Madeline Albright, si sentì alla fine in disgrazia, perché cercò di mantenere un po' di indipendenza per la sua azione. E ora l'ONU non ha fondi per l'attività, ed è tornata a diventare una dignitosa Croce Rossa Internazionale, lasciata con istruzione, salute, cibo, infanzia e qualsiasi altro campo umanitario, totalmente fuori da dove sono in ballo denaro, potere e governance. Gli obiettivi di sviluppo del Millennio, adottati in pompa magna da tutti i capi di Stato di tutto il mondo nel 2000, avrebbero un costo inferiore al 5% delle spese militari mondiali. I cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza sono responsabili per il commercio internazionale dell’82% delle armi e la sua legittimazione per interventi militari è una coperta convenientemente utilizzata a seconda delle circostanze. La triste situazione in Iraq, Siria e Libia è un buon caso di studio. E le grandi potenze non hanno nascosto la loro agenda di spostare dalle Nazioni Unite il dibattito sulla governance. Il Gruppo dei Sette è diventato il Gruppo dei 20, e Davos uno spazio di scambio più importante dell'Assemblea Generale.
Ghali ha visto il declino delle Nazioni Unite con rammarico. E’ andato su posizioni più coerenti con le sue preoccupazioni. E’ diventato Segretario Generale dell'Organizzazione Internazionale Francofona dove, ancora una volta, ha avuto problemi con i francesi perché voleva fare alleanze con altre lingue latine, poichè aveva una visione culturale - e non solo linguistica  del mondo da mobilitare. È poi diventato Commissario per i Diritti Umani in Egitto e non si è discostato dal suo punto di vista politico generale diventando Presidente Onorario del Centro europeo per la Pace e lo Sviluppo, un'organizzazione creata dall'Assemblea Generale, con sede a Belgrado, che ha giocato un ruolo unico nella creazione della cooperazione accademica in tutti i Balcani e negli altri paesi dell'Europa centrale e orientale. In questo centro ha trovato il luogo dove i suoi ideali di giustizia e di pace, sviluppo e cooperazione, erano ancora vivaci e attivi. Egli è morto nel momento di scontro tra il fondamentalismo dell'Islam e quello degli altri. Ha cercato di attirare l'attenzione su questo problema che è stato chiaramente visto arrivare, e lascia un mondo in cui la sua idea e il suo punto di vista sono diventati troppo nobili per un mondo in cui nazionalismo, xenofobia e conflitto sono diventati i principali attori delle relazioni internazionali. E' giunto il momento ora di avvicinarsi di più a quelle idee e ideali, e meno a Ghali come un essere umano, con i suoi inevitabili difetti e carenze. Questo sarebbe anche il modo come vorrebbe essere ricordato. Con lui, abbiamo vissuto, purtroppo, l'ultimo grande momento delle Nazioni Unite e del diritto internazionale come base di cooperazione ed azione.
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(*) Giornalista italo-argentino. Co-fondatore ed ex direttore generale di Inter Press Service (IPS). Negli ultimi anni ha anche fondato Other News, un notiziario che fornisce "informazioni che il mercato rimuove" . In spagnolo: www.other-news.info/noticias/ in inglese: www.other-net.info

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