"Camogli-IMG 1426" di Twice25 & Rinina25 - Twice25 & Rinina25. Con licenza CC BY 2.5 tramite Wikimedia Commons - https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Camogli-IMG_1426.JPG#/media/File:Camogli-IMG_1426.JPG

La città dai mille velieri bianchi

Camogli
di Luisanna Tuti

Affacciata sul Golfo Paradiso, Camogli è la sorella meno nota delle cittadine liguri della Riviera di Levante. Fa parte dell’area naturale marina protetta di Portofino, con cui confina ad Est, mentre a Nord la limitano i comuni di Recco e Rapallo.
"Ruta di Camogli-IMG 0112" di Davide Papalini - Opera propria. Con licenza CC BY-SA 3.0 tramite Wikimedia Commons - https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Ruta_di_Camogli-IMG_0112.JPG#/media/File:Ruta_di_Camogli-IMG_0112.JPGEdificata nel corso dei secoli, con un susseguirsi di modifiche ed aggiunte che ne hanno cambiato l’aspetto negli anni, ora Camogli è una cittadina di edifici colorati allineati lungo la spiaggia. I colori dei palazzi furono pensati dai pescatori che, tornando stanchi dalle battute di pesca, riconoscevano immediatamente la loro abitazione. Quando la famiglia aumentava di numero, aumentavano anche le appendici abitative, cosicché nel centro storico incontriamo case che si incastrano e si accavallano tra loro. Nel 1913 furono abbattuti degli immobili lungo la spiaggia per creare una “promenade” ad imitazione della vicina Nizza. In seguito fu fatto anche spazio per costruire la ferrovia Genova-La Spezia ed, essendo Camogli quasi a picco sul mare, si utilizzò il materiale di risulta degli scavi delle gallerie, per creare dei terrapieni che ampliassero il territorio disponibile. Nonostante ciò, la caratteristica principale della città è la breve distanza degli edifici dal mare, dovuta proprio alla conformazione geografica del paese. Anche il suo nome, di natura greco-ligure, sembra derivare dalla particolarità topografica: “cam”, in basso; “gi”, terra. "Stella Maris di Camogli2" di Davide Papalini - Opera propria. Con licenza CC BY-SA 3.0 tramite Wikimedia Commons - https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Stella_Maris_di_Camogli2.JPG#/media/File:Stella_Maris_di_Camogli2.JPGTerritorio ai piedi dei monti. Alcuni dissentono da questa derivazione e la attribuiscono ad altre origini: per esempio ca-mogli,  “casa delle mogli” dei marinai che trascorrevano il loro tempo aspettando il ritorno dei mariti o cà a muggi, “case a mucchi” per la particolare disposizione degli edifici.
Diverse furono le dominazioni che si alternarono al governo della città, fino alla battaglia di Abukir che segnò la vittoria della marina inglese su Napoleone Bonaparte. Gli armatori camogliesi, data la posizione strategica del porticciolo ampliato e migliorato, capirono che era arrivato il momento di investire sulla costruzione di navi mercantili che ebbero come clienti tutti i Paesi europei. In questo periodo Camogli ebbe il suo massimo sviluppo economico ed urbanistico.
Con la caduta di Napoleone nel 1814, Camogli fu inglobata nel Regno di Sardegna e, successivamente, nel Regno d’Italia. Nel 1856 la sua flotta contava 580 imbarcazioni iscritte alla Mutua Assicurazione Marittima Camogliese, unica al mondo, fondata da Nicolò Schiaffino, che restò attiva fino al 1888, epoca in cui si diffuse la navigazione a vapore ed i camogliesi furono costretti a lasciare il passo alle attività turistiche, già in fase di grande espansione."Camogli-IMG 1448" di Twice25 & Rinina25 - Twice25 & Rinina25. Con licenza CC BY 2.5 tramite Wikimedia Commons - https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Camogli-IMG_1448.JPG#/media/File:Camogli-IMG_1448.JPG
Nei fondali dei comuni di Camogli, Portofino e Santa Margherita Ligure si incontrano molteplici varietà di pesci oltre ad essere un particolare habitat di posidonia oceanica e formazioni coralline (corallium rubrum).
Di grande interesse sono anche i monumenti della città come la Basilica Minore di Santa Maria Assunta che, affacciata sul porticciolo, conserva in un’urna le spoglie di San Fortunato; il Santuario di Nostra Signora del Boschetto; l’Abbazia di San Fruttuoso di Capodimonte; il Castello della Dragonara o Castel Dragone.
La sua particolare collocazione geografica consente un clima molto mite che attira anche un numeroso turismo invernale.

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