"Samadams2" di Kafziel di Wikipedia in inglese - Trasferito da en.wikipedia su Commons.. Con licenza CC BY-SA 3.0 tramite Wikimedia Commons - http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Samadams2.jpg#/media/File:Samadams2.jpg

Innovazione nella produzione

“Sbirrazzatevi” all’italiana
di Luisanna Tuti

Chi pensa che gli italiani non sappiano fare la birra, sbaglia di grosso. Infatti nel 2011, a Strasburgo, una birra italiana ha vinto addirittura la medaglia d’oro del premio “Mondiale de la bière”, nato a Montrel per selezionare ed evidenziare le birre artigianali più meritevoli del mondo.
E’ così che la “Ambar” del birrificio S. Biagio di Nocera Umbra ha regalato all’Italia un meritato riconoscimento. Ormai nel nostro Paese sono molti i produttori artigiani di birra e noi siamo andati a curiosare “a casa” di uno di loro per saperne di più. E’ così che, proprio a Nocera Umbra, abbiamo incontrato Giovanni, una bellissima figura di uomo che qui vive e lavora.
Arriviamo alla fabbrica, un vecchio casale ristrutturato, adagiato in cima ad una collina che domina la valle del Topino, ai piedi degli Appennini Umbro-Marchigiani. Boschi e campagna fanno da corona al birrificio, che ci appare come un posto magico e pieno di  antico fascino. Giovanni ci viene incontro: barba bianca, molto lunga, occhi vivaci, sorriso a mille denti. Ha un volto sereno, appagato ed io gli chiedo subito: “Quando e perché questa decisione?”
"Hop bloemen vrouwelijke plant Humulus lupulus female" di Rasbak - Opera propria. Con licenza CC BY-SA 3.0 tramite Wikimedia Commons - http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Hop_bloemen_vrouwelijke_plant_Humulus_lupulus_female.jpg#/media/File:Hop_bloemen_vrouwelijke_plant_Humulus_lupulus_female.jpgGiovanni inizia il suo racconto accompagnandoci attraverso contenitori metallici e profumi particolari. «Sono entrato giovanissimo a lavorare in una multinazionale della birra. Amavo molto il mio lavoro ed avevo tante idee per migliorare il prodotto, cercando di aggiornarlo per soddisfare la richiesta del mercato. Con il passare degli anni, mi sono reso conto che i proprietari non avevano voglia di sperimentare nuovi “sapori”, poiché la produzione andava bene e non erano interessati ad inserire altri ingredienti.
Dopo venti anni e tante idee, un giorno mi sono armato di coraggio ed ho cambiato il corso della mia vita. Ho dato le dimissioni e da Bergamo mi sono trasferito a Nocera Umbra con tutta la famiglia. Perché a Nocera Umbra? Perché ho seguito il detto “acqua buona, birra buona”. Siccome io credo che questa sia l’acqua più buona del mondo, sono arrivato qui senza alcun indugio. Certamente gli inizi sono stati di grande sacrificio, ma poi, con il sostegno della mia famiglia, ho cominciato ad avere le prime soddisfazioni.
Il mio scopo è stato quello di creare birre differenti a seconda dei piatti cui abbinarle. E’ nata la mia prima birra: la “Monasta”, chiamata così per lo stile birraio ispirato alle antiche tecniche produttive dei monaci trappisti. Contiene acqua di Nocera Umbra, malto d’orzo distico primaverile da coltivazioni italiane, luppolo, lievito, miele e alloro. Lega bene con secondi di carne, salumi e formaggi stagionati.
A questo punto mi sono posto il problema degli antipasti e del pesce. Ho creato così la “Verbum”, chiara, naturalmente velata, con acqua, malto d’orzo, malto di frumento, luppolo e lievito. E la pizza e i primi poco strutturati? Ecco nascere la “Gaudens”, chiara e poco velata: malto d’orzo, luppolo di Saaz e lievito. Naturalmente non potevo trascurare i dolci e i crostacei. Ho ideato così quella che mi ha promosso con la medaglia d’oro: la “Ambar”, scura, doppio malto, naturalmente velata, con acqua, malto d’orzo, malto tostato, luppolo e lievito. Ultima creatura, ovviamente solo in ordine di tempo, la “Aurum”: chiara doppio malto, con malto, luppolo e lievito. Si abbina bene a formaggi stagionati, insaccati e carni importanti.
"Cherry". Con licenza Pubblico dominio tramite Wikimedia Commons - http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Cherry.JPG#/media/File:Cherry.JPGIl colore dipende dalla tostatura del malto e dal calore. Le diverse temperature conferiscono colori differenti.
Ovviamente quando produco una nuova birra, la sottopongo prima di tutto al giudizio di  esperti birrai di mia fiducia.
Vi ho parlato delle mie birre, ma oggi in Italia sono molti i micro-birrifici dove i giovani creano e propongono prodotti nati da idee innovative e nuovi ingredienti. Tartufi, ciliegie, lenticchie, sono già stati sperimentati per produzioni dedicate ai mercati più giovani che, ci auguriamo, redditizi ma senza eccessi, che potrebbero causare danni ai consumatori e a terzi».
Con questo augurio, dettato da grande saggezza e da un amore infinito verso questa professione, di cui abbiamo scoperto molti segreti, a malincuore salutiamo il birraio Giovanni, la stupenda valle, i boschi di querce e la serenità che qui si respira: Giovanni, ti invidio molto!!

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