"Fiat 160-90" di Gabriele Bellotti. Con licenza CC BY 2.0 tramite Wikimedia Commons - http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Fiat_160-90.jpg#/media/File:Fiat_160-90.jpg

Innovazione italiana in campo agricolo

Dai trattori al biologico, il successo nelle nostre esportazioni
di Matteo Ricciotti

Il tema della fuga di cervelli dal nostro Paese riguarda anche il mondo agricolo.
La fuga dalle campagne è stata giustificata per lo scarso reddito che esse producono, gli alti costi di produzione, la dura fatica e tante tasse, insomma un quadro desolante. Eppure, leggendo bene le cifre, le cose non stanno proprio così, o almeno per quella fascia di agricoltura che fa investimenti nella qualità del prodotto e punta su nuove tecniche agricole ottenendo risultati importanti economici sia come guadagno e sia per la occupazione dove le cifre parlano chiaro.
Il 2012 è stato registrato per questo settore un aumento consistente per lavoratori dipendenti con un aumento del 3,6%, mentre l'andamento generale dell'occupazione in altri settori ha segnato un continuo e drammatico aumento dei livelli di mancanza di lavoro. Altro dato importante di questi ultimi decenni è stata la tendenza all’invecchiamento degli occupati in agricoltura, ma oggi la situazione sembra rovesciata: un lavoratore dipendente su quattro ha meno di 40 anni e 57 mila imprese, come afferma la Coldiretti, sono dirette da giovani con meno di 35 anni, ma un dato da non sottovalutare, un’azienda su tre è condotta da una donna.
Si sviluppa anche il numero delle imprese che s'impegnano in tecnologie verdi e processi sostenibili.
Solo per dare qualche cifra: tra il 2009 e il 2011 il 54,9% delle imprese ha dichiarato di aver ridotto l’utilizzo di energia ed acqua e il 22% di aver ridotto sensibilmente l’uso di fitofarmaci e fertilizzanti.
Ma l'agricoltura non è solamente la campagna, è anche mezzi meccanici che servono per coltivarla al meglio.
Un rapporto Agreencolture sostenuto dalla Fondazione Symbola e dalla Coldiretti ha evidenziato come la scommessa agricola si vince, oltre che con la qualità, anche con le macchine e per fortuna l'Italia ha ancora un primato invidiabile il settore delle macchine agricole dove siamo secondi solo alla Germania con un fatturato di 7,3 miliardi di euro, a fronte del nostro concorrente teutonico con 7,6 miliardi. A queste cifre incoraggianti, dobbiamo aggiungere il fattore occupazionale con 31 mila addetti altamente specializzati.
Un settore che, nonostante la crisi, ha saputo innovarsi ottenendo risultati assai ragguardevoli: in appena due anni, tra il 2008 e il 2010, l’energia utilizzata per la produzione di ogni macchina si è ridotta del 40% e sono diminuiti di circa 9 mila tonnellate i rifiuti e gli scarti di lavorazione.
Tutto questo è stato apprezzato anche all'estero con il risultato che abbiamo un export per i soli trattori di 3,8 miliardi di euro, un settore che ormai traina il saldo della nostra bilancia commerciale agricola.

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