Angela Merkel (fonte foto Pixabay)

Anche in Germania il sistema economico ha problemi seri

Diamo un ‘pezzo di pane’ alla signora Merkel
di Antonello Cannarozzo

Il titolo di quest’articolo è volutamente ironico; la Germania rimane certamente uno Stato forte, una potenza economica da fare invidia a tutti nonostante il momento di ristagno, come del resto in tutta la zona euro, per una contingenza mondiale. Allora perché un titolo provocatorio dove si chiede addirittura un pezzo di pane per la Cancelliera Angela Merkel?

E’ presto detto.

Come in ogni società dal capitalismo avanzato che produce sviluppo e ricchezza una parte della popolazione sta bene, un'altra benissimo, ma un’altra parte consistente di cittadini fa fatica a sbarcare il lunario, come da noi in Italia, con la differenza che in Germania, beati loro, ci sono più possibilità per un disoccupato di potersi reinserire nel mondo del lavoro grazie ad una richiesta sempre molto alta anche se spesso, ricordiamolo, sono lavori precari.

Un esempio è il mini job nato alla fine degli anni’90 come una delle tante riforme per il mercato del lavoro voluto dal governo socialdemocratico di Gerard Schröder per un lavoro a basso salario sotto forma di lavoro temporaneo, tanto per non dirsi disoccupati, rispetto ad un impiego stabile. Un progetto partito bene, ma che nel tempo ha creato molti problemi emarginando per sempre da un lavoro stabile migliaia di persone, tanto è vero che sono nati i lavoratori Aufstocker che, traducendo grossolanamente, sono coloro che pur avendo un guadagno assai basso sono costretti a chiedere un sussidio allo Stato per arrivare alla fine del mese.

Non sono solo coloro che lavorano a part time, in questi ultimi anni anche persone che lavorano a tempo pieno con una media di 40 ore settimanali sono lavoratori
Aufstocker, a causa di stipendi troppo bassi per lo standard tedesco. Una situazione confermata da molti politici: “Per un numero sempre maggiore di dipendenti, reddito da lavoro non è più sufficiente - ha affermato il vice presidente della Spd, Sabine Zimmermann, che ha presentato la richiesta per una revisione delle politiche del lavoro - Troppe persone – ha proseguito - sono povere nonostante il lavoro”.

In questa situazione si trovano solitamente genitori single con figli a carico con un incremento in questi ultimi anni di 1,2 milioni di persone che anche se hanno un lavoro stabile, afferma l'Agenzia Federale per l'Impiego, non riescono ad avere un minimo di servizi, così sono sempre più numerosi coloro che cercano anche un piccolo lavoro, 2,7 milioni, tra giovani ed anziani, che fanno così salire il numero totale di persone marginalmente occupate a circa 7,5 milioni.

Un esempio per tutti è il caso riportato dal Der Spiegel online di Alexandra Densch. Donna single con tre figlie ancora piccole, lavora sodo dal lunedì al giovedì in una fabbrica di ascensori, attraversando ogni giorno tutta Berlino per poi rientrare a casa nella zona est della città. Il venerdì e il sabato non sono certo giorni di riposo, ma svolge lavori di pulizia in casa di privati e quando ancora c’è tempo svolge piccoli lavori in casa come cucire per la clientela del vicinato, senza includere la cura delle figlie, della casa con tutte le incombenze che questo comporta, insomma anche in Germania la donna che lavora fa il triplo o il quadruplo del lavoro e  tutto questo impegno di lavoro per 1.200 euro netti al mese.

Come riporta ancora il giornale, Alexandra è a tutto oggi fortunata, nel suo vicinato infatti, ci sono situazioni assai più precarie dove a risentirne sono specialmente i bambini. Sembra assurdo, ma nella grande e potente Germania un bambino su 7 è considerato nella soglia di povertà e riescono a sopravvivere solo grazie al sussidio di disoccupazione percepito da uno o da entrambi i coniugi e ciò che lascia attoniti è la percentuale di questi casi che sale ad 1 su 3 bambini se andiamo a Berlino o a Brema. Dietro la facciata di una nazione potente si nasconde un malessere sempre più manifesto. Scrive ancora il Der Spiegel:"che il confronto con la situazione di partenza nel 1991 ha un senso. Perché mostra chiaramente il lato oscuro del mercato del lavoro tedesco: tutto sommato, la qualità dell'occupazione oggi è peggiore rispetto agli anni Novanta".

La causa è da ricercarsi nella caduta o nella stagnazione dei salari reali per troppi anni – è la considerazioni di molti altri giornali – creando un livello di reddito relativamente basso anche se è aumentato timidamente solo di recente, ma è emerso purtroppo un ampio settore ancora a basso salario dove la disuguaglianza salariale è aumentata considerevolmente. 

Deutschlands, Deutschlands ber alles, über alles in der Welt– recita l’inno nazionale – Germania, Germania al di sopra di tutto nel mondo, e bisogna riconoscer che l’inno nazionale rispecchia assai bene il valore dei tedeschi. Una grande nazione che pur essendo uscita oltre settant’anni fa dal disastro morale, economico e politico della Seconda guerra mondiale, ha ritrovato la forza e la capacità di risollevarsi con ottimi risultati, ma forse a discapito di una parte consistente della popolazione che ancora rimane ai margini del benessere e cova sempre più lo spirito di rivalsa verso il governo per le sue scelte economiche e quelle sull’immigrazione. Un malessere che sta portando il cosiddetto partito “populista” di destra dell’Alternative für Deutschland (Afd) a riscuotere un grande successo specialmente nelle regioni orientali, un tempo Ddr, maggiormente coinvolte dalla crisi di impoverimento e di precarietà.

Vediamo cosa succederà nelle elezioni di maggio per rinnovare il parlamento europeo, se questa ondata andrà, come si prevede, a rafforzare quel vento di destra che soffia ormai da qualche anno verso i potentati non solo tedeschi, ma europei in genere, allora scopriamo come le gatte da pelare per il governo Merkel e i suoi prossimi successori sono appena iniziate.

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