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Deficit medio dell’8% nell’ultimo decennio

Spagna, un miracolo che non c’è
di Gianluca Di Russo

Tra gli ingredienti più rilevanti del pan di spagna, ci sono sicuramente le uova, poi ogni ricetta assume contorni e sfumature personalizzate, come segreti e tocchi magici che si tramandano da generazioni.

Dichiarare su tutti i giornali, economici e non, che la Spagna chiude il 2017 con un Pil pro-capite superiore all’Italia, è come sostenere che l’aggiunta di acqua calda nel dolce spagnolo fa della ricetta un unicum di base per tutti i pasticceri nostrani.

Nel paese Iberico, gli ultimi dieci anni sono stati caratterizzati da una crisi economica che raramente si era manifestata nella millenaria storia del popolo spagnolo.

L’ingresso nell’euro ha attirato ingenti capitali stranieri, ben disposti a fare credito ad un paese che presentava tassi e condizioni favorevoli, per lo più indirizzati verso la crescita del settore immobiliare: dopo la crisi del 2008 e l’esplosione della bolla, la Spagna ha visto contrazioni del Pil per un quinquennio consecutivo, rivedendo i livelli precedenti solo nel 2016.

Per ottenere un po’ di luce, negli ultimi dieci anni è stata quasi dimezzata la produzione edilizia e ulteriori contrazioni ci sono state nei settori manifatturieri e industriali, a corollario di una generalizzata de-industrializzazione del paese.

Questi risultati vanno di pari passo con un una disoccupazione ormai strutturale del 20% e con una perdita di potere di acquisto dei lavoratori quasi al 10%.

La ripresa che viene decantata sui giornali negli ultimi giorni, è stata sostenuta esclusivamente dalla spesa pubblica, se consideriamo che la Spagna aveva, fino a poco più di dieci anni fa, un debito pubblico al 35%, tra i più bassi al mondo, livello che oggi si attesta al 96%.

Nella sostanza, la Spagna ha reagito con un deficit medio dell’8% nell’ultimo decennio, con una perdita di competitività e produttività, contrastata esclusivamente con l’ esplosione del debito pubblico.

Nel futuro, agli amici spagnoli non resterà che comprimere ancora di più i redditi e i salari per evitare il ritorno di un indebitamento con l’ estero.

Le richieste di indipendenza della Catalogna e i milioni di cittadini sotto la soglia di povertà sono problemi di non poco conto per il governo di Madrid.

Nei prossimi anni la Spagna sarà costretta a ricorrere a periodiche perdite di competitività che potrà contrastare esclusivamente con maggiore disoccupazione e riduzione dei diritti: una ricetta perfetta per la via del sottosviluppo.

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