Pale esoliche

Italia leader nel piano energetico 20-20-20 dell’Unione Europea

Energia: la soluzione europea
di Luca Mastrantonio

L'energia è la capacità di un corpo di compiere un lavoro. Secondo il principio di conservazione dell'energia, quest'ultima non si crea né si distrugge ma si trasforma. Da ciò è possibile concludere che l'energia è un concetto eterno e innato. Per quanto ne sappiamo il nostro pianeta, oltre ad avere un'energia propria data dalla presenza di un nucleo interno, si nutre dell'energia proveniente da una stella relativamente vicina, il Sole. Tutte le altre forme di energia sulla terra,da quelle fossili a quelle rinnovabili, sono originate dalla trasformazione di queste due energie primarie. Data l'attuale consapevolezza scientifica circa il progressivo esaurimento delle risorse non rinnovabili, nei prossimi anni l'umanità dovrà sapersi reiinventare dal punto di vista energetico puntando sulle FER (Fonti di Energia Rinnovabili).
2050
Il mondo sarà sempre più affamato di energia; nel 2050 la popolazione mondiale raggiungerà i 9 miliardi di esseri umani. Si stima che, per far fronte ad un tale aumento demografico, sarà necessario il doppio dell'energia, il doppio dell'efficenza e la produzione dell'energia rinnovabile dalle 6 alle 10 volte maggiore rispetto al 2017.
Piano "20-20-20"
Ridurre le emissioni di gas serra del 20 %, alzare al 20 % la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili e portare al 20 % il risparmio energetico: il tutto entro il 2020. Questo è quanto contenuto nella direttiva europea emanata nel 2009 con la quale l'UE ha voluto tracciare il sentiero delle politiche sull'energia da attuare nei vari stati membri.
Situazione italiana
Il 20% è il valore medio che l'Unione Europea deve raggiungere. I singoli stati hanno obiettivi diversi assegnati loro in relazione alla situazione energetica interna, il Pil e la popolazione. L’obiettivo assegnato all’Italia è del 17% per quanto riguarda la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili. La produzione di energia in Italia è da suddividere in settori.
Settore elettrico: Il 37% della produzione lorda complessiva di energia elettrica in Italia proviene da impianti alimentati da fonti di energia rinnovabile.
Settore termico: Il 19% circa dei consumi energetici nel settore del riscaldamento proviene da FER.
Settore dei trasporti: se si considera sia l’utilizzo di biocarburanti sia quello di energia elettrica, solo il 7,2 % del fabbisogno energetico proviene da fonti di energia rinnovabile.
Se facciamo una media ponderata relativa a questi tre settori il risultato sarà che l'Italia ha raggiunto il 17,41% dei consumi finali prodotti da energie rinnovabili divenendo un'esempio virtuoso in Europa; infatti la quota delle fonti verdi nel mix energetico europeo è passata dal 16,1% del 2014 al 16,9% del 2016 e di poco più del 17% nel 2017 ben lontano dall'obiettivo del "Piano 20-20-20".
Nonostante ciò l'Italia può e deve sicuramente fare di più, poichè attualmente è fortemente dipendente dall'importazione di energia. Infatti il Bel Paese non può provvedere al fabbisogno energetico nazionale, data la mancanza di una quantità sufficente di enegie fossili e lo scarso utilizzo dell'energia rinnovabile.
Di certo la dipendenza dalle importazioni rende l'Italia ricattabile, laddove economia e politica estera sono strettamente collegate.

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