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Italia nuovamente protagonista

I 100 migliori vini al mondo secondo Wine Spectator
Di Giuseppe Bellavia

Dopo un anno di attesa, è stata finalmente svelata la classifica dei 100 migliori vini del mondo secondo la rivista specializzata Wine Spectator (www.winespectator.com ). Tale classifica si è oramai affermata come una delle più prestigiose dell’ambiente enoico, ed è pertanto in grado di influenzare o almeno indirizzare compratori ed appassionati internazionali.
I vini classificati provengono da 14 Paesi, e l’Italia è tendenzialmente sempre presente nella parte alta della classifica annuale, accompagnata naturalmente dalla storica Francia ed dagli Stati Uniti. Ma, come confermato dai risultati che seguono, stanno emergendo a gran passo numerose nazioni esportatrici che minacciano seriamente alcuni storici primati, grazie all’innovazione costante, in vigna ed in cantina, e climi particolari.
In questa edizione 2014 i vini sottoposti alla valutazione dei sopraffini palati degli esperti di WS sono stati 18.000, provenienti dalle più svariate tipologie di produttori, spaziando dalle etichette più blasonate alle tenute storiche. I parametri, precisati dai recensori e invariati da 25 anni, tengono conto della qualità (solo i vini che hanno ottenuto una votazione maggiore o uguale a 90/100 sono considerati), valore (determinato in base al prezzo) e diffusione (calcolata in relazione al volume delle bottiglie prodotte o importate). Collettivamente, la media dei punteggi di quest’anno si è attestata sui 93 punti con un prezzo medio di 47$ in calo rispetto allo scorso anno. Dati questi che dimostrano un eccezionale rapporto qualità/prezzo che non sarà di certo un ostacolo all’incremento della diffusione dei vini classificati.
Complice un’annata particolarmente favorevole per i vini portoghesi, il vincitore dell’edizione 2014 è stato il Porto Vintage 2011 Dow’s, seguito al terzo e quarto posto dai conterranei Douro Chriseya 2011 e Douro 2011 Quinta do Vale Meao. Citiamo per completezza il secondo classificato australiano Mollydooker Shiraz McLaren Vale Carnival of Love 2012. Il primo rappresentante dello stivale si trova al sesto posto, ci riferiamo al Chianti Classico San Lorenzo Gran Selezione 2010 di Castello di Ama. Quest’ultimo, annata 2010 è per l’80% Sangiovese con Malvasia Nera e Merlot. WS lo descrive come “travolgente e vibrante, esprime con impeto l’eleganza del terroir di provenienza, è il Chianti Classico con il punteggio più elevato assaggiato quest’anno”. Gli artefici dell’eccellente risultato, oramai globalmente riconosciuto, sono Marco Pallanti e Lorenza Sebasti. Pallanti è stato, tra l’altro, insignito del titolo di miglior enologo 2013 dal Gambero Rosso. Castello di Ama, oltre a creare opera d’arte in bottiglia, è molto sensibile al panorama artistico contemporaneo vero e proprio. Difatti, oltre alla collezione permanente, l’azienda diviene sovente scenario di esposizioni e mostre di artisti del calibro di Michelangelo Pistoletto, Daniel Buren, Giulio Paolini, Kendell Geers, Anish Kapoor, Chen Zhen, Carlos Garaicoa, Nedko Solakov, Cristina Iglesias, Louise Bourgeois, Ilya e Emilia Kabakov, Pascale Marthine Tayou, Hiroshi Sugimoto. Un segno questo, che ci rammenta la prossimità tra produttori di sensazioni. Vino ed arte è un connubio ben sperimentato, che induce forse ad immaginare i moderni produttori come illuminati mecenati moderni.

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