Milan, 16.10.14: Thursday saw the start of the two-day ASEM summit in Italy, attended by more than 50 heads of state and government from Asia and Europe. Photo: Bundesregierung/Denzel

Fino a quando resisterà?

Assedio alla Merkel
di Gianluca Di Russo

L'autunno porta solitamente nubi e piogge e quando ci si aggiungono i rovesci azionari, tutti si aspettano che anche l'inverno sia piuttosto rigido.
Il barometro delle economie europee con tutti i segni rossi e negativi non risparmia neanche la Germania, ed il primo ministro Merkel appare molto infreddolita dagli spifferi che arrivano da tutti i lati.
I ritardi a cena di Putin poco importano, quando l'alleato più prezioso, la Francia, dichiara apertamente di non voler portare a termine i compiti assegnati, posticipando il pareggio di bilancio al 2017.
Le dichiarazioni del premier francese Valls, a sostegno dell'autonomia nazionale nelle scelte di budget, hanno alimentato la tensione sui mercati ed in tutta l'eurozona e la Legge di Stabilità Italiana non ha di certo risollevato il morale.
Se l'Italia rispetterà per il 2014 il rapporto deficit/pil mantenendolo al 2,9%, la manovra economica non soddisfa i criteri di austerità richiesti della Germania, aprendo di fatto una questione meridionale con la Francia e L'Italia.
Da Oltreoceano, economisti del livello di Krugman e Stigliz continuano a processare la politica della Troika, incassando sempre di più il benestare di tutti gli euroscettici e ricevendo il pieno appoggio perfino dal Fondo Monetario Internazionale.
Il presidente della Bce, Mario Draghi, rimane in fase di attesa che i suoi superiori gli diano quel pieno mandato che consenta di neutralizzare il debito con la sola forma che sembra essere rimasta: un Quantitative Easing all'europea con acquisti massicci di titoli di stato dei vari paesi.
Sul fronte interno, la revisione dei dati di crescita che si attestano a uno scarno + 1,2% di Pil, con l'economia teutonica che inizia ad esprimere segni di stagflazione, mettono a disagio il primo ministro che si trova per la prima volta a dover sottostare alle reazioni dei 16 Lander, bisognosi di investimenti e nuove politiche fiscali per riprendere il cammino da locomotiva degli ultimi anni.
Il pareggio di bilancio e deficit zero sono le parole d'ordine della cancelliera e della Bundesbank in tutti questi anni: il processo di austerità che ne è conseguito sta progressivamente sgretolando il Welfare che è alla base delle democrazie Europee, con cittadini e popoli che sempre di più si schierano tra i movimenti anti europeisti.
E' evidente a tutti che la strada univoca dell'integrazione va cercata in un giusto mix tra parametri di bilancio ed armonizzazione di politiche fiscali e di sviluppo, che facciano aprire una stagione di risveglio e crescita economica... e soprattutto di speranza per quelle generazioni che vedono in Bruxelles un palazzo grigio da demonizzare.
Gli elettori tedeschi per ora osservano, ma, a differenza di molti altri, non consentono errori.

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