Il Bitcoin. Cortesia dell’autore

Bitcoin: la fine delle banche?
di Massimo Graziani

Avrete sicuramente sentito parlare da alcuni media del Bitcoin come la valuta della mafia, quella utilizzata dalla criminalità organizzata, una valuta sporca, utilizzata prevalentemente dal DeepWeb per acquistare oggetti o servizi illegali.
Bene, niente di tutto questo, ovvero, alcuni media, addomesticati dalle banche, cercano di gettare discredito su quello che potrebbe essere il sistema valutario del futuro, ovviamente perché il Bitcoin non prevede la garanzia delle banche: è naturale, quindi, che cerchino di ostacolarne la diffusione.
Cercherò, in modo semplice, di spiegare come funziona ed in pochi click, di avere un vostro portafoglio elettronico in Bitcoin. Il suo simbolo è ฿ ed è codificato con BTC o XBT.
Innanzitutto due righe di storia. L’algoritmo di cifratura della moneta elettronica nasce da un’idea di un anonimo, conosciuto con lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto, implementando un’idea dello stesso autore presentata su Internet a fine 2008.
Per creare ogni Bitcoin, è necessario che un computer (ne sono usciti modelli adatti a questa attività), con buone capacità di calcolo, processi l’algoritmo, il quale diventa ogni volta più complesso e quindi più complicato.

Questa attività è stata chiamata “mining”, cioè scavare in miniera. All’inizio era molto redditizia, per chi ci ha creduto, oggi non è più economicamente vantaggiosa in quanto il consumo di risorse è maggiore del valore del bitcoin stesso, quindi oramai possiamo dire che il mining è controproducente.
L’estrazione dei Bitcoin terminerà quando se ne raggiungerà una circolazione di circa 21 milioni: si prevede per il 2017 un aumento vertiginoso del suo valore in corrispondenza con un aumento della relativa richiesta.
A differenza delle altre valute, viene contabilizzato di norma con otto decimali per tenere conto della variabilità del suo mercato, secondo domanda ed offerta, consentendone l’adattamento in caso di deflazione, al valore reale della merce di scambio.
Ma come funzionano?
L’innovazione della moneta elettronica consiste essenzialmente nella sua indipendenza da terzi: infatti i trasferimenti, sono definiti come un cambio di proprietà della valuta, e vengono effettuati senza la necessità di un ente esterno che debba fare da supervisore tra le parti, come accade per le BANCHE.
Altra cosa importante, non essendoci terze parti, è l’assenza di qualsiasi commissione per il trasferimento della valuta.
Il sistema adotta un semplice stratagemma, che permettetemi di semplificare, funziona così: ciascuno dei portafogli conosce il contenuto degli altri, ma non ne conosce il proprietario.
Semplice ed efficace, quando si trasferisce valuta da un portafogli all’altro, il sistema aggiorna tutti gli altri portafogli sulla base della transazione appena avvenuta. Con tale modalità è impossibile annullare il trasferimento o riavere indietro la valuta.
In effetti vi è una catena di nodi, detta BlockChain, che esiste e tiene memoria anche della prima transazione.
Va bene, ora però volete il vostro portafogli e magari metterci dentro almeno un Bitcoin o una frazione di esso: per questo potete seguire le mie semplici istruzioni.

Per prima cosa scaricatevi un’applicazione che faccia da portafoglio elettronico: su iOS o su Android ce ne sono molte, io vi consiglio, per esperienza personale Blockchain:
wallet
bene a questo punto bisogna convertire i soldi materiali in Bitcoin virtuali, io utilizzo uno dei tanti servizi online, bitstamp.

Andate su  www.bitstamp.net  e registratevi, il processo per essere verificati sembra lungo ma è velocissimo, bisogna mandare una bolletta di una utenza (credo per verificare l’indirizzo) e un documento di identità valido.
bitstamp

Una volta registrati e verificati, entrate e cliccate sul menu alla voce DEPOSIT e poi EU BANK SEPA
deposit

a questo punto vi verrà assegnato un IBAN dove inviare il bonifico ed un codice da scrivere correttamente nella descrizione del bonifico, mi raccomando non scrivete altro, in due o tre giorni troverete i soldi accreditati su Bitstamp. A questo punto dovete trasformare il denaro nella valuta euro in denaro nella valuta Bitcoin, utilizzando il menu BUY / SELL
buy

e successivamente cliccate sull’immagine Buy Bitcoins
buybitcoins
scegliendo il quantitativo richiesto, che avrete dovuto, precedentemente, caricare sul conto.
Bitstamp è a tutti gli effetti un conto corrente bancario estero e permette l’acquisto e la vendita di Bitcoin sul mercato libero. Potreste divertirvi ad acquistare Bitcoin e rivenderli quando il valore si alza, ma ricordatevi che Bitstamp prende una commissione sul cambio.

Quando avete i vostri Bitcoin, andate su WITHDRAWAL e poi BITCOIN
withdrawal

A questo punto è importante generare la firma del portafoglio che verrà automaticamente mostrata dall’app Blockchain che avremo installato sul nostro telefono:
IMG_4995
che andrà inserita su Bitstamp alla voce  Destination Bitcoin Address
Ora dopo qualche minuto, il tempo di aggiornare la BlockChain, i Bitcoin compariranno nel vostro portafoglio elettronico. Per spenderli o riceverli il meccanismo è lo stesso, basterà comunicare la firma o l’indirizzo, ma fate molta attenzione e se possibile utilizzate il copia e incolla in quanto bisogna scrivere molte cifre ed i caratteri sono case sensitive. Questo vuol dire, ad esempio, che un carattere scritto in maiuscolo è diverso dallo stesso carattere scritto in minuscolo, che la i maiuscola (I) si può confondere con la elle minuscola (l) per non parlare degli zeri e le O… finireste per impazzire!
Importantissimo: ogni tanto fate il backup del portafogli, è una funzione prevista e va utilizzata spesso in quanto se perdeste il telefonino, perdereste tutti i soldi!!!
Un caso su tutti
buttaBitCoin

www.repubblica.it/tecnologia/2013/11/29/news/butta_5_5_milioni_in_bitcoin…
E’ un caso limite ma è meglio essere prudenti!

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