L’agonia e, forse, irreversibile dell’Europa
di Riccardo Liberati

I recenti fatti di Parigi hanno scatenato il terrore in tutto il mondo occidentale. L’Europa si rende conto di essere vulnerabile.
Nel nome del multiculturalismo e dell’accoglienza, nel nome dell’uguaglianza e del dialogo, gli europei hanno fatto entrare nel loro territorio decine di milioni di persone appartenenti ad altre confessioni religiose e ad altre culture, non considerando la possibilità che molti di questi nuovi arrivi, il dialogo non lo cercano, non lo vogliono ed all’uguaglianza non credono.
Ipotizzando che anche soltanto un immigrato su diecimila sia un potenziale terrorista, in Europa ne avremmo più di duemila.
Cifra ragguardevole se consideriamo il danno che anche soltanto uno di loro può fare. Come reagisce l’Europa? Con qualche bombardamento che ha più l’effetto di inasprire l’avversario che di metterlo in condizioni di non nuocere.
Il problema dell’ISIS ha radici lontane.
L’Islam ha sempre cercato la conversione forzata del mondo alla sua dottrina.
L’Occidente cristiano è stato da secoli, minacciato dai seguaci del Profeta. La Spagna fu quasi completamente conquistata dai ‘mori’ tra il 711 ed il 718 dell’era volgare. La Francia fu salvata per miracolo e successivamente i Turchi arrivarono ad assediare persino Vienna, nel cuore dell’Europa. Oggi c’è un fatto nuovo: l’Occidente vuole imporre gli ideali di democrazia e di uguaglianza al mondo intero, non tenendo presente che non tutti credono in questi ideali e li vogliono.
L’Europa che combatté fieramente alla battaglia di Lepanto, l’Europa delle Lega Santa non esiste più. Il cristianesimo è stato sostituito dall’ateismo, dall’edonismo, dalla dottrina del gender e del genitore 1 e genitore 2, dalla moneta che non è di chi la possiede, ma delle banche centrali che la prestano agli stati, costretti perennemente ad indebitarsi. In parole povere la civiltà occidentale ha aperto una breccia nella sua cultura e nelle sue tradizioni. In questa breccia è facile entrare.
L’Islam odierno ha paura dell’Europa e di quello che rappresenta.
Ha paura che con la democrazia e con gli ideali dell’illuminismo entrino anche le sue peggiori conseguenze. L’Occidente vuole imporre al mondo la sua rinuncia delle tradizioni ed il suo ateismo. L’Islam ne è terrorizzato e reagisce. Male, ovviamente.
Con violenza come è sempre stato nel suo costume, ma dovremmo chiederci: se il nostro continente non avesse tagliato le sue radici, oggi saremmo in questa situazione?
L’Europa, assomiglia ad un ragazzino pingue e malato, arrogante e cafone, ignorante e cretino che non è più capace di combattere e di difendersi. Ma d’altro canto che cosa dovrebbe difendere l’Europeo di oggi? La tassazione esasperante? Il crollo totale della famiglia in cui i ruoli di padre e madre non esistono più? Una finta democrazia che serve soltanto a poche lobby per spolpare i popoli a loro vantaggio?
Per che cosa dovrebbe combattere oggi un europeo? Per la sua libertà che ormai è ridotta soltanto ad un simulacro che non rappresenta più la realtà nella quale viviamo?
Anni fa un parlamentare italiano tentò di fare inserire nella costituzione dell’Europa, un passo che faceva riferimento alle tradizioni cristiane del vecchio continente. Si scatenò un dibattito serrato ed alla fine prevalse la linea di coloro che, avendo in odio i valori cristiani e la Chiesa di Roma, non volevano inserirlo.
L’Europa è un albero morto.
Rimane soltanto la corteccia che verrà frantumata da coloro che sapranno usare il randello. Nella storia del mondo, sono state sempre le civiltà profondamente religiose a conquistare il mondo ed a cambiarlo. Romani, Inglesi, Americani, Islam, hanno costruito i loro imperi sulla totale dedizione agli dei o a un Dio.
Sull’edonismo, sulla mancanza di principi e di punti di riferimento non si è mai costruito nulla.
Crollata la famiglia, crolla la società che quindi diventa incapace di difendersi perché in fondo non sente di avere qualcosa che valga realmente la pena di essere difeso.
Se l’Europa vorrà salvarsi, dovrà ritrovare la sua antica forza.
Forza che potrà provenire soltanto dalle sue tradizioni millenarie e dalla sua visione del mondo basata sul cristianesimo, sui valori delle Civiltà classica e sulla famiglia.
Altrimenti, potrà bombardare qualche obiettivo militare nemico e fare qualche migliaio di morti, potrà vincere qualche battaglia nei cieli, per mare o per terra, ma la guerra sarà comunque persa. L’Europa ha dalla sua parte la superiorità tecnologica.
Dall’altra parte c’è un popolo pronto a morire per un ideale. Roma sconfisse la potente Cartagine grazie alla sua fredda determinazione nella vittoria finale e alla fiducia incrollabile nei suoi dei.
Contro virtù di questo genere, la semplice forza militare non serve a niente.
O l’Europa ritrova l’antico spirito di Roma o diventerà presto una nuova Cartagine.

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