Esiste un cristianesimo esoterico?
di Riccardo Liberati

Emanuele Severino afferma che la prima esperienza filosofica che abbiamo nella nostra vita e che per molti di noi rimane anche l’ultima, è il catechismo.
Nel catechismo vengono insegnate una serie di normative e di dogmi che si fanno risalire a Gesù di Nazareth cioè a Dio in persona e che pongono al ragazzo una serie di interrogativi di natura filosofica.
Secondo la dottrina della Chiesa di Roma, ma anche più in generale del cristianesimo protestante o ortodosso, Gesù avrebbe rivelato ai suoi discepoli una serie di insegnamenti che poi avrebbero dato luogo al Cristianesimo così come noi lo conosciamo oggi. Ma il Salvatore, si limitò a dire ciò che conosciamo o disse anche altre cose di cui abbiamo perso traccia?
E’ innegabile che nel Vangelo vi siano frasi che lasciano sospettare che la risposta a questa domanda possa essere banalmente: “Si, disse quello che sappiamo ed anche altro”. Nel Vangelo di Marco, ad esempio (Marco 4,30), si afferma che Gesù parlava sempre attraverso parabole, ma in privato ai discepoli spiegava "ogni cosa".
E in Matteo (13,4) Egli chiarisce ai discepoli che alla gente comune parla con parabole, ma a loro spiega i misteri del Regno dei Cieli che i comuni mortali non capirebbero.
Sulla possibilità che esista un insegnamento nascosto (esoterico) nel cristianesimo, si sono interrogati parecchi pensatori, dal medioevo ad oggi.
Molti di questi erano e sono degli esaltati che vanno farneticando di alieni ed energie astrali, ma altri sono molto più seri.
Il problema della veridicità di quanto affermavano i sostenitori della componente esoterica del messaggio cristiano è stato sempre l’assenza di prove documentali.
Ma nel 1945, in una grotta egiziana, in una località chiamata ‘Nag Hammadi’, furono ritrovati dei documenti risalenti ai primi anni del cristianesimo e conosciuti come Vangeli apocrifi. Comunemente all’aggettivo ‘apocrifo’ si dà il significato di non autentico, falso.
In realtà il suo esatto significato è ‘segreto’, ‘nascosto’.
Questi scritti sono importanti perché danno un’immagine di Gesù diversa da quella canonica e gli attribuiscono delle frasi e degli insegnamenti che non si trovano nei Vangeli canonici, quelli che secondo Origene sono gli unici ‘veri’.
Una lunga tradizione del pensiero occidentale, ma non solo, afferma che l’uomo può arrivare da solo alla conoscenza più elevata, la gnosi (dal greco γνσις, conoscenza) attraverso una serie di procedure meditative ed esperienze mistiche.
Il cristianesimo che traspare da questi vangeli è molto simile al platonismo, dottrina filosofica che fu pienamente condannata dal concilio di Nicea del 325 d.C. ed ha innegabili attinenze con alcune filosofie orientali.
Questo cristianesimo ‘platonico’ sembra affermare che l’uomo può entrare nel ‘Regno dei Cieli’ contando semplicemente sulle proprie forze.
Secondo alcuni storici, dal momento in cui Costantino impose la religione cristiana nell’impero romano, ebbe anche la necessità di imporre una serie di dogmi che permettessero all’impero romano di controllare i cristiani cooptandoli all’interno della struttura sociale e legislativa imperiale, impedendo in questo modo ai seguaci del messaggio gnostico di Gesù di avere un ruolo all’interno della Chiesa.
Quanto è realistica questa visione delle cose? Non lo sappiamo.
Se Gesù era davvero il figlio di Dio, doveva tenere conto del fatto che gli uomini non sono tutti uguali e che ad alcuni possono essere rivelate cose che altri interpreterebbero in maniera errata o non capirebbero affatto.
Probabilmente la Chiesa romana questo lo ha sempre saputo e l’avversione per lo gnosticismo è stata soltanto di facciata.
E’ probabile che la componente esoterica del cristianesimo, se esiste, non venga divulgata se non a coloro in grado di comprenderla pienamente.
D’altro canto, uomini come Origene, Clemente di Alessandria, Marcione e lo stesso San Paolo, si consideravano portatori di un tipo di Cristianesimo ‘originario’, comprensibile soltanto a poche intelligenze acute. Alcuni storici delle religioni, sostengono ad esempio che la Chiesa cristiana dei primi tempi fosse iniziatica e che non tutti potessero accedervi.
Vi erano ammessi soltanto coloro che mostravano di avere le doti necessarie a capire il messaggio più profondo del Salvatore.
Furono Costantino e successivamente Teodosio a trasformare la Chiesa di Roma in una religione statale di massa e quindi a depauperarla del suo contenuto più genuinamente filosofico ed iniziatico. Che le cose stiano veramente così, ai più non è dato di sapere.
Resta il fatto che alcuni indizi lasciano supporre che il messaggio cristiano sia ben più profondo di quello noto alla maggioranza.

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