Foto di scena. Credito: Brescia Amisano Teatro alla Scala

Il cambiamento climatico va in scena al Teatro alla Scala di Milano
di Massimo Predieri

32 gradi all’ombra e l’umidità che si incolla sulla pelle ci accolgono in una Milano insolitamente torrida a metà maggio. Milano ha voluto mettere in scena a modo suo il dramma del cambiamento climatico raccontato nell’opera CO2 di Giorgio Battistelli, rappresentata il 16 maggio scorso in prima mondiale al Teatro alla Scala.
Il cambiamento climatico e il clima sono fenomeni complessi, gli scienziati utilizzano la teoria del caos per analizzarli. Nello stesso tempo, però, essi sono oggetto di luoghi comuni e di discussioni triviali. Già Leopardi quasi duecento anni fa nello Zibaldone scriveva: “Egli è pur vero che l'ordine antico delle stagioni par che vada pervertendosi. Qui in Italia è voce e querela comune, che i mezzi tempi non vi son più”. Insomma, se già ai tempi di Leopardi non c’erano più le stagioni, forse non ci sono mai state.
Oggi il cambiamento climatico e le sue conseguenze catastrofiche sono al centro dell’attenzione del pubblico, degli esperti, delle organizzazioni internazionali e dei governi. Servono nuove narrazioni di questo fenomeno, che superino la pigrizia mentale dei luoghi comuni. In questo senso il Teatro alla Scala di Milano ha voluto commissionare una nuova grande opera a Giorgio Battistelli. E’ nata così CO2.
Il libretto di Ian Burton affronta la prospettiva più drammatica connessa al tema di Expo 2015: il cambiamento climatico. La regia è di Robert Carsen, l’orchestra è diretta da Cornelius Meister; tra i protagonisti Anthony Michaels-Moore, Pumeza Matshitza, Sean Panikkar.
In linea con il tema di Expo 2015 (Feeding the Planet – Energy for Life) l’opera – il cui titolo è la formula chimica dell’anidride carbonica - affronta alcune delle questioni più dibattute dei nostri giorni: i consumi irresponsabili, le emissioni di Carbonio, il Surriscaldamento Globale, lo scioglimento dei ghiacci, la desertificazione, l’estinzione delle specie animali. Con CO2 la musica riprende il dialogo con i saperi scientifici e l’opera torna al centro del dibattito etico e civile in un momento in cui Expo Milano 2015 ripropone con forza all’attenzione internazionale il tema dello sviluppo sostenibile e cresce l’attesa per l’enciclica che Papa Francesco dedicherà alla custodia del Creato.
Lo scenografo inglese Paul Steinberg ha concepito uno spettacolo mobilissimo, caratterizzato da un susseguirsi continuo di paesaggi diversi inseriti in una grande cornice bianca, un gigantesco monitor di computer su cui scorrono dati e informazioni e si aprono e chiudono finestre informatiche. In scena appariranno anche alcune immagini di grande impatto firmate dal fotografo canadese Edward Burtynsky, i cui lavori sul paesaggio industriale sono esposti in oltre 60 musei tra i quali il MOMA e il Guggenheim di NY.
Giorgio Battistelli è uno dei compositori italiani più affermati sulla scena internazionale: successore di Hans Werner Henze a Montepulciano, è stato poi Direttore Artistico dell’Orchestra della Toscana, della Biennale Musica di Venezia, dell’Arena di Verona. I suoi lavori sono stati diretti da maestri come Lorin Maazel, Riccardo Muti, Myung-Whun Chung, Daniele Gatti e Antonio Pappano e messi in scena da Luca Ronconi, Daniele Abbado, Mario Martone e dalla Fura dels Baus.
CO2 di Giorgio Battistelli è ancora in scena al Teatro alla Scala fino al 29 maggio. Il compositore sarà ospite della Fondazione Italiani in occasione del Symposium Internazionale sul Cambiamento Climatico Roma 2015 che si terrà al Tempio di Adriano in Piazza della Pietra dal 27 al 29 maggio.
http://www.romasymposium.org/

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