Rappresentazione di una lezione universitaria verso il 1350 di Laurentius de Voltolina. Fonte commons.wikimedia.org

Analisi storica

Medioevo, periodo in cui nacque la moderna Europa
di Lorenzo Testa

Il cinema, la letteratura e l'arte in genere, hanno sempre disegnato il Medioevo come un periodo di oscurità, violenza, fame e tanta ignoranza. Se non fosse stato per gli arabi e le loro traduzioni dei classici antichi, oggi in Europa staremmo ancora indietro di secoli.
Solo che le cose non stanno affatto così e a spiegarlo in maniera molto documentata è il sociologo americano Rodney Stark che ha pubblicato recentemente un libro per le edizioni Lindau dal titolo trionfalistico "La vittoria dell'Occidente".
Leggendo la sua tesi suscita interesse quando affronta un tema, tra i tanti, assai attuale per un certo mondo laicista che vede il cristianesimo come un peso per lo sviluppo dell'umanità, mentre, come ampiamente dimostrato, ne è stato semmai il motore di progresso.
Il libro è stato presentato sulle pagine del Corriere da Paolo Mieli che ne ha evidenziato gli aspetti certamente innovativi di analisi storica, ribadendo che sono le idee a fare la differenza nella storia.
Un esempio è certamente la polvere da sparo inventata dai cinesi, come molte altre invenzioni di uso comune.
La differenza sta nel fatto che i cinesi fino al contatto con gli europei la utilizzassero come giochi pirotecnici, mentre gli europei ne fecero un uso non solo per la guerra, ma anche per usi civili.
Scrive provocatoriamente Stark sulla Cina dell'epoca: "Trovarono una società arretrata in cui le classi privilegiate ritenevano più importante azzoppare le ragazzine bendando loro i piedi, che sviluppare tecniche agricole più produttive di quelle che avevano per far fronte alle frequenti carestie".
Ma torniamo al ragionamento dell'autore e alla domanda che pone ai lettori: perché nel corso dei secoli l'Europa è sempre stata superiore alle altre tanto da dominarle fino ai tempi recentissimi?
Perché "solo gli occidentali - puntualizza Stark - hanno pensato che la scienza fosse possibile, che l'universo funzionasse secondo regole razionali e, soprattutto, che potevano essere scoperte". La maggior parte delle persone a quei tempi, parliamo del Medio Evo, credevano quasi tutte nel fato, mentre gli occidentali con il libero arbitrio della Chiesa, giunsero alla convinzione che gli esseri umani sono relativamente liberi di seguire quello che detta la propria coscienza e che, essenzialmente, sono artefici del proprio destino.
Un’idea a dir poco rivoluzionaria, non solo, ma fa anche un elenco delle cose che già nell'alto medioevo avevano gli europei rispetto agli altri popoli come, per citarne solo alcuni il concetto moderno della scienza, della democrazia, insieme all'arte figurativa, ai camini, al sapone, alle canne dell'organo e a un sistema di notazione musicale e, a partire dal XIII secolo, soltanto gli europei avevano gli occhiali, e orologi meccanici e, successivamente, telescopi, microscopi e periscopi, senza tralasciare le università e gli ospedali e le cattedrali che svettano ancora nei cieli di mezz'Europa. Altro che secoli bui.
Una citazione a parte, merita l'invenzione del sistema bancario che ha visto aumentare gli scambi creando città commerciali e dando vita con i finanziamenti a industrie manifatturiere, all'innovazione nel campo tecnologico e finanziario, tutti elementi che in breve videro un divario culturale tra l'Europa e il resto del mondo quasi abissale già agli inizi del '500.
In conclusione, come ricorda Mieli, bisogna rileggere la nostra storia per comprendere i nostri valori odierni e il Medioevo è certamente una delle radici essenziali per questa rilettura.

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