Il libro “Lessico degli ordini religiosi maschili cattolici”. Cortesia dell’autrice

Intrecci di culture nell’opera di Zdravka Krpina

“Lessico degli ordini religiosi maschili cattolici”
di G.C.

Nella ricerca dei personaggi che avvicinano culture diverse la nostra rivista si è imbattuta in una “vecchia” conoscenza, Zdravka Krpina, conosciuta a Zagabria alcuni anni or sono nella presentazione del suo “L’Italia agli occhi dei Croati”.
Questa volta con un’opera alquanto di nicchia! Il Lessico degli ordini religiosi maschili cattolici (Edizioni sant’Antonio, Zagabria, gennaio 2015): la prima opera del genere in lingua croata.
L’abbiamo raggiunta per rivolgerle alcune domande.

Italiani. Nella presentazione della sua nuova “fatica” si legge che lei ha classificato l’intera complessa materia ecclesiale, pastorale, teologica e missionaria, in 274 note lessicali, in base all’Annuario Pontificio. Cosa vuol dire esattamente?
Krpina. L’opera tratta tutte le istituzioni della vita consacrata e le società di vita apostolica esistenti, cioè quelle che operano oggi nel mondo, non notificando quelle non più operanti oppure quelle non ancora approvate dalla Santa Sede. Si tratta, dunque di un’opera viva, contemporanea e destinata in parte a crescere, ed in parte a morire, siccome gli ordini religiosi rappresentano il corpo vivente, la linfa della Chiesa, che genera nuovi rami e ne spegne altri, a seconda anche delle esigenze temporali e terrene. A questa spiegazione, che potrebbe suonare poetica, ed invece è molto realistica, contrapponiamo la risposta riguardo la forma: l’organizzazione del testo in lemmi lessicali significava dare una struttura ben precisa, con le informazioni chiave della nascita dell’Ordine, i personaggi cruciali, gli scopi e le attività, incluso l’indirizzo della curia generalizia di tutti gli Ordini operativi esistenti. Seguendo l’ossatura di queste “domande”, ho cercato di garantire “una parità” a tutti gli ordini, quelli più numerosi e quelli meno, quelli più antichi o più conosciuti e quelli meno. Essendo tutti parti dello stesso corpo, hanno comunque la stessa importanza.

A quale tipo di pubblico lei ha inteso rivolgersi?
La sistematicità e chiarezza delle informazioni mirano a soddisfare pienamente le richieste del pubblico scientifico e specialistico, delle comunità religiose e delle istituzioni ecclesiastiche. Ho dedicato a questo lavoro un lungo periodo della mia vita, convinta che le informazioni di questo genere mancano non solo agli esperti e agli studiosi, ma anche al semplice lettore che spesso può trovare le radici della propria storia culturale e nazionale nell’attività dei numerosi ordini religiosi.
Perciò, l’opera sarà interessante anche per un pubblico più vasto e laico. Si propone anche come testo di base, in particolar modo agli istituti culturali e formativi che si occupano di questa tematica.

Esiste un “filone” di opere all’interno del quale il suo “Lessico …” si inserisce?
Secondo la critica, il Lessicon degli ordini religiosi maschili rappresenta l’opera capitale della cultura nazionale e cristiana,tra le due traduzioni della Bibbia - Bibbia di Zagabria (KS, 1967) e la Bibbia di Gerusalemme (KS, 1994), la traduzione di Imitazione di Cristo di Tommaso da Kempis (Prometej, 1998) e Lessico generale delle religioni (Istituto lessicografico Miroslav Krleža, 2002). Che il mio libro facesse parte di questo scelto ed elevato elenco, naturalmente è un fatto molto lusinghiero per me.

C’è qualche attinenza tra la sua decisione di dedicarsi a questo impegno letterario ed una linea esplicitamente o implicitamente indicata da Papa Francesco?La scrittrice Zdravka Krpina. Cortesia dell’autrice.
L’impegno è nato dalla mia convinzione che esiste un vastissimo pubblico assettato di questo tipo d’informazione. La curiosità, se non vogliamo chiamarla destino o “mano di Dio”, è che il manoscritto ha aspettato l’uscita 7 lunghi anni, fino all'anno 2015 e quest’anno, il 2015, papa Francesco lo ha proclamato come “l’anno della vita consacrata”, un intero anno dedicato agli ordini religiosi, per la prima volta nella storia della chiesa.
Dunque, nel pieno impegno di Papa Francesco di riportare il clero, sia religioso che secolare, i laici e la Chiesa in generale, alle fonti della spiritualità, della fede e della missione cristiana primaria, seguendo le riflessioni filosofico—teologiche di Sant’Agostino, per il quale “l’universalità dello stato del cielo non si deve mai identificare e corrispondere ai particolari interessi dello stato terreno”, come si legge in De Civitate Dei, libro XI.
Quest'opera si stava creando nel tempo in cui stiamo vivendo - nel tempo del silenzio e dell'annullamento, nel frastuono assordante delle parole e dei rumori, nell'ossimoro che non è un effetto né un errore, ma la prassi mediatica e il principio del tempo. La ricerca su come pubblicarlo, nello stesso tempo è stata anche la storia della Croazia in transizione, dello spostamento degli interessi della cultura e dalla cultura verso gli altri indirizzi, dello scioglimento delle illusioni, del travasamento delle informazioni, la ricerca delle nuove strade e delle nuove persone.
Scavando nelle biblioteche e nelle librerie in Italia, realizzavo l'alveo di quest'opera in cui conducevo il contenuto di innumerevoli affluenti cercando di spostare i margini dell'interesse dal proprio orto nazionale verso i vicini, dare le informazioni sulle altre „famiglie“, offrire la possibilità di contatto, l'incontro, l'apertura. In questo senso questo libro rappresenta la mia continua e convinta ricerca dell'avvicinamento reale delle nostre due culture, che esisteva nel passato, esisterà nel futuro, ma esiste anche oggi, annebbiato solo un pò con la mancanza delle giuste informazioni, culturali e non di basso taglio. Questo lavoro mi ha permesso di goder anche dei luoghi della bellezza e dell'atmosfera senza tempo, dei quali parlo anche nel libro Italia agli occhi dei Croati – i luoghi che tanti cercano come il posto ideale della propria anima, e lo trovano in Italia.

Nella nostra attività abbiamo avuto modo di conoscere esponenti di alcuni di questi ordini, in particolare missionari, apprezzandone il senso di sacrificio a favore di popolazioni bisognose di aiuto. Questi ordini sono numerosi?
Gli ordini missionari, nel mondo d’oggi sono il Cristo in azione, toccabile e concreto. La miseria in questo mondo bipolare, spaccato e crudele, esiste, e richiede la nascita e la moltiplicazione di questo tipo d’attività, richiede gli spostamenti degli operatori di Cristo verso le mete altrove, lontano dalle loro terre d’origine. Gli ordini dunque in una prima fase, per promuovere carità cristiana dove necessita, nascono con questo scopo, o, già esistendo, si impegnano per metterlo in pratica, mentre quando la giovane Chiesa viene considerata "cresciuta" viene stabilita una gerarchia vera e propria, organizzata in provincie ecclesiastiche.
Ma non dimentichiamo che i missionari esistevano da sempre – Abramo era il missionario di Dio, i discepoli erano missionari di Cristo, e così via, e perché non ricordarsi alla fine che l’alfabeto ai popoli Slavi, ai miei antenati tra altro, lo hanno portato Cirillo e Metodio, i missionari mandati dall’imperatore bizantino Michele III. Tra pochi giorni, il 14 Febbraio, si svolge il tradizionale incontro dei vari rappresentanti dei popoli slavi, presso la Basilica di San Clemente a Roma, in occasione della Festa di San Cirillo e Metodio.

Pensa che potrebbe esserci un seguito a questo suo lavoro, magari con una traduzione in lingua italiana?
Il seguito logico sarebbe il volume II, Ordini femminili, ma sarebbe un altro immenso lavoro. Certo che un’approvazione di questo primo volume in forma di una traduzione in italiano, sarebbe uno stimolo preziosissimo per continuare.

 


 

Zdravka Krpina (Zagabria, Croazia, 1965) è docente di lingue e letterature degli Slavi del Sud. Ha insegnato mediazione linguistica e traduzione letteraria all’Università Gabriele D’Annunzio di Chieti-Pescara; ha lavorato per l’Istituto di Filologia Slava dell’Università La Sapienza di Roma e per varie istituzioni croate.

Ha curato varie pubblicazioni (Una storia allo specchio, Zoran Ferić; Il muto nodo dell’infinito, Vlado Gotovac) ed è autrice di opere letterarie (La vita di un palloncino, La bestia Tisniana; Quando lo spazio muta in parco) pubblicate in Croazia. Al suo attivo ha anche opere linguistiche e scientifiche di alto spessore (Compendio di lingua croata; L’Italia agli occhi dei Croati, Il processo al cardinale Stepinac).

Ha fondato la prima scuola parificata croata in Italia, a Roma, nel 1997 e nel 2005 l’associazione L’Altro Adriatico per gli scambi e collaborazione culturale tra Italia e Croazia.

 

 L’Italia agli occhi dei Croati di Zdravka Krpina (Edit, Fiume, 2005) è un analisi critico-letteraria che tratta racconto di viaggio come genere letterario, scegliendo proprio il suolo italiano come matrice itineraria, anche perché il primo racconto di viaggio croato parla proprio del nostro paese, e questa esplorazione, pellegrinaggio, e ricerca del bello perdurerà fino ai giorni nostri. Il libro offre dunque anche la collezione di diverse immagini dell’Italia prodotte in due secoli di “viaggi croati” lungo lo Stivale, di un’Italia che nei giudizi degli scrittori diventa luogo da idealizzare oppure da denigrare in toto. Un libro che parla degli Italiani visti, analizzati e (non) capiti dai viaggiatori croati e che fa venire a galla vizi e virtù, certezze e frustrazioni: di chi è oggetto dello scrivere ma anche di chi scrive. Come hanno sottolineato Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella in un articolo del Corriere della sera (del 17. Luglio 2010), “vale la pena a leggere questo libro che illustra che gli slavi ci hanno amato a lungo”. 

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