Libri: La recensione di Massimo Predieri

Il mondo al tempo quanti

Copertina: Il mondo al tempo quanti

Autore: Mario Agostinelli

e Debora Rizzuto

Titolo:

Il mondo al tempo quanti.

Editore: Mimesis

Uscita: 2017 

Pagine: Pag. 282
Genere: Scienza

Prezzo: euro 22

Ordina su Amazon

La fisica è stata rivoluzionata nel secolo scorso da una serie di nuove teorie: la meccanica dei quanti, l’indeterminazione di Heisenberg, la relatività di Einstein. La stessa comunità degli scienziati ha faticato a lungo ad accettare le nuove teorie, che hanno demolito il solido edificio della conoscenza sviluppato nei secoli precedenti. La comprensione di queste teorie, ammettiamolo, è riservata a pochissime persone. Non solo perché il loro approfondimento richiede buone conoscenze matematiche, ma soprattutto perché contraddicono il nostro intuito e le nostre esperienze sensoriali e culturali: la dualità dei fenomeni, la curvatura dello spazio, la rinuncia al determinismo e il tempo che scorre a velocità diversa secondo il punto di osservazione. Una volta intuita la rivoluzionaria portata della fisica quantistica e della relatività, è stata tentata una loro interpretazione più generale dal punto di vista filosofico, sociologico e persino politico. Interpretazioni affascinanti ma perlopiù fantasiose, proprio perché messe in essere da umanisti che non disponevano della sufficiente comprensione di tali scoperte scientifiche.

Il mondo al tempo dei quanti  é in questo senso una piacevole sorpresa, proprio perché scritto da due scienziati, un chimico-fisico, Mario Agostinelli, e una astrofisica, Debora Rizzuto. Gli autori analizzano le implicazioni dello sconvolgimento causato dalle nuove teorie sulla nostra visione filosofica, sociale, economica e politica, un’impresa ardita e piena di rischi, per loro stessa ammissione. Ma vi riescono proprio perché aiutati dalla solida conoscenza e comprensione scientifica delle nuove grandi teorie della fisica.

L’indeterminazione stipulata da Heisenberg non è un’elucubrazione astratta per studiosi, ricordano gli autori, ma una legge fisica molto concreta, utilizzata da più di mezzo secolo in tutte le più straordinarie invenzioni dell’elettronica e dell’informatica. Da tale teoria risulta l’impossibilità di conoscere un fenomeno senza modificarlo nell’atto stesso dell’osservazione, mettendo fine all’illusione deterministica che aveva dominato fino al quel punto il pensiero occidentale.

Applicando l’indeterminazione alla storia, lo storico Yuval Noah Harari afferma nel suo best-seller Homo Deus “Questo è il paradosso … Una conoscenza che non è in grado di modificare i comportamenti è inutile. Ma una conoscenza che sia in grado di farlo, rapidamente vede svanire la sua capacità di fare presa sulle cose. Quanti più dati raccogliamo e quanto più profonda è la nostra comprensione della storia, tanto più in fretta la storia muta il suo corso e, corrispondentemente, la nostra conoscenza diventa obsoleta.

Il concetto di tempo è ripreso do Il mondo al tempo dei quanti sotto diverse angolazioni. Si parte dalla perdita del concetto di tempo assoluto, che per secoli ha rappresentato una legge immutabile. Oggi, in seguito anche alla conferma sperimentale della teoria della relatività, è universalmente riconosciuto che il tempo scorre a velocità differenti in regioni a diverso potenziale gravitazionale.

Gli autori analizzano il tempo anche nel contesto lavorativo, partendo dalla citazione di Aristotele “Lo scopo del lavoro è quello di guadagnarsi il tempo libero”. Manca qui forse una valutazione più critica ed articolata. Il maggiore tempo libero causato dall’inarrestabile crescita delle produttività, dall’automazione digitale e dell’intelligenza artificiale, è veramente così benefico? Certo, nel lavoro umile e manuale con una capacità di guadagno bassa, il tempo libero è goduto spensieratamente, perché il tempo perso ha poco valore. Chi invece ha un reddito da lavoro alto, percepisce il tempo inattivo come una perdita – il tempo è denaro! – e forse non ambisce ad avere più tempo libero. Analogamente, chi svolge lavori logoranti e faticosi, esposto alle intemperie o a mansioni sgradevoli ed umilianti, apprezza ogni minuto di tempo libero come un sollievo, mentre chi lavora di intelletto o creatività, magari spinto da passione professionale, non vede nel tempo libero un gran vantaggio, anzi, lo giudica spesso una fonte di noia. Molti professionisti, quando vanno in pensione, si avviliscono fino alla depressione.

Più che un libro di divulgazione scientifica, Il modo al tempo dei quanti è un libro di denuncia. Il modello di governo che si è data l’umanità, prevalentemente finalizzato alla crescita e alla massimizzazione del profitto, è smentito dalle leggi della fisica e destinato a trascinarci in un disastro immane. Rispetto ai tanti autori di denuncia che leggiamo oggi, Agostinelli e Rizzuto si distinguono lodevolmente per presentare, oltre al quadro sconcertante di un futuro distopico, anche una serie di misure che potrebbero portarci verso un equilibrio virtuoso tra l’agire dell’uomo e le leggi universali rivelate della scienza.

Le loro 14 proposte di programma sarebbero un utile compendio di lettura per politici, manager e opinion maker, una quarantina di pagine che aprono uno spiraglio di speranza per un futuro migliore e più rispettoso delle complesse leggi della natura che assicurano la nostra sopravvivenza. Gli autori ci domandano “…se insieme alla massimizzazione dei profitti esistano altri fini e valori per indirizzare lo sviluppo tecnologico: utopie ugualitarie, diritti umani, dell’individuo, sviluppo qualitativo dell’ambiente e dell’ecosfera”.

Stampa

Italian Media s.r.l. - via del Babuino 107, Roma, c.a.p. 00187, p.IVA 09099241003, edita il settimanale Italiani con registrazione al Tribunale di Roma n. 158/2013 del 25.06.2013 - email: info@italianmedia.eu

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.
Questo sito usa i cookie per migliorare la tua esperienza d'uso e usa cookie di terze parti. Proseguendo nella navigazione si presta implicitamente il consenso all’utilizzo di questi strumenti. Si rimanda alla nostra privacy policy per maggiori informazioni e per la possibilità di negare il consenso.