Libri: la recensione di Valerio Calzolaio

I segreti tecnologici delle antiche civiltà

Copertina: I segreti tecnologici delle antiche civiltà

Autore: James M. Russell

TraduzioneMariafelicia Maione

Titolo:

I segreti tecnologici delle antiche

civiltà. Le straordinarie invenzioni 

che hanno cambiato il mondo

Editore: Newton Compton 

Uscita: 2019

(orig. 2018 , Plato’s Alarm Clock)

Pagine: Pag. 188
Genere: Storia

Prezzo: euro 12

Ordina su Amazon

Dal Neolitico in avanti. Quasi in ogni ecosistema umano. Ben prima dell’Età del bronzo erano in uso calendari di varia natura: abbiamo documenti scritti che testimoniano sistemi di datazione presso i sumeri, gli egizi e gli assiri circa 5 mila anni fa; una recente scoperta archeologica in un campo della Scozia indica addirittura che già 10 mila anni fa popolazioni mesolitiche di quell’area comprendevano le fasi lunari e monitoravano i mesi. Prima strumenti di rozza pietra, poi versioni d’osso più duttili, poi strumenti di pietra per tagliare, macinare e lucidare frammenti d’osso, e ricavarne utensili, una storia di oltre 100 mila anni, forse non solo della nostra specie sapiens, certo legata anche all’alimentazione, alla pesca, all’ornamento, alla vestizione, alla musica (musicultura). Egualmente lunga e parallela la lenta evoluzione delle posate, manufatti per portare il cibo alla bocca, via via più raffinate, le forchette un problema più per la visione del mondo cristiana che per altri. Anche il molto recente sviluppo della ruota fu lento e graduale, prima rotolio e torni, poi materiali ruotanti di pietra e di legno, ancora poi la decisiva ruota raggiata, infine carri e strade, ma sempre tutto diacronico nel tempo e nello spazio, non irreversibile. Molte invenzioni che pensiamo moderne erano già in uso da migliaia di anni: i vestiti forse da 170 mila; gli aghi per cucire forse da 60 mila; le corde forse da 28 mila; i cesti da 10-12 mila. E le imbarcazioni?  Zattere o barchine da oltre 40 mila, poi canoe da almeno 8 mila, infine le navi, sempre più grandi per navigazioni sempre più sofisticate. In Germania 28 mila anni fa è stato pure trovato un fallo di siltite, gli afrodisiaci hanno usi consapevoli di almeno 4 mila anni (come i metodi contraccettivi e forme di prostituzione).

Il divulgatore culturale londinese James M. Russell, laureato in filosofia a Cambridge, operatore nel mercato editoriale, ha utilmente raccolto la storia di svariati strumenti, invenzioni e scoperte dell’antichità provenienti da diverse parti del mondo ed epoche, spiegando chiaramente che “la scienza e la tecnologia si possono sia scoprire che perdere”, “la storia è punteggiata da secoli bui e cataclismi, durante i quali la conoscenza viene perduta e la condizione umana peggiora”. Ora qui ora là, ora per responsabilità di altri umani ora no. Il titolo inglese fa riferimento al modo di svegliarsi (e svegliare gli studenti in tempo per le sue dialoganti lezioni) escogitato dal filosofo greco Platone (428/7-348/7 a.C.), allievo di Socrate e maestro di Aristotele. Un contenitore si riempiva gradualmente d’acqua fino a raggiungere un’altezza precisa, poi tramite un condotto fluiva rapidamente in un secondo recipiente più in basso. Il recipiente era sigillato ma aveva piccole aperture progettate per “fischiare” in modo acuto quando l’acqua ne usciva. Si poteva programmare la cosa affinché la straordinaria sveglia avvenisse in un determinato momento. Il gocciolio graduale per scandire il passare del tempo si usava da tempo ovunque, orologi ad acqua esistevano a Babilonia, in Egitto, in India e in Cina migliaia di anni fa. Anche candele all’interno di sfere di metallo risultavano utili allo stesso scopo, la prima apparizione di orologi meccanici (azionati dalla forza dell’acqua ma scanditi da ore e giorni) apparve in Cina già nell’ottavo secolo d.C.. La trattazione (talora superficiale) è distinta per trenta argomenti di vita quotidiana (compresi gabinetti e specchi), sedici di tecnologia meccanica e industriale (dal motore a vapore di Erone di Alessandria alle immersioni subacquee), dieci di misteri (come la nanotecnologia di Damasco e l’acciaio damasco), undici militari che contemplano anche una brevissima storia delle armi, nove medici (fra cui dentiere, protesi e i primi tatuaggi), quindici scientifici. Il volume è corredato di alcune immagini in bianco e nero e dell’indice analitico.

 

v.c.

 

Stampa

Italian Media s.r.l. - via del Babuino 107, Roma, c.a.p. 00187, p.IVA 09099241003, edita il settimanale Italiani con registrazione al Tribunale di Roma n. 158/2013 del 25.06.2013 - email: info@italianmedia.eu

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.
Questo sito usa i cookie per migliorare la tua esperienza d'uso e usa cookie di terze parti. Proseguendo nella navigazione si presta implicitamente il consenso all’utilizzo di questi strumenti. Si rimanda alla nostra privacy policy per maggiori informazioni e per la possibilità di negare il consenso.