Vista di Via Bernardino Celentano, alias Piccola Londra – Foto di M.Elena Castore ©

Nel cuore del quartiere Flaminio, a Roma, una stradina privata in puro old english style

Atmosfere londinesi nel centro di Roma
di M. Elena Castore

Via Bernardo Celentano è una piccola strada privata, esclusa al transito di veicoli, che collega Via Flaminia con Viale del Vignola, nel quartiere Flaminio di Roma. Se chiedete indicazioni su dove si trovi, però, probabilmente vi risponderanno in pochi. Eppure, si tratta di una strada che, negli ultimi anni, è divenuta meta di pellegrinaggi per romani e turisti, curiosi di visitare “Piccola Londra”, nel cuore di Flaminio.

Conosciuta dai più con questa denominazione, è comparsa perfino in una mini guida turistica sui cinque luoghi segreti della città eterna da visitare, pubblicata nel 2016 dal magazine americano Time, che l’ha definita come un angolo di “case colorate” da non perdere.

Cancello di accesso a Piccola Londra su Via Flaminia – Foto di M.Elena Castore ©

In effetti, varcando la soglia di uno dei due portoni in ferro, sempre aperti, che le danno accesso - a rigore, l’accesso agli estranei sarebbe vietato, come ricordano i cartelli affissi alle due entrate - si entra improvvisamente in un luogo dove spazio e tempo assumono un’altra dimensione: quella di una delle tipiche stradine della zona londinese di Notting Hill, dove Roma appare un ricordo lontano.

Piccola Londra – Foto di M.Elena Castore ©

Su di un percorso rettilineo di circa 200 metri, si affacciano due file di palazzine a schiera di due o tre piani, con facciate strette e colorate, arretrate di qualche metro rispetto al filo stradale, su cui si allineano muretti sormontati da inferriate e portoni in ferro battuto.

Portoni di alcune palazzine di Piccola Londra – Foto di M.Elena Castore ©

Nello stretto spazio residuo, piante più o meno rigogliose e piccoli giardini fiancheggiano i portoni di accesso alle palazzine, localizzati a livello del piano strada o al piano rialzato, cui si accede tramite scalette esterne, secondo la tipica tradizione inglese. Ne troverete un po’ di tutti i tipi, ma tutti all’interno di uno stesso linguaggio architettonico, quello dei primi anni del Novecento, che, a Roma, risente poco degli influssi Art Nouveau, mescolandoli con elementi della tradizione classica.

Portoni di alcune palazzine di Piccola Londra – Foto di M.Elena Castore ©

Il complesso edilizio, infatti, risale agli anni compresi tra il 1907 e il 1913, e rappresenta una delle prime realizzazioni, previste all’interno del Piano Regolatore di Roma del 1909, per l’urbanizzazione del nuovo quartiere Flaminio, che sorse e si sviluppò in quegli anni insieme a altri quartieri fuori le mura della città. Destinate a ospitare gli impiegati di alto livello delle varie sedi politiche e amministrative della nuova Capitale d’Italia, le palazzine del nuovo complesso residenziale al Flaminio, progettate dall’Ingegner Quadrio Pirani, che in quella stessa epoca stava realizzando il quartiere dell’Istituto Case Popolari (ICP) di San Saba, incarnavano gli ideali alla base del Nuovo Piano Regolatore di Edmondo Sanjust di Teulada, fortemente voluto dal neo sindaco Ernesto Nathan, di origini londinesi: modernizzare la città, in linea con le tendenze urbanistiche europee.

Vista di Piccola Londra – Foto di M.Elena Castore ©

Costituirono comunque un’esperienza isolata all’interno dell’urbanizzazione della Capitale, che, in quegli anni, sperimentava nuove tipologie edilizie e forme urbane, e, forse, proprio per questo motivo, nel tempo, hanno acquistato il valore che oggi rende il complesso di “Piccola Londra” un’enclave d’elite nel cuore del quartiere Flaminio.

Un’oasi di pace e tranquillità, dove sembra che il tempo si sia fermato, che, comunque, non è stata immune ai processi di gentrificazione che, nel corso degli ultimi decenni, hanno colpito varie zone centrali della città, trasformandola in una delle strade con la rendita immobiliare più alta del quartiere.

E così, recentemente, tra studi di liberi professionisti e B&B di lusso, che nel tempo vi si sono installati, come dichiara la sociologa urbana Irene Rinaldi, alcuni dei suoi abitanti hanno aperto un contenzioso con il Comune di Roma per cancellare l’esistenza della strada, seppur privata, (ma con servitù di passaggio!) e restituirle quella che dicono essere la sua vera natura: quella di cortile condominiale!

Cancello di accesso a Piccola Londra su Viale del Vignola – Foto di M.Elena Castore ©

Meglio affrettarsi, allora, per attraversare, almeno una volta nella vita, l’unica strada di atmosfera londinese esistente a Roma, prima che i portoni chiudano per sempre!

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