Vista della Darsena Vecchia e della Darsena delle Galeazze – Foto di M. Elena Castore ©

Un viaggio nel tempo nella zona “proibita” dell’Arsenale di Venezia

L’Arsenale che pochi conoscono
di M. Elena Castore

Localizzato nel Sestiere di Castello, all’estremità nord-orientale della città, l’Arsenale di Venezia si estende su di una superficie di 48 ettari, occupando circa il 15% del territorio urbano insulare. Si tratta del più vasto complesso produttivo a struttura accentrata di epoca pre-industriale della storia. Sorto agli inizi del XII secolo come cantiere navale di Sato, in un’area periferica propizia alla sua installazione e al suo sviluppo, la sua costruzione si è protratta fino alla I Guerra Mondiale, attraversando nove secoli di storia.

Attraverso successivi ampliamenti, l’Arsenale è quindi il risultato di stratificazioni storiche, testimoniate oggi dalle diverse edificazioni che lo compongono. Partendo dalla costruzione del primo nucleo dell’Arsenale Vecchio, nella seconda metà del XII secolo, costituito da due file di cantieri coperti, ai lati di una darsena comunicante con il bacino di San Marco, e dal suo successivo ampliamento, nel 1325 si iniziò la costruzione dell’Arsenale Nuovo, espandendo il complesso verso est. Annettendo il lago del Convento di San Daniele e alcuni terreni paludosi, tra il XIV e il XV secolo si costruì quindi la Darsena Nuova, e, intorno a questa, si edificarono nuovi cantieri, officine, depositi e edifici adibiti a lavorazioni specifiche.

L’Arsenale nel 1724, nella pianta di Joan Blaeu. Estratto da https://commons.wikimedia.org/wiki/Image:Venice_arsenale_2_1724.JPG?uselang=it

Il terzo grande ampliamento del complesso si attuò a più riprese tra il 1473 e il 1573 con l’aquisizione di terreni paludosi a nord della Darsena Nuova e la successiva costruzione della Darsena Nuovissima. In questo periodo si realizzarono altri due importanti ampliamenti: fu aggregata un’area nell’estremità nordovest dell’Arsenale Nuovissimo (1535-1540), di proprietà del Convento della Celestia, e si scavò un nuovo bacino a nord dell’Arsenale Vecchio, costruendo la Darsena delle Galeazze.

Durante i secoli XVII e XVIII vennero eseguite modifiche ai fondali delle darsene e dei canali, e ampliati il rio e l’ingresso da terra all’Arsenale, ricostruendo le due torri di controllo. Il sesto ampliamento si eseguì solo nel 1810, quando si aggiunse all’Arsenale il Complesso della Celestia, sulla sponda orientale della Darsena delle Galeazze e si aprì, all’estremità est dell’Arsenale Nuovissimo, il canale di Porta Nuova, con la costruzione della torre omonima.

Grandi opere di trasformazione furono realizzate tra il 1872 e il 1878. Tra queste, la demolizione delle strutture esistenti tra la Darsena Nuova e Nuovissima per unire i due bacini e costruire la Darsena Grande, e il grande ampliamento nella zona paludosa a nord della Porta Nova, per la costruzione di due bacini di carenaggio.

Nel 1916 ebbe luogo l’ultimo ampliamento del complesso con la costruzione di un ulteriore bacino di carenaggio, adiacente a quelli già esistenti, e dell’area delle Casermette. Occupato dai tedeschi durante la II Guerra Mondiale, dopo il conflitto bellico il complesso, incapace di soddisfare le nuove esigenze dell’industria navale, entrò in una fase di declino e venne progressivamente abbandonato, essendo utilizzato appena in parte dalla Marina Militare.

Totalmente inaccessibile al pubblico fino al 1980, con l’inaugurazione della prima Mostra Internazionale di Architettura organizzata dalla Biennale di Venezia, realizzata nell’edificio delle Corderie restaurato per l’occasione, si è avviata una nuova fase per l’antico complesso produttivo. Dagli anni ‘80, molti degli edifici e degli spazi localizzati nella zona Est e Sud della Darsena Grande sono stati recuperati e trasformati in spazi espositivi e culturali, diventando sede della Biennale di Venezia.

Dal 2003 al 2013, quando i due terzi del complesso sono stati trasferiti al Comune di Venezia, l’area dell’Arsenale Nord è stata trasformata in un polo di ricerca, divenendo parzialmente accessibile alla popolazione, mentre una porzione del complesso è ancora di proprietà della Marina Militare.

La Porta di Terra e le antiche torri di controllo sul canale dell’Arsenale – Foto di M. Elena Castore ©

Quest’ultima è la parte più antica dell’Arsenale, attualmente adibita a sede dei comandi tecnici e logistici della Marina e a scopi istituzionali, alla quale si può accedere solo in occasione di particolari eventi. Dalla monumentale Porta di Terra, esempio di porta rinascimentale ispirata agli archi di trionfo di tradizione romana, si accede alla zona della Darsena Vecchia comunicante a est, con la Darsena Grande, e, a nord, con la Darsena delle Galeazze.

Interno di un cantiere acquatico affacciato sulla Darsena Vecchia – Foto di M. Elena Castore ©

Stupisce l’ampiezza degli spazi, in netto contrasto con la densità del tessuto urbano, sviluppatosi, nei secoli, intorno all’antico complesso produttivo. Così come stupiscono l’austerità e l’imponenza degli edifici che si affacciano sui grandi bacini acquatici, in particolare i cosiddetti “volti d’acqua”, cantieri acquatici coperti da enormi strutture lignee, edificati e riedificati a più riprese durante il lungo periodo di costruzione dell’Arsenale.

Convivenza di manufatti di epoche diverse all’interno del complesso dell’Arsenale -– Foto di M. Elena Castore ©

Camminando tra una darsena e l’altra, si riconoscono edifici di diverse epoche, di varia tipologia costruttiva, all’interno di una composizione armonica ed equilibrata, resa omogenea dall’uso del laterizio: dai primi manufatti di epoca medievale, si passa agli interventi cinquecenteschi; dal settecentesco edificio degli Squadratori, ai bunker in cemento armato, costruiti durante la II Guerra Mondiale.

Un viaggio nel tempo, in uno spazio, ancora poco conosciuto, di una delle città più visitate al mondo, che la rende ancora più unica. Imperdibile.

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