Paestum (foto Valter Cirillo - fonte Pixabay)

Dal 15 al 18 novembre a Paestum la XXI Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico

Viaggio nel tempo, alle radici della civiltà
di Roberto Mostarda

Le radici della civiltà, da oriente ad occidente, in un tempo di grandi trasformazioni e di ondivaghi cammini a cavallo tra presente e ritorno al passato, rappresentano, senza alcun dubbio, un elemento dirimente, un valore non transeunte, la dimostrazione che il cammino dell’uomo pur tra difficoltà e criticità, procede e guarda avanti. Soltanto che per farlo deve avere coscienza e perfetta conoscenza di ciò che è stato, di come le diverse espressioni dell’umanità hanno proceduto nel difficile percorso della civiltà, bene tanto prezioso quanto più attaccato e vilipeso.

In questo alveo culturale e di pensiero torna nel fine settimana a Paestum, luogo di incontro di culture antiche, la XXI edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico. Un format di successo testimoniato dalle prestigiose collaborazioni di organismi internazionali quali UNESCO e UNWTO, con 120 espositori tra i quali 25 Paesi esteri.  

Un’edizione che vede proprio Paestum celebrare l’importante traguardo del 20° anniversario dell’iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’UNESCO, quale area archeologica e testimonianza di civiltà e cultura. Un evento che vedrà la partecipazione di Irina Bokova già Direttore Generale UNESCO, Mounir Bouchenaki Consigliere Speciale del Direttore Generale UNESCO e Taleb Rifai già Segretario Generale UNWTO). Un compleanno che idealmente si collega con l’antica  Troia, presente con Rüstem Aslan Responsabile dell’area archeologica. E insieme come protagonisti, anche la  Grotta di Chauvet, a rappresentare il grande significato della Preistoria in Francia, con la Conservatrice Marie Bardisa e il sito di Angkor in Cambogia con Azedine Beschaouch Segretario Scientifico dell’ICC-Angkor, il Comitato Internazionale di Coordinamento per la Salvaguardia e lo Sviluppo. Ancora , le presenze prestigiose per le loro grandi scoperte, quali Paolo Matthiae, che portò alla luce l’antica città di Ebla in Siria, e Dan Bahat, per decenni l’archeologo ufficiale di Gerusalemme.

Come ormai da anni, il dialogo interculturale, vedrà il gemellaggio tra Paestum e la città siriana di Palmira, sfregiata dall’Isis, con l’International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad” (giunto alla 4a edizione) e deidcato al direttore del sito ucciso dai terroristi, che premierà la scoperta archeologica dell’anno alla presenza di Omar archeologo e figlio di Khaled al-Asaad.

Anche le nuove tecnologie saranno protagoniste con ArcheoVirtual, mostra e workshop internazionali dedicati alle tecnologie multimediali, interattive e virtuali in collaborazione con CNR ITABC Istituto per le Tecnologie Applicate ai Beni Culturali, per presentare lo stato dell’arte del digitale nei musei archeologici a cura della Direzione Generale Musei del MiBAC.

Per il direttore della Borsa, Ugo Picarelli: “da quest’anno si avvia un nuovo percorso per valorizzare le destinazioni turistico-archeologiche quali fattori di sviluppo locale e di promozione dei territori, oltre che di rendere merito agli archeologi che prestano la loro opera di studio dell’antichità al servizio dei viaggiatori attuali e futuri. Inoltre, la BMTA continuerà a dedicare particolare attenzione al sito di Palmira, che tornerà fruibile dal 2019 come da poco annunciato sui media internazionali, con la presenza di una delegazione dalla Siria, tra cui il Governatore di Homs”.

Gli Incontri con i Protagonisti, quali noti archeologi e divulgatori della TV; il Premio “Antonella Fiammenghi” alla migliore tesi di laurea sul turismo archeologico e il Premio “Paestum Archeologia” a coloro che contribuiscono alla valorizzazione del patrimonio culturale, arricchiranno il programma.

La BMTA si conferma, quindi, un evento originale nel suo genere: sede dell’unico Salone Espositivo al mondo delle destinazioni turistico-archeologiche; luogo di approfondimento e divulgazione di temi dedicati al turismo culturale e alla valorizzazione; occasione di incontro per gli addetti ai lavori, gli operatori turistici e culturali, i viaggiatori e gli appassionati.

Punto cruciale delle giornate della Borsa, sarà come abbiamo detto  l’International Archaeological Discovery Award, il Premio intitolato a Khaled al-Asaad, Direttore dell’area archeologica e del Museo di Palmira dal 1963 al 2003, che ha pagato con la vita la difesa del patrimonio culturale, ed è l’unico riconoscimento a livello mondiale dedicato al mondo dell’archeologia e in particolare ai suoi protagonisti, gli archeologi, che con sacrificio, dedizione, competenza e ricerca scientifica affrontano quotidianamente il loro compito nella doppia veste di studiosi del passato e di professionisti a servizio del territorio.

Il riconoscimento è stato voluto dalla Borsa e da Archeo, la prima testata archeologica italiana, in collaborazione con le testate internazionali, tradizionali media partner della Borsa: Antike Welt (Germania), as. Archäologie der Schweiz (Svizzera), Current Archaeology (Regno Unito),Dossiers d’Archéologie (Francia).

Le cinque scoperte del 2017 candidate per il riconoscimento 2018 sono state per l’Egitto: il ginnasio ellenistico ad Al Fayoum; in Francia la “piccola Pompei” di Vienne: in Iraq: il più antico porto di una città sumerica ad Abu Tbeirah: in Italia: la Domus del Centurione dagli scavi della metro C a Roma ed in Tunisia la città romana sommersa nel golfo di Hammamet.

A vincere è stata la “piccola Pompei francese” di Vienne (sulle sponde del Rodano, a circa 30 km a sud di Lione), una città romana di circa 7.000 mq abitata dal I sec. d.C., con ville di lusso arredate con mosaici, statue monumentali e uffici pubblici, esistita per tre secoli e distrutta da una serie di incendi improvvisi. Già famosa per il suo teatro romano e per un tempio, fu un importante nodo nella strada che collegava la Gallia settentrionale con la provincia della Gallia Narbonensis, la Francia meridionale di oggi. Il sito è stato scoperto nell’aprile 2017, in seguito all’inizio di lavori di costruzione per un complesso abitativo. Molti degli oggetti ritrovati si sono presentati, non solo in ottimo stato di conservazione, ma in quello stato di situazione pietrificata da un istante all’altro, proprio di un sito abbandonato all’improvviso per un’emergenza. In questo, oltre che nella tipologia degli ambienti rinvenuti, sta la similitudine con la città devastata dall’eruzione vesuviana. Tra le strutture sopravvissute, un’imponente casa con pavimentazione a mosaico e un grande edificio pubblico con una fontana monumentale, una struttura atipica per i tempi, molto probabilmente la Schola di retorica e/o di filosofia che gli studiosi sanno venisse ospitata a Vienne. Il Premio sarà consegnato il 16 novembre aBenjamin Clément, il Ricercatore Associato presso il Laboratorio ArAr Archéologie et Archéométrie dell’Università di Lione che guida i lavori.

Lo “Special Award”, il Premio alla scoperta con il maggior consenso sulla pagina Facebook della BMTA, è andato invece al più antico porto di una città sumerica, rinvenuto ad Abu Tbeirah in Iraq da parte della missione archeologica italo-irachena, diretta da Franco D’Agostino e Licia Romano dell’Università “Sapienza” di Roma. 

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