Sketch from Penny Illustrated Paper illustrating scenes from the play Dr. Jekyll and Mr. Hyde, performed at the Lyceum Theatre in London in 1888.

Era un medico francese affetto di bipolarismo omicida

Il vero nome di Mr. Hyde
di Antonello Cannarozzo

Uno dei romanzi più famosi della letteratura inglese del XIX secolo, ma che possiamo definire mondiale, è certamente quello che in Italia venne tradotto come “Lo strano caso del dottor Jekyll e mister Hyde, un libro, come racconta lo stesso autore Louis Stevenson, letteralmente sognato in una notte del 1885, almeno nei punti salienti della storia, tanto che lo scrittore impiegò appena tre giorni per scrivere questo capolavoro del “romanzo gotico”.

All’epoca Stevenson era già un affermato scrittore di tanti libri tra cui il celebre “L’Isola del Tesoro” e i racconti pubblicati da tanti giornali, ma nonostante il successo le finanze dello scrittore non erano floride e spesso, come racconta lui stesso, per i tanti pensieri non riusciva a dormire e forse fu proprio in una di queste notti, come già detto, che sognò il suo romanzo.

Come faceva sempre, Stevenson fece leggere il manoscritto alla moglie prima di portarlo all’editore. Alla donna piacque, ma trovò che era solo un bel thriller mentre, proprio per questa doppia identità, la storia poteva essere trattata come una allegoria del comportamento umano. Da grande professionista lo scrittore capì l’errore e senza pensarci bruciò i fogli del romanzo, ma dopo altri tre giorni fortunatamente era nato il capolavoro che tutti conosciamo.

Il romanzo dopo una uscita in sordina improvvisamente ebbe un successo strepitoso e solo nel Regno Unito ebbe una vendita per l’epoca eccezionale di ben quarantamila copie, nel resto del mondo si contano ad oggi alcune decine di milioni di copie e solo in Italia almeno cinquanta edizioni. Il pubblico fu affascinato, ieri come oggi, dalle ragioni del bene e del male che dividono e ricompongono allo stesso tempo la duplice natura dell’uomo. Era questo il mistero al centro del romanzo diventato, al di là dell’allegoria, anche un classico dell’orrore.

La storia è nota: un notaio londinese, John Utterson, indaga su alcuni episodi che vedono uno strano rapporto tra il suo amico il buon dottor Jekyll e un personaggio ripugnante anche nell’aspetto, un certo mister Hyde, descrivendo episodi sconcertanti che saranno la trama del libro e facendo, così, entrare la definizione “Jekyll e Hyde” nel linguaggio comune per indicare una persona con due distinte personalità, una buona e l'altra malvagia o, anche, una natura umana solitamente buona che a volte  è totalmente inaspettata, insomma, una mente scissa tra l'Io e le sue spinte irrazionali.

Sono passati 132 anni dalla prima edizione e il dibattito aperto dal libro sembra non finire mai. Per capire da dove era mai uscito questo mister Hyde è stato scritto della doppia personalità dell’autore, del suo uso di oppiacei, di problemi causati da una sua instabilità caratteriale, ma tutte ipotesi e prove rivelatesi poi fasulle. Oggi però il velo sembra essersi squarciato.

Jeremy Hodges, uno dei massimi esperti dell’autore ha comunicato di aver ritrovato all’interno di una edizione del 1920 un frammento di appunti dello scrittore dove parla del dualismo, oggi diremo un bipolarismo, di un suo conoscente un medico francese, Eugene Chantrelle, trasferitosi in Scozia e divenuto ben presto un piacevole interlocutore dello scrittore dove, tra un sorso di whisky e un commento all’opera di Moliere, si passavano piacevoli serate.

Tutto finì drammaticamente quando il dottor Chantrelle venne arrestato con l’accusa di aver ucciso la moglie con una dose fatale di oppio. Il processo che ne seguì fu al centro dei commenti dell’intera Edimburgo e per mesi lo stesso Stevenson non perse un giorno di dibattimento al processo del suo ex amico. Ma la cosa che sconvolse maggiormente fu che un uomo dall’apparenza così gentile e affabile nei modi potesse essere ritenuto responsabile dell’omicidio oltre che della moglie di altri quattro omicidi.

Dovrei dire – scrive nei suoi appuntiStevenson - che Chantrelle aveva le più chiare caratteristiche di una mente criminale, se non avessi incontrato un uomo dal suo medesimo aspetto che tuttavia sembrava un esempio di gentilezza e buona condotta”.

L’uomo, in realtà, nascondeva in se pulsioni omicide assai violente, fuori dai salotti buoni della città amava ubriacarsi di whisky per finire poi nei bordelli più malfamati della città, dove cercava le sue vittime. Il dottor Jekyll e mister Hyde, o meglio il medico francese Chantrelle malato di schizofrenia o doppia personalità: amabile persona di giorno, terribile assassino di notte. Un personaggio che rende questo strano caso un po’ meno stravagante, ma ancora più vero e moderno.

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