Francesco Rutelli all’ingresso dell’Ara Pacis, foto di Massimo Predieri

Francesco Rutelli dice la sua sull’interesse nazionale della cultura

La diplomazia culturale italiana
di Massimo Predieri

Ad accogliere Francesco Rutelli c’è una sala gremita di giornalisti, fotografi, operatori ed esperti della cultura. Siamo a Roma nell'Auditorium dell'Ara Pacis, una bella sala moderna dai colori caldi e l’aria condizionata gelida.

La padrona di casa, Orietta Rossini, accoglie sul podio una serie di ospiti e relatori di grande rilievo: l’ex Primo Ministro Paolo Gentiloni, l’ex Ministro degli Esteri Franco Frattini, il Vice Sindaco di Roma e Assessore alla Crescita culturale, Luca Bergamo, il Direttore Generale Sistema Paese Vincenzo De Luca.

 Francesco Rutelli, in passato due volte Sindaco di Roma, Vicepresidente del consiglio e Ministro alla Cultura e oggi presidente dell’ANICA, l’Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive Multimediali, introduce il suo volume La Diplomazia Culturale italiana. Il Patrimonio, le industrie creative e l'interesse nazionale elogiando l’impegno culturale dell’Italia all’estero nella difesa degli interessi nazionali. Contro le derive isolazionistiche si erge a difesa di un patrimonio culturale che produce il 6% del PIL.

Presentazione del volume di Francesco Rutelli, Auditorium dell'Ara Pacis, Roma, foto di Massimo Predieri

Nel suo saluto video, il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Enzo Moavero Milanesi, ribadisce la convergenza di fattori culturali in Italia, che oltre alla straordinaria eredità storica comprende la contemporaneità con l’industria creativa italiana di fama mondiale. Il Ministro conferma l’intenzione di continuare l’attività di diplomazia culturale nel modo avviata dai suoi predecessori.

Paolo Gentiloni elogia la conoscenza culturale di Rutelli e la sua intensa attività istituzionale nel recupero e nella difesa delle opere d’arte e ricorda la rilevanza dell’azione italiana in questo settore, come l’istituzione dei Caschi Blu della Cultura: “In tempi di nostalgie sovraniste, dobbiamo ricordarci chi siamo.” Le parole ostili, continua Gentiloni, feriscono la reputazione italiana e rendono più fragile la nostra sicurezza.

Nel suo intervento, l’ex Ministro deli Esteri Franco Frattini si dice allarmato da una serie di notizie che ci provengono dall’estero: le manifestazioni ad Atene contro il riconoscimento del nome della Repubblica Macedone, la legge polacca che vieta di associare la Polonia ai lager di sterminio nazisti. Ribadisce che l’Italia è capofila della rete internazionale contro il traffico illegale delle opera d’arte, che tra l’altro è stato fonte di finanziamento del gruppo terroristico Daesh (ISIS).

Il Vice Sindaco di Roma, Luca Bergamo, che in passato è stato consulente di Fiorella Farinelli, assessore nella giunta del Comune di Roma guidata da Francesco Rutelli, da parte sua apprezza il riconoscimento della creatività come elemento contemporaneo della cultura italiana. Ci tiene a esprimere, pur con pacatezza, “una posizione molto diversa da quella del Ministro degli Interni” per quanto riguarda la sfida dei flussi migratori. Chiede di affrontare l’attività di diplomazia culturale cercando “un punto d’incontro tra aree urbane e rapporti tra gli stati”.

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