Tra storia e politica

Iniziative culturali: INFINITIMONDI

Tra storia e politica
di Giorgio Castore

La Fondazione Pietro Nenni, istituto di ricerca e di studi politici, storici e sindacali, e la Fondazione Bruno Buozzi, ente che promuove studi sindacali, hanno organizzato, lo scorso 26 marzo, la presentazione del bimestrale INFINITIMONDI, con una monografia dedicata a Francesco De Martino.

Come normalmente accade, gli organizzatori dell’evento, hanno invitato a dibattere sui temi dell’incontro personaggi di rilievo titolati per svariati motivi, dalla diretta conoscenza del protagonista fino allo studio del relativo operato, a trattarne i temi.

Si è così svolta una piacevole discussione proiettata sulle epoche nelle quali Francesco De Martino svolgeva la sua attività politica e culturale.

Gli interventi, coordinati da Massimiliano Amato, che insieme a Gianfranco Nappi, ha reso operativa l’esigenza di non gettare nel cestino una parte rilevante della nostra storia, promuovendo l’attività del bimestrale INFINITIMONDI, si sono snodati nei ricordi di specifici avvenimenti ricavando spunti interessanti.

Così, ad esempio, Giorgio Benvenuto, presidente delle due fondazioni organizzatrici dell’evento, ricordando che pur se la storia non si replica, tuttavia bisogna conservarla per combattere la desertificazione culturale. Così, esaminando la attuale situazione politica con i relativi protagonisti, Alessandro Biamonte ha voluto sottolineare che l’investitura popolare costituisce la prima delle fonti.

Il tema delle questione meridionale è stato appannaggio di Giovanni Cerchia, che ha ricordato come De Martino fosse uomo di parte, perché se non lo fosse stato, non avrebbe certamente sostenuto le sue tesi come ha fatto.

Gianni Ferrara, poi si è cimentato sulle collocazioni storico politiche tra il marxismo ed il pensiero cristiano democratico.

Rosa Russo Jervolino si è, invece, immersa nell’“utopia della programmazione”, ma non ha trascurato le discriminazioni sessiste.

Gli interventi sono stati conclusi da Gianfranco Nappi, la cui foga, nel dichiarare che il PCI è finito il 4 marzo con le ultime elezioni politiche, appare contrastante con la sua definizione di “crepuscolo della politica”.

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