Presentazione de La manutenzione dei sensi, Redazione Italiani

Dalla città alla montagna per ritrovare i sensi perduti

La manutenzione dei sensi di Faggiani
di Giacomo Sorrentino

Per dare il via alla rassegna ‘Libri Come’, evento culturale che celebra la lettura tenutosi presso le sale dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, giovedì 15 marzo si sono svolte in simultanea dieci presentazioni diverse all’interno del circuito biblioteche di Roma. L’originale apertura della manifestazione ha voluto portare il libro prima ancora che all’interno dell’elitario armadillo architettonico, tra la gente di quartiere delle biblioteche comunali, favorendo il confronto e il dibattito culturale in differenti zone romane. Il tema della festa del libro di quest’anno è stato la felicità, e la rassegna si è svolta dal 15 al 18 marzo con la partecipazione di numerosi scrittori e ospiti quali Remo Bodei, Massimo Recalcati, Piero Angela, Simonetta Agnello Hornby, Andrea Camilleri, Gianrico Carofiglio e Francesco Piccolo.
Nell’intima cornice della biblioteca Cornelia, sita nel rione Boccea, si è svolta la presentazione del nuovo romanzo di Franco FaggianiLa manutenzione dei sensi’. Ad aprire il colloquio letterario è stata Patrizia Peron dell’Area di promozione della Lettura, che ringraziando i responsabili dell’evento ha introdotto l’opera di Faggiani, un romanzo sul ritrovamento della propria espressione nel mondo, e perché no, anche della felicità. I protagonisti hanno due caratteri molto simili e riservati, che non riescono ad emergere nel contesto della frenesia cittadina. Leonardo Guerrieri è un uomo sulla cinquantina provato dalla perdita della moglie e Martino Rochard è un ragazzo con la sindrome di Asperger, che viene accolto da Leonardo in affido temporaneo. La dimensione di Milano opprime entrambi, e per ritrovare serenità Guerrieri decide di trasferirsi insieme al ragazzo in una casa sulle Alpi piemontesi, lontano dai rumori della città. È proprio qui che avviene la manutenzione dei sensi, una distensio animi agostiniana che dilata tempo e spazio affinché si possa respirare di prati e montagne, rigenerando lo spirito. Come sostiene Faggiani nel suo intervento “in città c’è un’assuefazione generalizzata ai rumori, mentre in montagna possiamo prestare attenzione al fruscìo degli alberi e allo scorrere dell’acqua nei ruscelli. In tempo e spazio le cose importanti riprendono il loro posto” e la natura permette dunque all’uomo di ricrescere dei propri rami secchi. La manutenzione non si rivolge solamente ai sensi tradizionali tattili e uditivi, sostiene l’autore, ma è anche sentimentale e relazionale. Distinguere i rumori del bosco equivale per Leonardo e Martino a sillabare gradualmente le proprie emozioni all’esterno, in uno spazio che finalmente li accoglie. Nella sindrome di Asperger non ci sono ritardi significativi del linguaggio e dello sviluppo cognitivo per i bambini, ma la comunicazione risulta particolare, non conforme alle modalità standard in cui avviene la socializzazione. È per questo che la personalità di Martino riesce a fiorire meglio in mezzo alla natura, che non schiaccia e comprime l’individuo per adattarlo a un modello comportamentale uniforme.
Prendendo parola su invito dell’autore, Alice di Stefano, responsabile della narrativa italiana per Fazi Editore descrive la manutenzione dei sensi “un libro filosofico e poetico, in cui la visione della vita e della natura sono in armonia e i colpi di scena sono sentieri che cambiano e danno ritmo al testo”. 

Per lo scrittore è stato inoltre importante sottolineare che nonostante si sia documentato molto sull’argomento, la sua intenzione non era quella di scrivere un libro sulla sindrome di Asperger, bensì quella di raccontare semplicemente una storia. 

La manutenzione dei sensi è senz’altro un libro intimo e delicato da aggiungere ai nostri scaffali,  non prima di averlo letto. 

"Le ore di cammino nella notte erano le preferite di Martino. Nessuna domanda, nessuna parola, solo occhi spalancati, piccoli gesti e passi misurati per non fare rumore; inizialmente impacciati poi sempre più fluidi, naturali fino a essere parte di quel momento e di quell’ambiente. Come i rami sottili d’arbusto che tremolano al vento lieve, un cumulo di neve che diventa liquido e trasparente e si immerge nella terra, un pipistrello in caccia che sfreccia silenzioso tra gli alberi. I nostri sicuri cammini notturni, ben diversi da certi nebbiosi e inquietanti ritorni a casa nelle serate milanesi, erano contemplati da Martino come ‘la manutenzione dei sensi’”. 

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