Libri: la recensione di Valerio Calzolaio

Icaro
Copertina: Icaro di Deon Meyer

Autore:
Deon Meyer
Titolo: Icaro
Editore:
Edizioni e/o
Uscita: 2016
Pagine: 463
Genere: Giallo
Prezzo: € 18,00

Cape Town e Stellenbosch. Dicembre 2014. Il bravissimo poliziotto Bennie Nikita Benna Griessel, 46 anni, è un alcolizzato in disintossicazione. I suoi 602 giorni di sobrietà finiscono quando un collega, traumatizzato per via delle indagini su vari serial killer, stermina la moglie e le due figlie, poi si uccide. Va in un bar, ricomincia a bere superalcolici, crede di potersi controllare. Lui è bianco (afrikaner), robusto brizzolato rugoso, capelli folti e arruffati, occhi slavi e luminosi, divorziato bassista dilettante, altruista e depresso; capitano della squadra investigativa speciale (gli Hawks), la sezione crimini violenti della città; vive con i figli Carla e Fritz insieme alla compagna, la bionda e sensuale manager musicale Alexa Xandra Barnard (più grande, sobria da 330 giorni). Sei mesi prima era stato gravemente ferito, il suo colonnello ucciso, strizzacervelli e sponsor degli Alcolisti anonimi avevano previsto che sarebbe stata dura resistere. Ora non ce la fa più. L’eccentrico tecnofilo amico nero Vaughn Cupido riesce a coinvolgerlo nell’indagine su un omicidio, lo copre dopo le sbronze, ne accetta l’appannamento, sa che gli serve il suo pensare metodico tecnofobo se vuole risolvere il caso. Hanno ucciso un personaggio famoso, Ernst Richter, gestore di un sito particolare: l’Alibi app aiuta a farla franca quando si vuole tradire il partner, trovando una scusa ben organizzata. Pare avesse molti clienti, facesse un sacco di soldi e possedesse almeno tre personalità (una “Icarus”, il titolo). Richter era scomparso da tre settimane, sotto la sabbia di una spiaggia hanno trovato il corpo avvolto nella plastica nera.
L’eccelso autore sudafricano Deon Meyer (Paarl, 1958), ex consulente BMW, scrive in afrikaans (2015), viene tradotto in inglese e (dall’inglese) in italiano. Magnifico e appropriato il glossario finale, con la nuova Costituzione del 1994 (dal presidente Mandela in poi) sono 11 le lingue ufficiali, ormai innumerevoli le contaminazioni nello slang. Il suo “eroe” era stato tutore dell’ordine anche col vecchio regime, ci fa capire molto di un grande paese plurale e dei contesti storici sociali meticci, ironico e divertente, per quanto hard-boiled. Usa una terza persona varia, presentando in questo caso un secondo filo narrativo: quasi subito dopo la scoperta del cadavere (non l’unica citazione alla McBain) e l’effetto sui poliziotti della strage familiare del collega, ci è data la possibilità di leggere la trascrizione di un colloquio (avvenuto giorni dopo) fra l’esperta avvocato Susan Peires (da consigliare) e il potenziale giovane cliente vignaiolo Francois du Toit, attraente, abbronzato, di belle ricche maniere. Prima di arrivare al dunque (una confessione? di un delitto?), le racconta tutta la storia della propria famiglia, in pratica la meravigliosa ultrasecolare vicenda della viticoltura in Sudafrica. Il fatto è che a Bennie il vino non era mai piaciuto: lui preferiva ubriacarsi subito e saziarsi poi. Al danno si aggiunge la beffa: anche la sua capacità di identificarsi con (e scoprire) il criminale è una forma di altruismo, che inevitabilmente genera depressione. Touché! Per darsi speranza mette Fresh Cream e suona il basso con Jack Bruce. Copertina non bella ma risalta il significativo albero di jacaranda (originario del Sud America).

v.c.

Delitti di vini
it.wikipedia.org/wiki/Jacaranda

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