Luther posting his 95 theses in 1517 (Ferdinand Pauwels, 1872)

Gli errori della Riforma e la crisi dell' Europa

Da Lutero alla Merkel
di Riccardo Liberati

Il 31 ottobre di cinquecento anni fa, un frate agostiniano tedesco, il ‘monaco bilioso’ Lutero, come lo chiamò Nietzsche, affisse sulla porta del castello di Wittenberg in Sassonia le famose 95 tesi sul potere delle indulgenze: “Disputatio pro declaratione virtutis indulgentiarum”.
Fu l’inizio della riforma protestante che cambiò l’Europa e il mondo.
Non fu il primo terremoto all’interno della Chiesa cristiana.
Già nel 1054, lo scisma d’oriente aveva allontanato da Roma il mondo greco orientale causando nei secoli successivi l’adesione alla Chiesa ortodossa di quasi tutto il mondo slavo. La riforma luterana ebbe tuttavia notevole impatto sul mondo europeo che in quel momento era il centro economico e culturale del pianeta.
Quali furono le cause di questa spaccatura religiosa dell’Europa?
Ufficialmente la crisi della Chiesa romana e la corruzione del clero.
In pratica, a muovere la mano del monaco nella scrittura delle 95 tesi, fu l’odio atavico del mondo germanico nei confronti di Roma e quindi della Chiesa Cattolica.
Lutero fu un grande odiatore: odiatore di ebrei e di cattolici. Quando parla di libertà, si riferisce alla libertà della Germania dalla Chiesa romana, cioè da Roma, null’altro.
Come il suo predecessore Arminio che sterminò tre legioni romane attirandole in un’imboscata con l’inganno, aveva un solo interesse: svincolarsi da quella che Thomas Mann secoli dopo, chiamerà ‘civilizzazione’ decadente per fare trionfare la ‘cultura’ tedesca, più primitiva, ma secondo lui più vivace.
Come afferma la professoressa Angela Pellicciari nel suo libro: ‘Una storia della Chiesa’, l’odio di Lutero è enorme.
Un odio che lo porta persino a giustificare la menzogna e la calunnia.” “In nome della libertà ha concesso un potere assoluto ai principi utilizzando Dio per giustificare il potere dei sovrani sulla religione.” E ancora: “I tedeschi per causa sua saranno abituati all’assolutismo in nome di Dio.
Il papa è chiamato da lui, asino, cane, re dei ratti, coccodrillo, larva, bestia, drago infernale.
In teoria Lutero vuole la libertà della Germania da Roma, ma in pratica per fare questo concede libertà assoluta ai principi tedeschi.
E’ questo l’effetto politico del luteranesimo che si farà sentire nei secoli successivi.
Non solo, ma negando il libero arbitrio, di fatto nega la possibilità dell’uomo di riscattarsi, di pentirsi, perché tanto è già tutto scritto e deciso. Hitler nelle sue ‘conversazioni a tavola’ considera Lutero un grande uomo senza il quale la Germania sarebbe stata ancora asservita a Roma.
Il filosofo Fichte lo considera un ‘tedesco per eccellenza’ e le Chiese luterane tedesche appoggeranno il Fuhrer in quanto “vincolate per secolare tradizione all’obbedienza al potere statale quale espressione della volontà divina” come sostiene Emilio Gentile nel suo: ‘Contro Cesare. Cristianesimo e totalitarismo nell’epoca dei fascismi’.
Nella sollevazione popolare che seguirà la confisca dei beni della Chiesa voluta in Germania dalla Riforma, il frate agostiniano è di una ferocia inaudita. Sostiene che bisogna “colpire, strozzare, accoppare in pubblico o in segreto” i cavalieri che reclamano una parte di ricchezza destinata ai principi.
Anni dopo e dopo l’eccidio che ne consegue, riconoscerà la sua responsabilità, ma negando il libero arbitrio dirà che era già stato tutto stabilito dal Signore.
Come sostiene la solita Angela Pellicciari, da Lutero in poi, la campagna di odio contro Roma e la sua civiltà verrà portata avanti con ferocia e la storia dell’Occidente sarà di fatto riscritta in versione protestante antiromana.
La Germania è privata delle sue radici culturali e religiose che la porteranno secoli dopo al paganesimo nazionalsocialista. Francesco Agnoli, nella sua analisi sul luteranesimo, afferma che Lutero, eliminando il potere religioso lo conferisce potere assoluto al principe.
Di più, poiché il principe ingloba il potere religioso, è di fatto eliminata la libertà di coscienza. Questa visione del mondo porterà la Germania all’assolutismo.
Oggi assistiamo a un ennesimo tentativo della Nazione di Lutero comandata dalla Merkel, non a caso figlia di un pastore protestante, di soggiogare l’Europa.
La ricetta è sempre la stessa: la Nazione tedesca della ‘Kultur’ contro l’Europa greco – romana  della ‘zivilization’. I popoli, le loro angosce, la loro povertà non contano niente di fronte alla ragion di stato. Tutto è subordinato al volere di un principe, in questo caso di un leader politico.
L’effetto immediato della riforma fu la spaccatura dell’Europa e in seguito, guerre che insanguineranno il vecchio continente per secoli.
L’Europa unita è il tentativo di creare una fusione di stati e di culture diverse per far fronte allo strapotere degli USA e dell’Asia.
Se la Germania non si renderà conto degli errori di Lutero e dei suoi errori come Nazione, sarà ancora una volta la causa della divisione del vecchio mondo, divisione che potrebbe essere irreversibile e definitiva.

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