Lavinia Grizi, Luciana Bastarelli, Laura Boldrini, Lucia Marziali. Foto a cura della Camera dei Deputati

Laura Boldrini introduce lo spettacolo Straordinarie Donne

Donne a Montecitorio
di Marina Poslavchera

“Se diciamo la contadina e la operaia, allora dobbiamo dire anche la ministra, la sindaca, la presidente”. Con la sua voce determinata e appassionata, la Presidente della Camera Laura Boldrini ha introdotto domenica 15 gennaio lo spettacolo "Straordinarie donne" dell'attrice Lavinia Grizi, in occasione della giornata “Montecitorio a porte aperte”.
La presidente Boldrini ribadisce la sua volontà di dare il dovuto riconoscimento e la meritata visibilità alle donne italiane, anche per il loro ruolo nella politica, come ha fatto istituendo l’anno scorso a Montecitorio la Sala delle Donne, in un palazzo governativo in cui fino ad allora la rappresentazione dei personaggi politici era riservata esclusivamente agli uomini. Una iconografia solo maschile perché la cariche di potere erano fino a poco tempo fa prerogativa degli uomini, ma che oggi deve essere cambiata, ribadisce la Boldrini, come è cambiata la lingua italiana. Il pubblico assiepato nella Sala della Lupa a Montecitorio applaude con approvazione.
La Presidente Boldrini coglie l’occasione per ricordare Giacomo Matteotti, eletto alla Camera dei Deputati il 6 aprile 1924, nelle ultime elezioni libere prima della sospensione della democrazia causata dal ventennio fascista. Il 30 maggio dello stesso anno il deputato socialista aveva denunciato in parlamento il governo in carica per i soprusi e le violenze che avevano portato alla sua elezione. Pochi giorni dopo, il 10 giugno, Matteotti fu rapito e poi assassinato. E’ di pochi giorni fa la notizia che la lapide a ricordo di Giacomo Matteotti posta sul Lungotevere a Roma nelle vicinanza della sua dimora è stata fatta a pezzi, ricordandoci che la questione è tuttora fonte di risentimenti violenti.
All’accorato intervento della Presidente Boldrini è seguito lo spettacolo "Straordinarie donne" dell'attrice Lavinia Grizi, una lettura scenica su Anna Magnani, Joyce Lussu e Alda Merini, con interventi musicali di Luciana Bastarelli al violino e Lucia Marziali al piano. Sono frammenti di vita, pensieri, ricordi ed emozioni di queste tre grandi donne, suggestivamente interpretati dalla voce di Lavinia Grizi, uno spettacolo che può essere rivisto, per chi non ha potuto parteciparvi, grazie al video pubblicato sul portale della Camera dei Deputati: webtv.camera.it/evento/10426
Lo spettacolo, realizzato grazie alla collaborazione tra l'associazione culturale Ripabianca e la onlus Asr, è incentrato su tre donne straordinarie:
Anna Magnani
L’attrice nacque a Roma nel 1908, un gioiello tra le interpreti femminili del cinema internazionale. Lungo e lastricato di successi il percorso che portò questa donna straordinaria ad essere considerata un orgoglio italiano senza tempo. Attrice simbolo del cinema italiano, vincitrice di numerosi premi e riconoscimenti nazionali ed internazionali, è particolarmente conosciuta per essere stata, insieme ad Alberto Sordi e Aldo Fabrizi, una delle figure preminenti della romanità cinematografica del XX secolo. Tra le sue indimenticabili interpretazioni Roma città aperta, Bellissima, Mamma Roma. Ma a consacrarla definitivamente anche a livello internazionale fu la sua interpretazione nel film “La rosa tatuata” scritto dal suo amico Tennessee Williams, film con cui “Nannarella” (soprannome con cui Gabriella Ferri fece riferimento all’attrice nello stornello “Roma Forestiera”) raggiunse nel 1956 il più ambito tra i premi cinematografici: l’Oscar come miglior attrice protagonista. Lavinia Grizi interpreta lettere inedite scritte sia al drammaturgo Tennesee Williams, sia alla grande attrice Bette Davis che la Magnani incontrò a New York e che disse di lei “La Magnani è la più grande attrice che abbia mai visto”. Con queste letture autobiografiche della Magnani Lavinia vuole rappresentare l’aspetto della personalità più sconosciuto, il più sensibile, fragile e riflessivo. Aspetto lontano dai soliti stereotipi con i quali la grande attrice è stata spesso identificata.
Joyce Lussu
Nacque Firenze nel 1912 come Gioconda Beatrice Salvadori Paleotti. Di famiglia anglo-marchigiana progressista, è stata partigiana, scrittrice, traduttrice, poetessa. Insieme al fratello Max, Joyce entrò a far parte del movimento "Giustizia e Libertà" e nel 1938 incontrò Emilio Lussu da quel momento in poi compagno e marito fino alla sua morte. Alla fine della guerra ricevette una medaglia d’argento al valore militare. Percorse luoghi lontanissimi, incontrò e tradusse poeti come Ho Chi Min, Mandela, Castro. Le fu naturale partecipare attivamente alle mobilitazioni in favore di perseguitati politici, quali l'angolano Agostinho Neto ed il poeta kurdo Hikmet. Nello spettacolo vengono letti stralci autobiografici e alcune poesie, tra le quali la nota “ Scarpette rosse” poesia dedicata alle vittime della Shoah.
Alda Merini
Nacque a Milano nel 1931. Poetessa, aforista e scrittrice, esordì come autrice alla giovane età di 15 anni. La sua vita è un eroico e perpetuo passaggio da un manicomio a una vita normale in cui conosce anche la felicità e la tristezza nel matrimonio e la nascita di tre figlie. Molte delle sue poesie parlano dei personaggi della sua vita e degli incontri con poeti e scrittori che l’hanno molto amata, tra i quali Spagnoletti, Montale, Quasimodo e Manganelli. La Merini ricevette numerosi riconoscimenti e premi letterari. Lavinia Grizi legge una parte di queste letture autobiografiche, riflessioni e poesie dedicate anche alla nascita, alla maternità e alle donne.

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