Libri: la recensione di Valerio Calzolaio

Presunto terrorista
Copertina: Presunto terrorista di Leif GW Persson – Marsilio

Autore:
Leif GW Persson
Titolo:
Presunto terrorista
Editore: Marsilio
Uscita: 2016
Pagine: 576
Genere: Spy Noir
Trad.ne:
Margherita Podestà Heir
Prezzo: € 19,50

Stoccolma ed Eskilstuna. Primavera 2015. La bionda esile pallida sportiva investigatrice 40enne (1974) Lisa Mattei, occhi azzurri e sguardo onesto, genitori separati e sereni, ricchissimo padre biochimico tedesco e madre Linda pensionata da commissario capo, buon marito Johan più giovane di 7 anni (e colto docente di storia del cinema), figlia Elina Ella di 5 anni, dopo un dottorato in filosofia e una brillante carriera di poliziotta, è divenuta capo operativo dei servizi di sicurezza svedesi, restando incline a basarsi più sui dubbi che sulle certezze. Mentre si è finalmente organizzata per trascorrere una giornata da madre, la chiama il Direttore generale, deve andare d’urgenza a Londra per una faccenda scottante, i colleghi inglesi sono convinti che terroristi di origine somala (già drammaticamente protagonisti a Manchester) stiano ora preparando un attentato in Svezia per la festa nazionale del 6 giugno. Mette insieme la sua squadra fidata e partono. Tornano dopo poche ore, la notizia sembra fondata, debbono tenere sotto controllo un’intera potente famiglia allargata, è davvero probabile che tramino da anni e forse hanno pure una talpa. Le indagini impongono di coordinare molte strutture, finanche l’esercito. E si svolgono soprattutto nella contea a est della capitale. Il fatto è che gli inglesi non spiegano bene tutto quel che sanno (come sempre in quel mondo), che la normativa e la magistratura sono garantiste verso i “presunti” (il che non è un male), che i somali continuano a vivere come se nulla fosse e che chi tradisce è infiltrato da decenni.
Leif Gustav Willy GW Persson (1945) è un noto professore di criminologia che insegna alla Scuola nazionale di polizia a Stoccolma ed è stato consulente del ministero di Giustizia e dei Servizi segreti svedesi. Da una quindicina d’anni scrive lunghi gialli spionistici (la vicenda Palme insegna) tradotti in Italia, da noi mai in testa alle classifiche, ed è un peccato! Non perdeteveli, perlopiù sono capolavori assoluti, ritratti vividi e ironici delle opulente società contemporanee, anche questo, denso e competente, senza un rigo di troppo, terza fissa al passato, quasi sempre su Lisa e raramente sui colleghi in campagna. Una goduria di dettagli ed emozioni: si scherza e si pensa, si odia e si ama, si ride e si piange, ci si stupisce e ci si commuove, incantati dai dialoghi con deliziosi retro pensieri (femminili), in punta di piedi, con raro senso della musicalità. Si mente spesso, più o meno onorevolmente, nell’interesse del servizio. E il sesso non è soltanto un obiettivo, è anche un mezzo. Tornano molti personaggi e intrecci dei precedenti romanzi, di continuo il primo mitico protagonista Lars Martin Johansson, umanista convinto, ex amato capo di Lisa, amante di enogastronomia italiana, ormai morto da cinque anni. Comunque si continua a bere solo eccellente vino italiano, possibilmente con un classico sottofondo di Beatles. In copertina la costosa cravatta del Pink Elephant Club (elefanti rosa che attraversano una savana blu), che porta un messaggio: non bisogna credere a tutto quel che si vede!

v.c.

Giallo spionistico
it.wikipedia.org/wiki/Eskilstuna

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