Le copertina di “Le migliori”, il nuovo album di Mina e Celentano

Un nuovo album di inediti per la storica coppia italiana

Mina Celentano: le migliori
di Francesco Curci

Valutazione: 4/5

Ci sono tanti tipi di amore: quello tra amanti, tra genitori, tra fratelli, tra amici. Poi c’è l’amore tra amici che sono anche colleghi, ovvero quello che lega da sempre Mina e Celentano. Amici – e appunto colleghi – che decidono di ritrovarsi a condividere, dopo 18 anni, una nuova esperienza musicale non già per il gusto di regalare al pubblico le ennesime emozioni, quanto per il piacere di lavorare ancora fianco a fianco, come ai vecchi tempi, come se nulla fosse cambiato, come se quei 18 anni non fossero mai trascorsi.
L’idea di un nuovo disco nasce nel giorno del 75esimo compleanno della “tigre di Cremona”. Il supermolleggiato invia un sms alla sua cara amica firmandosi con un ironico “le migliori”, esplicito riferimento al pluripremiato percorso che entrambi hanno compiuto e che li ha consacrati come pilastri indiscussi della musica italiana; lei, per l’universo femminile, lui, per quello maschile. E sarà proprio quel bizzarro “le migliori”, un anno più tardi, a diventare il titolo del loro nuovo, e indubbiamente attesissimo, album.
Ascoltandolo, davvero sembra che questi anni non siano mai trascorsi. Le voci sono sempre le stesse del 1998, quando per la prima volta cantavano in coppia in un intero disco intitolato semplicemente “Mina Celentano”.  Ancora oggi, nessuno penserebbe mai che si tratta di una settantaseienne e di un settantottenne. Che Celentano abbia una voce roca, lo si sa, non è certo l’età ad avergliela resa tale. Anzi, direi che sia proprio quella la sua cifra identitaria.

Il videoclip ufficiale di “Amami Amami”

Escludendo il travolgente singolo di lancio “Amami Amami” che apre la tracklist, ci si accorge già dalla seconda traccia che siamo di fronte al secondo capolavoro. Sì, perché già “È l’amore” ci fa capire che le loro voci sono fatte una per l’altra, esattamente come le persone. Si incastrano alla perfezione, si compensano l’un l’altra con una complementarietà stupefacente. Mina, vabbè, è dotata di un talento fuori dal comune. Ma cosa ancor più straordinaria è che più va avanti con gli anni, più la sua voce diventa calda, avvolgente. Certamente va sottolineato che i nostri non si sono mica affidati ai primi autori capitati: c’è Fabrizio Berlincioni, c’è Andrea Mingardi; ma c’è spazio anche per i più giovani. È il vincitore di Sanremo Giovani 2016, infatti, Francesco Gabbani, a firmare forse la migliore traccia di tutto l’album “Il bambino col fucile”, interpretata però solo da Adriano. Un testo provocatorio, profano, in linea con la verve e con il ben noto impegno politico dell’artista. Celentano riesce persino a diventare sorprendente rapper in “Se mi ami davvero”, lanciandosi in una prodigiosa prova di freestyle inaspettata ma convincente.
E lei? Che dire di lei? Una vera maestra del canto che fa rabbrividire dalla prima all’ultima nota. Profonda e melanconica nella sua prova da solista “Quando la smetterò”, una sorta di resa dei conti di una carriera tutta in ascesa, di dichiarazione d’amore nei confronti di un mestiere che l’ha resa incontrastata regina, mito ancor prima del tempo, complice anche il suo ritiro dalle scene risalente ormai a quasi quarant’anni fa.
Tra i brani di punta, “Ti lascio amore” e “Come un diamante nascosto dalla neve”; non mancano, tuttavia, momenti sarcastici come nei brani “Se mi ami davvero” e “Che ci faccio qui”.
Ma non finisce qui, perché “Le migliori” prevede anche un appuntamento televisivo – o meglio tre – a partire dal 12 dicembre prossimo su Rai 1 e a seguire fino a febbraio, in concomitanza con le serate del Festival di Sanremo, in cui si ripercorreranno le tappe fondamentali del loro percorso artistico e verranno proiettati cinque corti d’autore firmati, fra i tanti, da Ferzan Ozpetek e Giovanni Veronesi.
Insomma, “gioite gente perché Mina e Celentano sono tornati”, verrebbe da dire. Ma ciò di cui gioire soprattutto – direi proprio di cui esultare – è il fatto che queste due eccellenze siano patrimonio del nostro paese, tutta roba made in Italy, per intenderci. Per di più, alla loro veneranda età, si rivelano più contemporanei dei contemporanei. Siamo davvero sicuri che non ci siano stati errori anagrafici?

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