Ritratto di Matilde Serao. Attraverso cameralook

La pioniera del giornalismo contemporaneo

Matilde Serao: a’ Signora napoletana
di Veronica Mancino

Matilde Serao, a’ Signora napoletana, è stata una tra le giornaliste più famose d’Italia tra Otto e Novecento, ma soprattutto è stata la prima donna italiana a fondare e dirigere un giornale (Il Mattino).
All’epoca per una donna non era facile emergere tra l’enorme schiera di intellettuali che militavano nelle file dei giornali e delle riviste italiane. Matilde ha dovuto farsi largo a gomiti alti in un mare di uomini che le hanno spesso chiuso in malo modo la porta in faccia. Nonostante tutte le difficoltà, il suo carattere indomito e testardo l’ha spinta a non arrendersi e dopo tanto lavoro è riuscita, insieme al marito Edoardo Scarfoglio, lì dove nessuna donna italiana era mai arrivata prima.
Matilde incontra Scarfoglio, l’uomo che diventerà in breve tempo sia suo marito che il suo collaboratore più stretto, presso la redazione del Capitan Fracassa (dove scriverà per cinque anni sotto lo pseudonimo di Ciquita): un giovane brillante, con un carattere arguto e schietto. Insieme non diedero inizio solo ad una intensa unione sentimentale, ma anche ad un sodalizio lavorativo che porterà alla creazione, il 16 marzo 1892, dello storico giornale napoletano Il Mattino, che diventerà il quotidiano più importante di tutto il Mezzogiorno (Giosuè Carducci lo definì “il giornale meglio scritto d’Italia”). La Serao e Scarfoglio rinnovarono completamente il quotidiano, che uscì con tecniche d’avanguardia eccezionali per l’epoca: sostituirono la macchina piana con la rotativa e riuscirono (almeno inizialmente) ad avere una completa autonomia finanziaria dei fondatori e dei gestori.
Tra i tanti collaboratori illustri che scrissero per Il Mattino ricordiamo Gabriele D’Annunzio, Giosuè Carducci, Francesco Saverio Nitti (allora ventiquattrenne) e Rocco De Zerbi. La loro idea era quella di diffondere la voce di Napoli, la città del cuore di Matilde, a cui dedicherà anche il suo romanzo più famoso: Il ventre di Napoli, un vero e proprio reportage degli angoli più angusti e bui della città partenopea, una denuncia contro l’indifferenza degli alti funzionari che ancora oggi riecheggia attuale con la sua soave e cruda realtà. La Serao metterà tutta la sua forza e il suo amore in questo romanzo, rendendolo un vero e proprio gioiello della letteratura italiana contemporanea.
Una donna ed una penna straordinaria da cui prese ispirazione, nel bene e nel male, tutto il giornalismo italiano moderno. Tra le sue innovazioni più significative ricordiamo sicuramente l’introduzione del supplemento periodico al quotidiano come ad esempio i Mosconi, un vero e proprio riflettore sui salotti più in voga dell’epoca, oppure il Masto Rafaele, l’appuntamento con i vicoli più folkloristici e veraci di Napoli, corredato da illustrazioni ironiche e spiritose. Perfino nei suoi romanzi la sua vena giornalistica emerge con chiarezza, rendendola diversa da tutte le scrittrici dell’epoca: “la più forte prosatrice d’Italia” (Giosuè Carducci).

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