[Lady Gaga in concerto a Las Vegas nel 2015]. Foto di Sarah Ackerman, attraverso Flickr

Cambio di stile per la cantante che torna con un nuovo album

Joanne è Lady Gaga 2.0
di Francesco Curci
[Lady Gaga in concerto a Las Vegas nel 2015]. Foto di Sarah Ackerman, attraverso Flickr

Avete presente Lady Gaga? Bene. Immaginate ora di toglierle parrucca, trucco, artigli, abiti di carne e cosa otterrete come risultato? Semplice: Joanne. Chi è costei, vi starete già chiedendo in molti. Ve lo spiego subito. Joanne è l’alter ego di Lady Gaga, ovvero una donna rinnovata sia a livello interiore, sia a livello esteriore. È quello che probabilmente da sempre lady Germanotta avrebbe voluto essere e le è stato impedito di essere. Non è un caso, infatti, se ha scelto proprio questo nome come titolo del suo nuovo album che – giusto per essere precisi – è già primo in classifica su iTunes in ben 61 paesi, a conferma del fatto che la Gaga è una donna da record.
Tuttavia, se la nostra è diventata un’icona mondiale lo deve in buona parte anche al suo aspetto sempre e volutamente esagerato: tette al vento, capelli verdi, fino ai memorabili tacchi di cristallo a forma di pene. Insomma, roba che non passa certo inosservata. Adesso, però, sembra che si sia felicemente scrollata di dosso le sue mille maschere, rivelandosi per quella che è. E non parlo solo di aspetto esteriore. Mi riferisco anche – anzi soprattutto – a livello musicale. Joanne è infatti un disco che suona in maniera assolutamente diversa rispetto a quello che abbiamo imparato ad ascoltare da lei in questi anni. L’elettronica è stata ridotta praticamente all’osso, gli incisi sono quasi mai ridondanti, le atmosfere si fanno talora western con chitarre in evidenza e giri di basso alla Tarantino. Sembra proprio, insomma, che la cantante italoamericana abbia smesso di inseguire a tutti i costi i tormentoni (di cui è indiscussa regina) e abbia deciso davvero di cantare ciò che più le piace cantare (anche perché, c’è da dire, lei se lo può permettere se pensiamo che ha appena trent’anni e conta all’attivo un numero di dischi venduti e di premi vinti superiore a tante sue colleghe in attività da oltre un ventennio).
Le canzoni di Joanne paiono appunti da taccuino musicati in piena autonomia e rilassatezza. L’ascolto, certo, si rivela una novità assoluta, qualcuno potrebbe addirittura trovarlo sgradevole. Ma una cosa, indubbiamente, si percepisce: Gaga è felice di cantarlo, questo suo nuovo disco,  sprigiona tutto il suo entusiasmo nel dare voce a pensieri ed emozioni finalmente liberi dai soliti paradigmi discografici. Non gliene frega molto di conquistare la vetta delle classifiche – anche perché i dati stanno parlando già da soli; può finalmente concedersi il lusso di fare un disco con canzoni scritte di suo pugno che sfidano le regole di mercato. Paradossalmente, sembra che Lady Gaga convinca di più quando smette di essere Lady Gaga. Forse quel suo essere sempre stata così dannatamente eccentrica, era solamente un modo per mascherarsi, per non rivelarsi mai fino in fondo; complice, anche, il suo essere stata vittima di bullismo da adolescente.

Il videoclip ufficiale di Perfect Illusion

Come ogni album che si rispetti, anche in Joanne ci sono momenti in cui la tensione cresce, come in Million Reasons o nell’omonima Joanne, altri in cui il passato sembra invece imperversare prepotentemente come nel singolo apripista Perfect Illusion che, diciamolo, è un modo per ricordarci che tutto sommato stiamo parlando sempre di lei, la stessa di Poker Face e Paparazzi, di Born this Way e The Edge of Glory, con la sola differenza di avere qualche anno in più sulla carta d’identità e un po’ più di consapevolezze a livello artistico.

Million Reasons live a Nashville

Se sia o meno la direzione giusta da intraprendere, nessuno può dirlo. Saranno i numeri a parlare – e quelli, come detto, lo stanno già facendo. Senza dubbio è ammirevole scoprire come una cantante considerata finora commerciale sia riuscita a staccarsi dal suo ovile proponendo uno stile completamente rinnovato che forse è e sarà il suo vero, nuovo stile. La Germanotta può – e vuole – dimostrare che è anche altro, che può benissimo tenersi lontana dalle solite hit mordi e fuggi. Da musicista, autrice e compositrice, ha capito che non è più tempo di scherzare, di giocare con eyeliner e parrucche: anche con un viso acqua e sapone può lasciare il segno nella musica contemporanea.

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