Sede dell'Accademia della Crusca, Villa medicea di Castello, foto di Avemundi, Attribuzione Creative Commons 3.0 Unported

Segni di crisi dell’italiano, ma sms e Twitter non c'entrano

La lingua italiana nel mondo che cambia
di Massimo Predieri

“Non scandalizziamoci se i ragazzi scrivono ke con la kappa sui telefonini: lo facevano anche i monaci medioevali nei loro testi”, dice Claudio Marazzini, presidente dell'Accademia della Crusca, in una intervista rilasciata a Rainews24.
“Non sono certo gli sms, o tantomeno Twitter, la causa della crisi dell’italiano. Se esistono dei pericoli sono altrove”. Messo alla berlina è l’utilizzo disinvolto della nostra lingua e dei suoi significati nel giornalismo televisivo. “Se dovessi fare un appello ai giornalisti televisivi,” continua Marazzini “direi loro di evitare di usare piuttosto che come sinonimo di oppure: in buon italiano la forma esprime preferenza e non equivalenza.”
Il tema degli Stati Generali della lingua italiana, intitolata quest’anno “Italiano Lingua Viva”, è la promozione linguistica e culturale all’estero. Il presidente del consiglio Matteo Renzi nel discorso di apertura al Palazzo Vecchio di Firenze invoca “una gigantesca scommessa culturale sul Made in Italy nel mondo per essere sempre più attrazione, sempre più richiamo, sempre più bellezza.” Forse gli accademici della Crusca avrebbero preferito “Prodotto Italiano” invece che Made in Italy, ma ormai la terminologia di origine anglosassone è entrata prepotentemente nella comunicazione a tutti i livelli. Più grave è l’utilizzo frequente delle cosiddette buzwords (un altro anglicismo), ossia neologismi alla moda, utilizzati troppo spesso a sproposito, solo per impressionare l’interlocutore.
I soggetti coinvolti negli Stati Generali della Lingua Italiana sono moltissimi: scuole e università, docenti e allievi, studiosi, ricercatori, enti gestori dei corsi per le comunità italiane all’estero, Ambasciate, Consolati, Lettorati e Istituti Italiani di Cultura. Un grande impegno che dimostra quanto l’azione di riflessione sulla promozione della nostra lingua e cultura all’estero sia sentito nel nostro Paese e presso le comunità di italiani e italofoni in tutto il mondo.

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