Scena tratta dal film Suspiria (1977)

Il remake del film di Dario Argento sarà diretto da Luca Guadagnino

Non chiamatelo Suspiria
di Lorenza Rallo

È una notizia che mai avremmo voluto leggere, Suspiria torna al cinema, ma non si tratta del ritorno del film di Dario Argento ma del remake diretto da Luca Guadagnino. C’è voluto qualche anno, già nel lontano 2010 si parlava di un probabile rifacimento, ma alla fine il regista di origini siciliane ce l’ha fatta. Nel cast saranno presenti le attrici Chloe Moretz, Mia Goth, Dakota Johnson e Tilda Swinton, le ultime due sono una vecchia conoscenza del regista. Mentre le riprese si svolgeranno tra l’Italia e l’Ungheria.
Luca Guadagnino non è nuovo ai remake, già nel 2015 si era confrontato con A Bigger Splash, liberamente ispirato al più vecchio La piscina del 1969. Ma con Suspiria 2 il regista insieme allo sceneggiatore David Kajganich puntano davvero in alto e fanno una scelta molto rischiosa (molti tra i loro colleghi al solo pensiero avrebbero rifiutato categoricamente), spingendosi in un terreno scivoloso, in cui sarebbe stato meglio non avventurarsi.

L’originale e unico Suspiria del 1977, apre la Trilogia delle Tre Madri, che poi verrà conclusa con gli altri due film: Inferno e La Terza Madre. Il primo film della trilogia consacra Dario Argento come maestro del genere, reduce dal grande successo ottenuto con il precedente Profondo Rosso. La storia è scritta insieme alla moglie del regista, Daria Nicolodi, e si ispira al romanzo Suspiria De Profundis del 1845 scritto da Thomas de Quincey.
Il film si svolge all’interno di una scuola di danza di Friburgo, in cui si respira un’aria malsana, dove la morte si manifesta in tutte le sue sinistre sfaccettature. Nella narrazione filmica, mistero e soprannaturale camminano di pari passo in un crescendo di paura e orrore che trovano il culmine in macabri omicidi. In ogni sequenza l’inquietudine accresce al ritmo delle note dei Goblin. E come in ogni film di Dario Argento, vi è una spasmodica ricerca cromatica, che diviene simbolo si sensazioni e sentimenti suggeriti dalla scena. Il mood di ogni sequenza si esprime dalla predominanza dei colori, che vanno dal rosso sangue al verde smeraldo, dal magenta al blu dark, per la prima volta usato dal regista come simbolo della violenza e del freddo profondo.
Guadagnino ha sempre tenuto a sottolineare che la sua sarà una storia diversa e da fan ci auguriamo che sia davvero così. Il remake avrà un occhio puntato sul concetto di Madre e di maternità. Il film racconterà la storia di una delle Tre Madri, Mater Suspiriorum, nella Berlino del 1977, con un esplicito riferimento al cinema tedesco e alla letteratura dell’epoca.
La notizia del remake non ha lasciato indifferenti il regista Dario Argento, né la famosa figlia Asia, che sui Social ha dato sfogo al suo dissenso con un lessico poco ortodosso (come nel suo stile). Ma si sa, Asia Argento non le manda di certo a dire.
Per gli amanti del genere, Suspiria 2 rappresenta la profanazione di una leggenda del cinema che ha fatto la storia dell’horror italiano e che con molta probabilità non necessitava di essere portata alla ribalta da una “falsa copia”.
Per tutti gli altri (di sicuro meno numerosi e soprattutto più giovani), il remake potrebbe essere l’occasione giusta di riscoprire uno dei cult movie più famosi di sempre. Ma per favore, abbiate pietà non chiamatelo Suspiria.

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