Libri: la recensione di Valerio Calzolaio

Bye Bye Blackbird
Copertina: Bye Bye Blackbird di Jesper Stein – Marsilio

Autore: Jesper Stein
Titolo: Bye Bye Blackbird
Editore: Marsilio
Uscita: 2016
Pagine: 430
Genere: Noir
Trad.ne:
Maria Valerio D’Avino
Prezzo: € 18,50

Copenaghen. Estate 2008. Il 26 giugno una telefonata dall’ufficio dna della Scientifica scuote l’ottimo ispettore Axel Scarface Steen, quarantenne di 1,90. C’è una corrispondenza fra la saliva del violentatore di Jeannette, abusata in casa 4 settimane prima e la traccia riscontrata nel berretto di Marie, una ragazza uccisa nel laghetto 4 anni prima, vicenda che gli aveva rovinato la vita. Nel giugno 2004 la vittima non era stata violentata e Axel non era riuscito a trovare il colpevole, pur buttandosi nell’indagine a corpo morto; aveva rotto con molti colleghi, la notte del ritrovamento era stato disattento verso la piccola figlia Emma, aveva continuato a trascurare la moglie Cecilie fino al divorzio, ereditò su di sé rabbia e droghe. Axel crede all’inizio che l’assassino sia anche il violentatore, riesamina tutti i casi recenti di stupri nella zona e, parallelamente, riapre i vecchi fascicoli interrogando di nuovo le persone coinvolte. Dal punto di vista della giustizia criminale e della polizia un conto è lo stupro, un altro l’omicidio; oltretutto non è il primo caso di stupro, ben presto Axel fa emergere che lo stesso sadico criminale agisce indisturbato da anni, per quanto talora gli investigatori non avessero creduto alle vittime e talaltra non ci fossero state denunce. L’ordinario amante e l’attuale fidanzato di Cecilie è il suo superiore Jens Jessen, che è ancora geloso di Axel e riceve pure una busta con foto di lui mentre compra hashish. Axel non dispera di ritornare con la donna che lo ha lasciato, ama bene e davvero la figlia, scopa con una giornalista, s’invaghisce di Ea, brava avvocata di una vittima. Tutto s’intorbida.
Il danese Jesper Stein (Aahrus, 1965), giornalista d’inchiesta e critico letterario, ha già pubblicato quattro romanzi della serie su Axel Steen (con la e). Questo è il secondo tradotto in italiano (originale del 2013) e narra in terza persona entrambe le figure maschili innamorate della bella lentigginosa avvocata Cecilie, senza far pendere la bilancia dei pro e dei contro. Da una parte c’è uno sbirro malato di lavoro e di attacchi di panico, vita normale e sincera ormai piena di cicatrici (fuori e dentro), sgarbato e istintivo, ossessionato e ossessivo, più nemici che amici, circondato da incompetenti, a tratti uno psicopatico violento, padre perfetto seppur pochi giorni al mese. Dall’altra parte un competente predestinato vicedirettore di polizia, efficiente perfezionista, atletico e sempre apparentemente gentile, a tratti simpatico, più rivali e subalterni che amici, leale seppur calcolatore. Noi tifiamo Axel, è ovvio, lui è l’eroe. Tuttavia l’altro è un vincente che corre, sbuffa, pena, un poco timido sia con i deboli che con i forti, insomma alla fine non è odioso neppure ad Axel. E l’ottima padronanza dei vari livelli del racconto e dell’umana turbolenza affettiva, l’intreccio personale-professionale, i dialoghi vivaci e interessanti in contesti relazionali diversi confermano le qualità dell’autore, pur in una ripetitiva cupezza giallosvedese. In una cena a doppia coppia Jens condivide chardonnay Puligny-Montrachet e cabernet della Napa Valley, Axel va più a birre. I suoi passi falsi riecheggiano nelle parole di “In My Secret Life” di Cohen, comunque preferisce il jazz e il merlo (soprannome di Marie) della canzone del titolo, suonata da Chet Baker.

v.c.

Noir metropolitano
it.wikipedia.org/wiki/N%C3%B8rrebro

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