Trinità dei Monti e la barriera che ostacola l’accesso alla scalinata, foto di Sara Esposito per Italiani

A Roma è dibattito dopo il restauro da 1,5 milioni

Riapre la scalinata di Piazza di Spagna
di Sara Esposito

Dal 1725 la scalinata ne ha vissute molte, calpestata da quasi tre secoli sulla propria corazza in travertino ha assistito silenziosamente al passaggio da Piazza di Spagna alla chiesa di Trinità dei Monti.
Già nel 1995 fu restaurata, ma probabilmente un compito più delicato e profondo spettò agli ultimi restauratori ingaggiati da Bulgari per un cantiere da 1,5 milioni di euro. La sua riapertura in grande stile è prevista per il 21 Settembre e promette una scenografia in stile barocco con l’orchestra di Santa Cecilia.
La scalinata è solo l’ultimo tassello di un progetto partito con un primo allestimento della piazza con un giovane Bernini e suo padre, poi culminato con il prospetto splendente della scalinata. Benedetto XIII inaugurò l’opera da 135 scalini dopo anni di controversie sul possesso del terreno tra lo Stato della Chiesa e la corona di Francia. Il suo prospetto scenografico ultimato da Francesco De Sanctis è stato lo sfondo per quadri, sfilate e film; tenera amante di poeti come Cesare Pavese, ha affascinato romani e turisti offrendo sulle sue larghe braccia riposo e conforto per chiunque passasse di lì.
I romani sono decisi quando si tratta di difendere il proprio monumento contro i “saccheggi barbarici”, come quando passarono di lì gli hooligans del Feyenoord Rotterdam, ma lo sono un po’ meno quando si dibatte sul come tutelare.
Il dibattito che precede i festeggiamenti di fine restauro verte sulla presenza di una barriera che potrebbe ostacolare del tutto l’accesso alla scalinata per evitarne un’ineducata fruizione. <Sono molto preoccupato, abbiamo speso tanti soldi per riportarla al suo splendore e se non si mettono regole ben precise, Trinità dei Monti tornerà il bivacco di sempre. Tempo pochi mesi e sarà di nuovo in mano ai "barbari"> inveisce Paolo Bulgari in un’intervista alla Repubblica,  <Capisco il problema,>  controbatte Gigi Proietti su la rubrica Cronaca della stesso quotidiano,  <ma le barriere dovrebbero essere l'extrema ratio (…) Vietiamo ai ragazzi di andare a Ponte Mollo (Ponte Milvio, ndr) e fermarsi a chiacchierare? A Roma dove tocchi, tocchi male. Se non lo fai con rispetto>.
La discussione sembra prendere i toni seri ponendo al centro della questione il problema dell’uso pubblico di beni culturali e la rilevanza di finanziamenti privati su beni culturali pubblici. In questi scambi di battuta anche i cittadini vogliono dire la propria ed impazza sul web il sondaggio: “Cancellata si o no?”. Ad assumere le ragioni del SI si schiera Vittorio Sgarbi su Adnkronos che propone “un pedaggio” per far capire a chi vi passa che quel luogo ha un valore; per il NI va invece Roberto E. Wirth su Il Tempo, proprietario dell'Hotel Hassler a Trinità dei Monti <<Trinità dei Monti chiusa di notte>>.
Ad unire tutti gli schieramenti è l’indubbia necessità di tutele e presidi per evitare ai prossimi restauratori chewin gum incastonati nel travertino. Potrà anche annoiare il dibattito del SI e del NO, fa riflettere però che per una volta i romani discutano per poter avere il diritto di salire 135 gradini. A sentirsi minacciato non è solamente un monumento ma anche un simbolo nei ricordi di molti che quelle scale non le hanno solamente salite.

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