Libri: la recensione di Valerio Calzolaio

I pregiudizi di Dio
Copertina: I pregiudizi di Dio di Luca Poldelmengo – Edizioni e/o

Autore:
Luca Poldelmengo
Titolo:
I pregiudizi di Dio
Editore: Edizioni e/o
Uscita: 2016
Pagine: 187
Genere: Giallo
Prezzo: € 16,00

Roma e valle dell’Aniene. Primavera. L’ateo integerrimo commissario Andrea Valente soffre; dopo un decennio di sezione omicidi alla squadra Mobile romana l’immatura bionda moglie Alice lo aveva lasciato solo col piccolo biondo Lorenzo e aveva subito pure un trauma cranico e una pistolettata sul lavoro; durante la convalescenza gli era venuta una forma di epilessia jacsoniana, poi lo avevano trasferito al comando della polizia giudiziaria di Tivoli, capo del distaccamento di Villalba, vive lì vicino con figlio e suocera, un’isolita frangetta castana nei capelli con la riga, sopra la cicatrice. Il cinico ispettore quarantenne Marco Alfieri nonostante tutto soffre; è figlio del vicecapo della polizia, imboscato in vari uffici, appena nominato vice nello stesso distaccamento, gira in Audi A3 e frequenta centri massaggi con amplessi vista biondo Tevere; pensava di aver eliminato per vendetta l’assassino dell’amata sorella ma scopre che era un mandante non l’esecutore. Pure la bella e fragile commissario trentottenne Francesca Ralli soffre; ha preso una seconda laurea con lode, pratica alla grande la kickboxing, segue intelligenti studi avanzati anche d’inglese, fa carriera ma va dallo psicanalista; continua a essere innamorata di Andrea dopo una vita che lo frequenta, una sola notte di passione, un’intensa amicizia e un’asincronicità amorosa; finché non la mandano a seguire il caso del cadavere rinvenuto nella zona di Andrea e Marco. Si tratta di Margherita Lazzerini legata, sodomizzata con un oggetto di legno, percossa, infine strangolata e gettata in un fosso. Sarà stato il laido e bugiardo marito, fedifrago seriale e amministratore di un forum hard? Chi altro?
Dopo altri cinque bei romanzi (dal 2009) l’ottimo sceneggiatore Luca Poldelmengo (Roma, 1973) conferma qualità letterarie e concentra l’attenzione su tre diversi poliziotti in un nuovo intreccio in terza varia (con incursioni in prima e in corsivo), ripresentando alcuni dei personaggi di un precedente romanzo del 2012, “L’uomo nero”, con uno stile tutto diverso, questa volta in qualche modo empatico verso i loro punti di vista. Soprattutto quello del “cattivo” Marco che in pubblico mostra un qualche fiuto investigativo e in privato dà una vera mano al vedovo Sergio e al figlio Valerio della sorella. Ne vien fuori un noir più sfaccettato, tre fili di pensieri investigativi e affettivi non paralleli, a due a due conflittuali e affiatati, sicché il bianco e il nero, amare e detestare subiscono un meticciato. All’inizio li divide anche il giudizio su Begucci, il marito di Margherita, dipende dal proprio stato d’animo prima che dalle prove. Tuttavia, il padre del commissario gli ha insegnato almeno una cosa decente: “Il bene e il male sono solo i pregiudizi di Dio”, da cui il titolo e la sostanza del libro. Sulla scena del truculento crimine vengono puntati riflettori e clamori, a un certo punto un mostro va sbattuto in prima pagina. A prescindere. Mentre altri mostri continuano comunque ad agire, braccati senza regole e senza pubblicità. Poco spazio per musicalità ed enogastronomia, non è necessariamente un male in un romanzo.

v.c.

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