Foto di Jason H. Smith. [Adele si esibisce nel corso della 54ma edizione dei Grammy Awards a Los Angeles. (https://www.flickr.com/photos/92147157@N07/8375569096)]. Attraverso Flickr

Primato nella storia della musica UK per la cantante

Adele, novanta e sto!
di Francesco Curci

Ennesimo record per Adele? Sembrerebbe proprio di sì. La cantante di Tottenham, a quanto pare, non si stanca mai di collezionare primati.
Dopo un ritorno in gran stile lo scorso ottobre con il singolo “Hello” (accompagnato da un videoclip super cliccato che ha maturato, ad oggi, oltre un miliardo e mezzo di visualizzazioni) ed un album, “25” (l’età della cantante quando ha iniziato a lavorarci), pubblicato a quattro anni di distanza dal precedente – che ha sfiorato in pochi mesi i 2o milioni di copie vendute – si starebbe preparando a firmare con la Sony il più alto contratto discografico UK della storia. Almeno questo è quello che è emerso dalle indiscrezioni del quotidiano britannico The Sun. Per quale cifra? Tenevi forte. Novanta, e sottolineo novanta milioni di sterline; all’incirca centoventi milioni di euro. Una proposta mai ricevuta prima da un cantante inglese: a precederla, infatti, sul podio sono Robbie Williams, che nel 2002, subito dopo aver abbandonato i Take That, aveva firmato un contratto con la Emi da ottanta milioni di sterline, e l’anno precedente, Whitney Houston, con un contratto da 70 milioni.
La notizia ha fatto certo il giro del mondo, non solo perché tutto ciò che riguarda miss Adkins, oggi, diventa affare di stato, ma anche perché una cifra così da capogiro stupisce in tempi come questi in cui la discografia sta attraversando, se non proprio una fase di collasso, quantomeno una fase di letargia.
Pare dunque che la major giapponese non si sia fatta scrupoli nel voler sottrarre di mano alla collega XL Recordings – etichetta con la quale la nostra collabora sin dagli esordi – il più grande talento esistente.

Il videoclip del nuovo singolo di Adele “Send My Love (To Your New Lover)”


Ma andiamoci piano e diamo anche onore al merito. Se è vero, infatti, che la cantante, da pochi giorni in radio con il nuovo singolo “Send my love” (sopra il video), detta le regole del mercato discografico odierno, è altrettanto vero che sino ad oggi le ha azzeccate praticamente tutte. Per quale ragione? Be’ certamente per la sua capacità di essere sempre e profondamente autentica. Per la sua attitudine a mantenersi – fortunatamente – avulsa dalle mode del momento, in grado solamente di confezionare prodotti artificiali costruiti a tavolino, (voci che abbondano di melodyne e simili, arrangiamenti elettronici in cui la presenza di uno strumento reale diventa un lontano miraggio).
25 è infatti un disco anacronistico, che va oltre ogni forma di tendenza. Dalla durata delle canzoni (che sfiorano, se non addirittura superano, tutte i cinque minuti a testa), allo stile – che alterna soul, r’n’b e gospel con estrema disinvoltura – sino alla parte più esteriore, la copertina, in cui compare un primo piano della, lasciatemelo dire, bellissima cantante, senza un benché minimo accenno né al titolo dell’album né al nome della sua interprete. Basta guardarlo, quel faccione lì, per riconoscere che sì, è proprio lei, la straordinaria voce strappalacrime, accusata di scrivere canzoni “da suicidio”, dai toni profondamente drammatici.
E proprio a coloro che rivolgono tali accuse mi sento di rispondere: “continuate pure a seguire tette al vento (Selena Gomez) e culi su Instagram (Justin Bieber)”, ma la vera musica è tutt’altro e per fortuna c’è chi, come lei, ancora oggi ce lo ricorda.
Ammirabile, inoltre, la scelta di non concedere l’album alle piattaforme di streaming: un messaggio chiaro per difendere una dignità musicale sempre più compromessa.
La musica si acquista, non è solo un mero sottofondo per rilassarsi sotto la doccia o un passatempo per gli amici. La musica va vissuta, protetta, amata, desiderata. Dietro un album lavora un team di professionisti che s’impegna a realizzare un prodotto di qualità per il quale si aspetta, poi, di ricevere qualcosa in cambio. Che sia uno stipendio o una percentuale minima, è giusto che qualcuno si adoperi nel farlo. La pirateria è il furto che sta distruggendo l’arte: non solo la musica, anche il cinema, la letteratura. Perciò chiunque è di questo parere, che s’impegni ad andare una volta di più al cinema o a riservare venti euro per acquistare un nuovo disco, magari comprando un pacchetto di sigarette in meno (che rovina la salute propria e del portafogli), e segua l’esempio di una cantante come Adele che oltre ad essere un riferimento musicale, è un esempio di vita e di estrema professionalità.
Santa subito!

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