Fermo immagine trailer “Lo chiamavano Jeeg Robot”  [https://i.ytimg.com/vi/ZIXiP3AltBQ/maxresdefault.jpg]. Attraverso Youtube

Sette i riconoscimenti per “Lo chiamavo Jeeg Robot” e “Il racconto dei racconti”

David di Donatello: trionfo per Garrone e Mainetti
di Francesco Curci

Si è tenuta ieri a Roma, presso gli Studios di via Tiburtina, la premiazione dei David di Donatello, giunta alla sessantesima edizione. La cerimonia, per la prima volta trasmessa su Sky, è stata condotta da Alessandro Cattelan che, tra le tante gaffe, ha scambiato una musica di Micalizzi, colonna sonora del film Lo chiamavano trinità, con un brano di Ennio Morricone.
Tantissimi i volti noti che hanno sfilato sul red carpet al centro del quale campeggiava un adesivo con scritto “Verità per Giulio Regeni”.
Il premio miglior regia è andato a Matteo Garrone per il film Il racconto dei racconti, premiato da Toni Servillo. Tra i candidati: Gianfranco Rosi, Claudio Caligari, Paolo Genovese e Paolo Sorrentino.
Miglior attore protagonista a Claudio Santamaria per Lo chiamavano Jeeg Robot, che dedica il premio, consegnatoli da Valeria Golino, alla sua agente scomparsa. Poi, a sorpresa, si libera del berretto da baseball mostrando una testa completamente rasata per esigenze di scena. A contendersi il podio: Alessandro Borghi (Non essere cattivo), Luca Marinelli (Non essere cattivo), Marco Giallini (Perfetti sconosciuti) e Valerio Mastandrea (Perfetti sconosciuti).
Anche il premio miglior attrice finisce nelle mani di un’esordiente, Ilenia Pastorelli, sempre per Lo chiamavano Jeeg Robot, sebbene le altre candidate fossero tutte attrici di grande esperienza e fama: Àstrid Bergès-Frisbey (Alaska), Paola Cortellesi (Gli ultimi saranno ultimi), Sabrina Ferilli (Io e lei), Juliette Binoche (L'attesa),  Valeria Golino (Per amor vostro) e Anna Foglietta (Perfetti sconosciuti).
Ennesimo premio per Lo chiamavano Jeeg Robot: miglior attore non protagonista, che va al talentuoso Luca Marinelli, premiato da Paola Cortellesi (fresca vincitrice di ascolti per il varietà di Rai 1 “Laura&Paola”). Tra i candidati c’erano Valerio Binasco (Alaska), Fabrizio Bentivoglio (Gli ultimi saranno ultimi), Giuseppe Battiston (La felicità è un sistema complesso) ed Alessandro Borghi (Suburra).
Ancora: miglior produttore e miglior regista esordiente a Matteo Garrone, miglior attrice non protagonista Antonia Truppo, premiata da Christian De Sica, entrambi per il già pluripremiato Lo chiamavano Jeeg Robot.
A premiare la miglior sceneggiatura è Saverio Costanzo, che affida il trofeo nelle mani di Filippo Bologna, Paolo Costella, Paolo Genovese, Paola Mammini e Rolando Ravello per il film Perfetti sconosciuti.
Miglior montatore, Andrea Maguolo con la collaborazione di Federico Conforti sempre per il fortunatissimo Lo chiamavano Jeeg Robot.
Miglior autore della fotografia, Peter Suschitzky per Il racconto dei racconti, mentre il premio miglior canzone va a David Lang per SIMPLE SONG #3, interpretata dalla voce straordinaria di Sumi Jo che ritira il premio, colonna sonora di Youth – la giovinezzadi Paolo Sorrentino.
Miglior fonico di presa diretta Angelo Bonanni per il film Non essere cattivo, premiato dall’attore e doppiatore Francesco Pannofino. Miglior scenografia a Dimitri Capuani e Alessia Anfuso di nuovo per Il racconto dei racconti a cui vanno anche il premio miglior costumista, miglior acconciatore,  miglior truccatore e migliori effetti speciali.
Infine, il premio Miglior documentario lungometraggio va a Alex Infascelli per S is for Stanley, premiato dal regista Gabriele Salvatores.

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