Libri: la recensione di Valerio Calzolaio

Il Principe Rosso
Copertina: Il Principe Rosso di Qiu Xiaolong. Marsilio

Autore:
Qiu Xiaolong
Titolo:
Il Principe Rosso
Editore: Marsilio
Traduz.
Fabio Zucchella
Pagine: 378
Genere: Noir
Uscita: 2016
Prezzo: € 18,50

Shanghai. Aprile 2013. Il colto, sensibile, capace e onesto ispettore capo Chen Cao è stato rimosso promosso, d’improvviso sollevato dagli incarichi di Partito e nominato (fuori dal dipartimento di polizia) direttore del Comitato per la riforma del sistema legale. Decide di adempiere un’incombenza a lungo rinviata. Il 5 ricorre la festività del Qingming, i nostri “Morti”, si visitano cimiteri e tombe dei cari. È un figlio devoto e, come promesso alla madre, va in corriera a Suzhou dove è sepolto il padre, studioso neoconfuciano bersagliato dalle Guardie Rosse durante la Rivoluzione culturale. Chiede di sistemargli la tomba e vuol mettere nella bara un suo saggio uscito postumo. Intanto riflette sui “casi speciali” assegnati al precedente ufficio: è in quelle indagini che deve nascondersi la ragione del trasferimento, come gli suggerisce il fedele vice Yu Guangming, che poi lo aiuta, insieme alla moglie Peiqin e al padre Vecchio Cacciatore, a districarsi fra accuse e trappole. C’è un’aspra lotta interna al partito in vista del Congresso, qualcuno di potente ha paura dell’acume di Chen Cao e vuol farlo fuori, nessuno lo protegge. Cercherà di far conto sulla saggezza della poesia.
Nono episodio della magnifica serie ambientata in Cina e scritta negli Usa dal docente universitario Qiu Xiaolong (1953), in terza varia sul protagonista e i poliziotti buoni. Era iniziata subito dopo i fatti di Tienanmen (1989) che suggerirono all’autore di fermarsi negli Stati Uniti. Ora siamo giunti ai giorni nostri, anche se il romantico buongustaio fumatore Chen Cao (pure traduttore di polizieschi americani e di Eliot) non è invecchiato di conseguenza. Accanto alle dinamiche politico-sociali di lungo periodo, alcuni eventi veri di corruzione e malaffare (cui è ispirato) sono accaduti fra 2012 e 2013, ad esempio il caso dei maiali morti in decomposizione recuperati nel fiume Huangpu e gli appalti pilotati per l’alta velocità. Non solo i criminali vedono cose sensate per immaginazioni contorti e paranoidi. Al fondo risalta la mancata separazione dei poteri nel regime cinese a causa dell’onnipotenza onnipresente del Partito Comunista. Si lavora soprattutto all’alba; le qualifiche servono come i gusci per le lumache; vernice rossa per i morti, nera per i vivi. La musica è lirica e accompagna la poesia, continue citazioni di versi e proverbi. Bordeaux col branzino, alla moda!

v.c.
Regime cinese
dailystorm.it/2013/07/13/%E6%AD%BB%E5%88%91%E7%BC%93%E6%9C%9F-pena-di-morte-sospesa-la-condanna-allex-ministro-cinese-e-la-lotta-alla-corruzione/

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