Foto di Edgar Jiménez from Porto, Portugal (Terme di Caracalla) [CC BY-SA 2.0 (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0)], attraverso Wikimedia Commons

L’eccellenza artistica internazionale nel teatro dell’antichità romana

Caracalla 2016: danza, opera e musica nell’estate capitolina
di Giulia Iani

Nella Sala delle Bandiere nel Palazzo Senatorio al Campidoglio ha avuto luogo la presentazione della stagione estiva 2016 del Teatro dell’Opera che sarà ospitata nella cornice delle Terme di Caracalla. Una presentazione che ricorre in una giornata speciale, quella che celebra le donne, alla quale ha presenziato l’illustre étoile Eleonora Abbagnato, eccellenza della danza classica italiana, il Commissario Straordinario Francesco Paolo Tronca e Carlo Fuortes, Sovrintendente della Fondazione Teatro dell'Opera di Roma.
Quest’ultimo ha presentato gli eventi in programma, previsti in 24 serate dal 22 giugno al 10 agosto, dichiarandosi soddisfatto dei risultati della precedente stagione estiva (oltre 72.000 spettatori e un incasso di 3 milioni e 700 mila euro) e lieto di poter ripetere una «indimenticabile esperienza, gemma dell’estate romana, in cui l’eccellenza di un’offerta artistica per tutti i gusti, si abbina alle antichità romane di Caracalla, magnifico luogo in cui rendere giustizia a Roma».
Significativo l’intervento del Commissario Tronca che ha concentrato l’attenzione sul significato etimologico di cultura e su quello che questa comporta: «Stiamo coltivando Roma e questo significa rielaborare insieme la bellezza, gli eventi, i siti archeologici e la storia della Città attraverso un profondo ripensamento collettivo. La consapevolezza di questa grandezza deve arrivare al mondo intero». «Dovere di tutte le istituzioni è collaborare e lavorare per fare cultura. Questo è fondamentale. A Roma più che mai», il monito di Tronca.
Caracalla MMXVI rappresenta il connubio di tre produzioni mai proposte dal Teatro dell’Opera: danza, opera e musica. L’inaugurazione sarà affidata ai primi ballerini, ai solisti e al corpo di ballo dell'Opera di Roma con la Serata Nureyev. Eleonora Abbagnato, nelle vesti di direttrice del corpo di ballo dell’Opera di Roma, renderà omaggio in cinque serate all’artista russo. «La difficoltà tecnica dei balletti metterà alla prova il corpo di ballo classico», ha sostenuto la danzatrice. Ospite d’eccezione l’étoile internazionale Friedemann Vogel, Principal Dancer allo Stuttgart Ballet, che danzerà con le prime ballerine Alessandra Amato e Rebecca Bianchi.
La nuova e giovane edizione del Nabucco «si sposa perfettamente con il luogo di Caracalla», le parole del Sovrintendente. Verrà interpretata da eccellenze della lirica italiana, come il baritono Luca Salsi. Il nuovo allestimento dell’opera sarà curato da Federico Grazzini, giovane regista con un interessante curriculum alle spalle e alla sua prima collaborazione con il Teatro dell’Opera di Roma. Questa scelta, oltre ad essere una scommessa su un artista emergente, è anche un segno dell’interesse che il Teatro ha per i giovani talenti. La direzione dell’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma sarà affidata a John Fiore e, per l’ultima serata, a Carlo Donadio.
L’omaggio al grande compositore Gioachino Rossini ricorre nell’anno del bicentenario de Il barbiere di Siviglia, opera portata sul palco dell’Opera due anni fa e riproposta sotto la direzione di un nuovo produttore e parte del cast: l’opera sarà curata dalla regia di Lorenzo Mariani, che ha scelto di ambientare lo spettacolo lirico nel mondo dei musical hollywoodiani e del film muto degli anni Venti e Trenta, e diretta da Yves Abel.
Terzo titolo operistico di questa stagione è la Madama Butterfly di Puccini. Lo spettacolo sarà diretto sempre da Yves Abel. La regia di Àlex Ollé de la Fura dels Baus, con un’ambientazione sospesa in un Oriente da sogno ed elementi scenografici molto evocativi, ha conquistato il pubblico della scorsa stagione estiva.
Quattro serate “extra” travalicheranno inoltre l’offerta dell’Opera: si tratta delle performance di due grandi artisti pop e rock di fama internazionale, Lionel Richie e Neil Young, che canteranno i loro più grandi successi sul palco delle Terme, del giovane pianista cinese Lang Lang definito dal New York Times come «l'artista più talentuoso nel pianeta della musica classica» e di Roberto Bolle che tornerà ad emozionare grazie alle esibizioni in in cui mixerà diversi stili di danza, alla passione e all’eleganza.
Con il 35% di aumento di produzioni rispetto al passato, si pensa già all’edizione estiva 2017: le auspicabili previsioni di Fuortes prevedono la partecipazione dell’orchestra dell’Opera che potrà suonare dal vivo accompagnando i balletti classici e le opere.
I dati positivi sembrano scacciare i fantasmi di un passato non molto remoto, quando nel 2014, dopo gli scioperi che hanno portato all’addio del direttore musicale Riccardo Muti, l’Ente lirico si trovò ad un passo dalla chiusura definitiva, con il licenziamento dell’orchestra e del coro. Il consiglio di amministrazione e il sindaco della capitale di allora, Ignazio Marino, con l’accordo del ministro Franceschini, proposero l’esternalizzazione dell’orchestra e del coro e l’avvio della procedura di licenziamento collettivo, quale unica alternativa alla chiusura del Teatro. L’eco del fatto giunse persino negli States, tra sgomento e paura per il fallimento di un’istituzione così importante per la cultura italiana. Nel frattempo il contrasto tra la direzione e i dipendenti è rientrato, il clima di collaborazione è migliorato e i minacciati licenziamenti non si sono avverati. Oggi si tira un sospiro di sollievo e si auspica che gli spiacevoli eventi del passato possano rimanere solo un brutto ricordo.

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