Tuvalu - Funafuti – Approach, foto di Stafan Lins (CC BY 2.0)

Nel maggio 2004 circa 3 mila abitanti di Tuvalu sono divenuti emigranti a causa dei cambiamenti climatici

 

Speciale: i profughi climatici da Tuvalu

 

di Massimo Predieri
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Valerio Calzolaio segue da diverso tempo con competenza ed attenzione gli sviluppi delle migrazioni nel mondo. Nel 2010 ha pubblicato un libro, ristampato nel 2016, dal titolo eloquente: Ecoprofughi. Migrazioni forzate di ieri, di oggi e di domani (Ed. NDA), seguito dal libro Libertà di migrare scritto con Telmo Pievani (Ed. Einaudi). Ospite del RomeSymposium 2017 sul Cambiamento Climatico, Valerio Calzolaio ha presentato agli esperti internazionali convenuti da tutto il mondo presso l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) una relazione sui diversi aspetti e punti di vista delle migrazioni e della condizione di rifugiati. Riportiamo di seguito un estratto della sua relazione, che descrive un caso di migrazione forzata causata dal cambiamento climatico. C’è un piccolo arcipelago nell’oceano Pacifico, situato 3.400 chilometri a nord est dell’Australia, con oltre 11.000 abitanti, il terzo paese meno abitato al mondo (più della Città del Vaticano comunque), uno Stato nazionale membro dell’ONU (dal 2000) di otto atolli corallini e 26 chilometri quadrati, Tuvalu, stato indipendente (dal 1978), monarchia parlamentare (il capo di stato è la regina britannica), capitale Vaiaku. Circa diecimila abitanti vivono a un’altezza inferiore a 2 metri sopra il livello del mare. L’arcipelago mostra da molto tempo segni degli effetti dei cambiamenti climatici: il mare s’innalza almeno 6 millimetri l’anno, sono affondati molti alberi di palma, villaggi sono spesso inondati (a Latau più volte l’anno), sono scomparse le spiagge di sabbia bianca. Gli abitanti sono in qualche modo emigrati profughi climatici di fatto. Nel maggio 2004 circa 3 mila donne e uomini di Tuvalu sono divenuti ufficialmente potenziali profughi climatici. Il governo della Nuova Zelanda ha concertato un programma immigratorio (75 immigrati dalle isole di Tuvalu) riconoscendo i profughi climatici di diritto, anche di Kiribati, Tonga, Fiji. Non ogni cittadino potrà andarsene: quelli che hanno determinate età, disponibilità lavorative, conoscenze linguistiche, ecc.; andarsene resterà difficile (o illegale) per poveri e anziani. L’Australia ha inizialmente scelto di non aderire a causa del governo (pro tempore) che non voleva ratificare il protocollo di Kyoto. Poi nel luglio 2015 la giustizia neozelandese ha respinto la prima richiesta ufficiale. Il 38enne Teitiota, originario delle Kiribati, un arcipelago del Pacifico ...

U.S. Department of State | Home Page, foto da: www.state.gov

Cambiamento di rotta della politica estera di Trump?

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Il primo viaggio all'estero di Donald Trump ha assunto il valore di un manifesto programmatico. Si è recato in Arabia Saudita, Israele e Vaticano. Qual è stato il resoconto finale?

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Immagine tratta dall’edizione de L’Espresso del 21.05.2017

Il commento

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File:19° International Jazz Festival of Punta del Este – 150111, Wikimedia Commons

I musicisti siciliani che cambiarono per sempre la musica americana

di Antonello Cannarozzo

File:19° International Jazz Festival of Punta del Este – 150111, Wikimedia Commons
New Orleans capitale del jazz di cui i maestri erano di origine francofona, ispanica e soprattutto siciliana. Il viaggio avventuroso del maestro Gaetano Carusi e la nascita del jazz in America.

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Palazzo Farnese di Caprarola. Foto di Livioandronico2013 - Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=40802875

Ville italiane

di Luisanna Tuti

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Una pagina di Storia che si snoda attraverso alcuni secoli certificando il passaggio attraverso il Manierismo nel XVI secolo.

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Marchi di società non più italiane

Globalizzazione e declino

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La scelta suicida del sistema Italia, di affrontare l’integrazione europea e l’ingresso nell’euro senza il dovuto paracadute, ha consentito ai capitali stranieri di fare la spesa sottocosto, razziando nel nostro panorama.

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Manifesti elettorali in piazza del Duomo a Milano per le elezioni del 19 maggio 1968 (Fonte: Almanacco storia illustrata 1968)

Legge elettorale, chi sceglie, chi attende, chi spera

di Roberto Mostarda

Manifesti elettorali in piazza del Duomo a Milano per le elezioni del 19 maggio 1968 (Fonte: Almanacco storia illustrata 1968)
Nella tarda primavera di quasi cinquant’anni fa, nel mitico per molte generazioni, 1968, uno slogan ebbe fortuna e catturò l’attenzione di simpatizzanti e detrattori: l’immaginazione la potere!

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Libri: la recensione di Valerio Calzolaio

Dalle parti di Parigi e del Sud Vercors, Prealpi del Delfinato (sotto il Grand Veymont, 2346 m slm). Verso il settembre 2016. In rue des Archers (?) una banda rapisce Georges Lapietà, uomo d’affari, ex ministro e consulente del gruppo LAVA.

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